Biografia Formazione e carriera accademica Nato a Bologna nel 1930, si diplomò al Liceo Galvani, che annoverava nel corpo docenti Galvano Della Volpe. Si laureò brillantemente in filosofia con Giuseppe Saitta e Felice Battaglia il 7 luglio 1953. Fu assistente di Battaglia nei successivi sette anni (1953-1960). Nello stesso periodo fu insegnante di scuola superiore a Cento, Taranto, Faenza, Forlì e Forlimpopoli dove, negli anni 1968-71, fu Preside dell’Istituto Magistrale.

Nel 1960 conseguì la libera docenza in Filosofia morale; nell'ateneo bolognese fu docente ad incarico dapprima di Filosofia della religione (1963) e poi di Sociologia (1964-1970).

Nel 1971, dopo aver vinto il concorso a cattedra di Filosofia della storia, iniziò la carriera accademica: dapprima insegnò all'Università di Lecce, poi ottenne il trasferimento a Macerata (1973). A partire dal 1974 fu titolare della prima cattedra di Sociologia della conoscenza in Italia, istituita presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna.

Nel 1980 ha costituito a Caltagirone la “Cattedra Luigi Sturzo”. È stato il primo docente a ricoprire una cattedra di Sociologia della conoscenza in Italia.

Nel 1981 fondò a Bologna la prima Libera Università per gli adulti e gli anziani dell'Emilia-Romagna, ente di cui fu rettore sino al 2008.

Nel 1989 assunse un secondo insegnamento di Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna nella sede di Forlì. Un anno dopo trasferì la sua cattedra presso la sede distaccata di Forlì, dove continuò la sua attività accademica fino al collocamento a riposo.

Nel 1995 venne candidato per la Presidenza della Regione Emilia-Romagna per il Polo delle Libertà. Ottenne oltre 900.000 voti e fu consigliere regionale come indipendente nel Centro Cristiano Democratico dal 1995 al 2000.

È stato opinionista lungo svariati decenni per testate giornalistiche nazionali, tra cui Italia Oggi (dal 2011 alla morte) e Libero (dalla fondazione). Nel 1963 fondò il quadrimestrale «Ethica. Rassegna di filosofia morale», che diresse fino al 1974. Fu presidente del Premio internazionale di cultura cattolica».

Parlava correntemente tedesco, inglese, francese, latino e greco.

Vita privata Sposato Maria Luisa Giardini, romagnola di Meldola, ha avuto due figlie: Licia ed Elena.

Premi e riconoscimenti 1958 – Premio Gentile (per uno studio su La storia nel pensiero di Giovanni Gentile); 1983 - Premio nazionale «Bassano» per la cultura cattolica; 1989 - Premio FIDAE per la scuola europea; 1991 - Premio internazionale «Luigi Sturzo» – Roma; 1999 - Premio internazionale Santa Caterina da Siena.

Opere (elenco parziale) Scetticismo e misticismo nel pensiero di Giuseppe Rensi, 1958 Il problema morale del neopositivismo 1962, La storia nel pensiero di Giovanni Gentile, Premio Gentile 1958, La riscoperta del sacro. Sudi per una antropologia integrale,1964, Dio senza Dio. Esperienza religiosa, ateismo, secolarizzazione,1974. Marxismo e religione (Rusconi, Milano 1976);  La cultura cattolica e il nichilismo contemporaneo (Rusconi, 1978);  Dio senza Dio: fenomenologia ed esperienza religiosa (Japadre, L’Aquila 1981);  Perché la sociologia (La Scuola, Brescia 1982);  Breve storia del pensiero federalista (Mondadori, Milano 1993);  La sociologia si chiama Clotilde. Comte e la Religione dell’Umanità (Spirali, Milano 1998);  Breviario del pessimista (Rubbettino, Soveria Mannelli [Catanzaro] 2001);  Europa invertebrata: un'identità certa per la civiltà di domani (Ares, Milano 2006);  Antidizionario dell’Occidente: stili di vita nella tarda modernità (Ares, 2010);  Il cane di Zarathustra. Tutto Nietzsche per tutti (Ares, 2012); Atlante della filosofia: il pensiero occidentale dalla A alla Z (Ares, 2017)

L'opera omnia di Gianfranco Morra è in corso di pubblicazione presso la casa editrice Jaca Book. Libri su Gianfranco Morra Gianfranco Morra tra Filosofia e Sociologia. In occasione del XXX del suo insegnamento universitario (Japadre, 1991); Gianfranco Morra e i suoi scritti (Japadre, 2004); Dove va la sociologia oggi? Studi in onore di Gianfranco Morra (Cantagalli, Siena 2010).

Pensiero Aiutato da una cultura enciclopedica che seppe costruire con anni e anni di impegno, Gianfranco Morra ha lasciato studi su Giuseppe Rensi, sul problema morale nel neopositivismo, sulla sociologia del sapere, sulla secolarizzazione e la riscoperta del sacro, e gli ultimi dedicati alla crisi del cristianesimo e dell'Occidente. La sua produzione poliedrica appare attraversata da una costante, talora esplicita talaltra carsica: il sacro. Uno dei suoi primi saggi s'intitolò La riscoperta del sacro. Studi per una antropologia integrale (Pàtron, Bologna 1964). L'epoca moderna, periodo in cui si sviluppò l'analisi di Morra fu segnata, d'altra parte, da un forte secolarismo.

Se la modernità è l’epoca dell’assenza di Dio come fondamento ontologico, il cattolico Morra, al pari di Augusto Del Noce e di Sergio Cotta, contrastò quelli che considerò i tratti (scientisti, utilitaristi, storicisti, nichilisti) tipici della modernità.

Scelse Max Scheler e Friedrich Nietzsche come riferimenti teorici nella sua lettura dell'uomo moderno. Sulla scia di una riscoperta del pensiero di Max Scheler, Morra scrisse: Sociologia del sapere (1966); Max Scheler. Una introduzione (1987); La scure del nulla. Nichilismo e società (1984); Il quarto uomo. Postmodernità o crisi della modernità? (1992).

Considerò il revisionismo «non [...] una possibilità, ma una necessità della storiografia. Pervenire ad un giudizio più critico e storicamente fondato è un dovere dello studioso dei fatti storici»Libero, 8 febbraio 2002.

Note

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