L'elezione del doge di Genova del 1652 si svolse l'8 settembre 1652 nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale e portò all'elezione di Gerolamo De Franchi Toso, esponente del ramo Toso della casata De Franchi come 111º doge della Repubblica di Genova e re di Corsica per il biennio 1652-1654 in successione ad Agostino CenturioneMaristella Cavanna Ciappina, DE FRANCHI, Gerolamo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 36, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1988..
Contesto storico L'elezione fu contesa fra la famiglia De Franchi Toso esponente della nobiltà "nuova" genovese e le altre casate patrizie della Repubblica. Gerolamo De Franchi Toso, figlio del doge Federico De Franchi Toso (doge 1623-1625) e fratello maggiore del doge Giacomo De Franchi Toso (doge 1648-1650) aveva già tentato senza successo di raggiungere la carica dogale in almeno due precedenti occasioni risultando spesso in aperta competizione con il fratello minore Giacomo.
Al momento dell'elezione del 1652 Gerolamo ricopriva la carica di presidente dell'ospedale di Pammatone ed era già stato più volte senatore, inquisitore di Stato, magistrato e commissario contro il banditismo.
Il sistema elettorale Dalla riforma del 1528 la carica dogale era divenuta biennale e la sua assegnazione spettava al Maggior Consiglio che era l'assemblea maggiore della Repubblica composta dai membri del patriziato iscritti al Libro d'oro della nobiltà. Dal 1576 il meccanismo di selezione prevedeva scrutini successivi con estrazione di palle dorate da un'urna attraverso cui la rosa dei candidati veniva ristretta fino a un numero finale ridotto; tra questi risultava eletto chi otteneva la maggioranza dei voti. Il voto avveniva a porte chiuse nella sala del Consiglio a Palazzo Ducale.
Candidati e risultato dello scrutinio Nella rosa finale figurarono dei sei candidati, solo i tre più importanti con i relativi voti: #CandidatoVoti% sul totale dei 6 finalisti1Gerolamo De Franchi Toso (eletto Doge)173 -2Giulio Sauli115 -3Giovan Bernardo Frugoni106 -Altri 3 candidati - -Totale (6 finalisti) - -
Conseguenze: il dogato di Gerolamo De Franchi Toso (1652-1654) Subito dopo l'elezione, Gerolamo sofferente di gotta si ammalò; ristabilitosi scelse di farsi incoronare il giorno dell'Epifania del 1653, suo genetliaco. L'orazione ufficiale fu tenuta da Luca Maria Invrea.
Il dogato fu caratterizzato da un orientamento più "autoritario" rispetto a quello del fratello Giacomo: sotto il suo mandato si scoppiò la crisi diplomatica del 1654 con la Spagna innescata dal sequestro di alcune imbarcazioni del Finale da parte delle autorità genovesi. Il mandato terminò l'8 settembre 1654 e dopo un'inchiesta durata due anni il De Franchi fu ammesso nel 1656, tra i procuratori perpetui della Repubblica. Morì a Genova nel 1668. Gli succedette Alessandro Spinola.
Note
Bibliografia
Maristella Cavanna Ciappina, DE FRANCHI, Gerolamo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 36, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1988. Filippo Casoni, Annali della Repubblica di Genova, Genova, 1800, vol. V, pp. 8, 28. Luigi Volpicella, I libri cerimoniali della Repubblica di Genova, in «Atti della Società Ligure di Storia Patria», XLIX (1921), fasc. 2, pp. 39, 266. Lorenzo Levati, I dogi biennali della Repubblica di Genova dal 1528 al 1699, Genova, 1930, pp. 139-150. Claudio Costantini, La Repubblica di Genova nell'età moderna, Torino, UTET, 1978, p. 101. Sergio Buonadonna, Mario Mercenaro, Rosso doge. I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797, Genova, De Ferrari, 2007. Archivio di Stato di Genova, ms. 495, c. 152.
Voci correlate
Doge della Repubblica di Genova Elezione del doge di Genova Repubblica di Genova Gerolamo De Franchi Toso (1585-1668) Giacomo De Franchi Toso Federico De Franchi Toso (1560-1630) Agostino Centurione Alessandro Spinola Giulio Sauli Gian Bernardo Frugoni Luca Giustiniani Maggior Consiglio
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