La Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena è un dipinto a olio su tela (378 × 255 cm), eseguito da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1637 e conservato nella chiesa di San Domenico a Torino. Storia Il pagamento dell'opera è registrato nel Libro dei conti,Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. che alla data 14 marzo 1637 riporta: «Dal Sig.r Ludovico Mastri, si è ricevuto duca.ni 100 per caparra di una Tavola per li Comfrati del Santiss.mo Rosario di Turini, con la Madonna, et il Bambino San Dom.co Santa Caterina da Siena et qualche Angelo, da cordo in ducat.ni 600 et questa caparra fà in tutto Schudi 131. L1».

Il secondo versamento è avvenuto il 9 luglio 1637: «Dal Sig.r Ludovico Mastri di Bologna, habbiamo ricevuto duca.ni100 à buon conto della Tavola per li comfrati del Santiss.mo Rosario di Turino, fano Schudi 131. L1.»

Il saldo è annotato in data 4 novembre 1637: «Dal Sig.r Ludovico Mastri di Bologna, si è ricevuto duca.ni400 in tante doppie di Itaglia, cioè n:o 140 et un ducatone, che sono per intiero pagam.to del Quadro de Comfrati del Santiss.mo Rosario di Turino et fano di nostra moneta 525».

Il dipinto è citato nella Felsina Pittrice di Carlo Cesare Malvasia sotto l’anno 1637: «[fece] una tavola con la B. V. del Rosario, s. Domenico, s. Caterina da Siena, con molti Angioli per l’Altezza di Savoia; costò ducatoni 600». Tuttavia, successive ricerche d’archivio hanno dimostrato che il committente non fu il duca di Savoia, bensì Amedeo di Voghera, che si avvalse di Ludovico Mastri come intermediario. Amedeo si era fatto a sua volta promotore della commissione presso il Guercino, su sollecitazione dei padri domenicani, i quali confidavano nei suoi precedenti rapporti con l’artista. Il Guercino aveva infatti già realizzato per lui un Riposo durante la fuga in Egitto, identificato da Nicholas Turner nel dipinto conservato al Loyola University Museum of Art di Chicago.

Il Guercino era comunque già noto nell’ambiente di casa Savoia, poiché il cardinale Alessandro Ludovisi aveva donato al duca Carlo Emanuele I di Savoia il Ritorno del figliol prodigo, oggi conservato nella Galleria Sabauda, e un Giove e Semele, attualmente non identificato. Descrizione e stile Seduti su una coltre di nubi e circondati da un coro di angeli, la Madonna e il Bambino consegnano il rosario ai santi Domenico e Caterina da Siena. Quest’ultima, coronata di spine in quanto sponsa Christi, è inginocchiata insieme a san Domenico ai piedi dell’altare. La scena si svolge davanti a una folla raccolta oltre il grande arco d’ingresso della chiesa, accorsa per assistere all’apparizione mariana.

Per definire questa complessa composizione, concepita come un vero e proprio palcoscenico devozionale, il Guercino realizzò numerosi studi preparatori, dei quali sono noti soltanto due. Nel primo studio, un acquerello conservato alla Morgan Library & Museum di New York (inv. IV, 167), il Guercino elaborò un impianto scenico più lineare, con la Vergine assisa sotto un tendaggio che le adombra il volto. La soluzione richiama forse alcune opere centesi del 1618, come i San Bernardino da Siena prega la Madonna di Loreto della Pinacoteca civica di Cento, oltre ad altri progetti dell’artista per pale d’altare; un secondo disegno a sanguigna, conservato al British Museum (inv. 1910,0212.8) in cui il Guercino elaborò invece una soluzione più scenografica e vicina alla versione definitiva: i due santi domenicani sono inginocchiati davanti alla Vergine in trono, circondata da una schiera di angeli, mentre sullo sfondo compare la folla dei fedeli.

Secondo sir Denis Mahon, nella pala sono riconoscibili molti degli elementi caratteristici della tarda maniera del Guercino. La varietà della composizione, organizzata intorno al gruppo centrale della Madonna col Bambino, deriva soprattutto dall’accostamento lineare di figure singole, nettamente definite. Questo procedimento segna un evidente distacco dalle soluzioni più dinamiche e unitarie adottate dall’artista in gioventù. Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su santa Caterina da Siena Categoria:Dipinti su san Domenico di Guzmán Categoria:Madonne col Bambino Categoria:Dipinti a Torino