Laquila d'argento siciliana è stata una moneta coniata in Sicilia dalla zecca di Messina durante il regno di Ferdinando II (detto il cattolico). Venne introdotta con le ordinazioni di zecca del 1490 e successivamente abolita con quelle del 1513, nelle quali venne introdotto il tarì.
Nelle ordinazioni del 1490 venne indicato che l'aquila avrebbe avuto il valore di 132 piccioli (22 grani) se scambiata con moneta di rame e di 20 grani se scambiata con moneta d'argento. Nelle istruzioni del 1513 il valore dell'aquila venne maggiorato a 23 grani (un tarì e 3 grani).
Vennero coniati anche i sottomultipli da mezza aquila.
Note
Bibliografia Giuseppe Gugliandolo, Pierluigi Baisi, Monete Italiane Regionali (MIR) - Sicilia, III edizione, Varesi, 2026, ISBN 978-88-99155-10-0.
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