Fu coinvolto nella proclamazione della Repubblica Catalana nel 1873.Enciclopèdia CatalanaScheda del Congresso dei deputati
Biografia Figlio di Vicenç Lostau i Prats, sarto di professione originario di Villamayor, in Aragona, e di Teresa Prats i Lacosta, nata a Reus, iniziò a lavorare all'età di nove anni in una bottega di cappelleria. Sposò Teresa Espinet i Carrau, dalla quale ebbe la figlia Teresa Lostau i Espinet, futura pittrice catalana.
Militante del Partito Democratico, nel 1866 fu costretto a fuggire da Barcellona per la sua partecipazione ai falliti moti insurrezionali di quell'anno, stabilendosi temporaneamente a Malaga. Tornato a Barcellona, partecipò alla Rivoluzione spagnola del 1868 e, l'anno successivo, all'insurrezione repubblicana federale contro il disarmo della Milizia Nazionale. Membro del Club dei Federalisti e deputato provinciale di Barcellona, il 27 novembre 1869 fu tra i firmatari del documento del Comitato Repubblicano Federale della Provincia di Barcellona che incitava la popolazione a prendere le armi per l'indipendenza catalana, guidando personalmente l'insurrezione federale a Igualada. Fu arrestato a Prats de Lluçanès, fu condannato a morte, ma la pena gli venne commutata in esilio da Juan Prim. Si trasferì dapprima a Parigi, dove riprese il mestiere di cappellaio, e successivamente ad Aix-en-Provence. Nel 1872 entrò a far parte del Consiglio Federale della Sezione Regionale Spagnola dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, della quale fu uno dei primi catalani ad aderire.
Fu eletto deputato alle Cortes per Gràcia nell'aprile del 1871, pur non avendo ancora raggiunto l'età minima prevista dalla legge. Durante il mandato difese il diritto di riunione e di associazione dei membri della Prima Internazionale contro le posizioni del ministro dell'Interno Práxedes Mateo Sagasta e, per il suo impegno a favore della classe operaia, fu nominato segretario della commissione parlamentare incaricata di indagare sulle condizioni materiali e morali del proletariato.Gómez Casas, Juan, Historia del anarcosindicalismo español. Epílogo hasta nuestros días: la España del éxodo y del llanto, Bilbao, Zero, 1978, p. 55.
Terminata la legislatura, nel gennaio 1872 lasciò il Congresso per entrare a far parte della Deputazione provinciale di Barcellona, di cui fu membro fino al 1873. Dopo la proclamazione della Prima Repubblica Spagnola l'11 febbraio 1873 divenne uno dei principali esponenti della corrente degli intransigenti. All'inizio di marzo, insieme a Francisco Suñer, ricevette poteri straordinari dalla Deputazione per proclamare lo Stato Catalano nel caso in cui l'istituzione fosse stata sciolta. Svolse un ruolo di primo piano nella tentata proclamazione dello Stato Catalano del 5 e 7 marzo 1873, iniziativa che tuttavia fallì per il sostegno della corrente dei benevoli al governo centrale, l'intervento di Estanislao Figueras e la situazione militare determinata dalla Terza guerra carlista.
Successivamente organizzò i battaglioni delle Guide della Deputazione e combatté i carlisti, guidandoli personalmente nei combattimenti di Caldes de Montbui. Nel novembre 1873 si oppose allo scioglimento dei battaglioni di volontari e alla loro trasformazione in reparti dell'esercito regolare; per questo motivo fu nuovamente perseguito e costretto all'esilio in Francia.
Dopo la Restaurazione borbonica rimase fedele al partito federale di Francesc Pi i Margall. Nel 1877 partecipò ai tentativi di organizzare un sindacalismo riformista a Barcellona e nel 1883 intervenne attivamente sia al congresso regionale della Catalogna sia all'Assemblea federale di Saragozza, guidando una corrente di orientamento municipalista contraria al federalismo regionalista di Josep Maria Vallès i Ribot.
Fu nuovamente eletto deputato alle Cortes Generales nelle elezioni generali in Spagna del 1893, in rappresentanza del Partito Repubblicano Democratico Federale per il collegio di Vilafranca del Penedès.Scheda del Congresso dei deputati In Parlamento difese le posizioni municipaliste all'interno del partito e criticò duramente l'atteggiamento del governo durante la Guerra di Margallo, accusandolo di aver reagito con eccessiva debolezza agli attacchi delle tribù rifegne contro Melilla. Decadde anticipatamente dal mandato il 1º luglio 1895.
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