è un film del 1970 diretto da Nagisa Ōshima, anche noto in Giappone e nel mondo con il sottotitolo La storia dell'uomo che è morto lasciando un testamento in un film.; mentre in lingua inglese "The Man Who Left His Will on Film"
Il film affronta la teoria del paesaggio () e presenta molti punti di contatto con A.K.A. Serial Killer (略称・連続射殺魔, Ryakushō: Renzoku Shasatsuma), opera diretta da Masao Adachi l'anno precedente. Per tale film sperimentale aveva già lavorato lo sceneggiatore Mamoru Sasaki, che qui figura come co-sceneggiatore al fianco di Masataka Hara.
Per restituire un tono autentico e quasi documentaristico, Ōshima decise di non affidarsi ad attori professionisti, scegliendo come interpreti i membri del gruppo Poji-Poji (ポジポジ), un reale collettivo di giovani cineasti.
Trama Nella Tokyo dei movimenti studenteschi di fine anni sessanta, Shōichi Motoki si dedica al cinema militante e documenta insieme agli attivisti ciò che avviene nelle piazze. Un giorno viene colto da una visione: una persona con cui sta parlando, dopo avergli strappato di mano la cinepresa Bolex, si toglie la vita gettandosi da un palazzo. All'arrivo dei soccorsi, Shōichi recupera la cinepresa e fugge, ma viene fermato dai poliziotti, che la sequestrano per visionarne la pellicola. Shōichi insegue a perdifiato la volante della polizia, fino a ritrovarsi in una galleria sempre più buia.
Si risveglia a casa, circondato dagli amici attivisti, intenti ad accertarsi delle sue condizioni. Durante la sera, Shōichi parla con la sua ragazza, Yasuko, dicendole che probabilmente l'indomani ci sarà il funerale del suicida. Yasuko ripercorre tutti gli eventi della giornata e, stupita, risponde a Shōichi che non è morto nessuno; soltanto Endō, un membro del gruppo, si è slogato una caviglia, ma è sempre stato con loro. Shōichi però non se ne capacita, quello che ha vissuto è reale e comincia anche a pensare che Yasuko sia la ragazza «di quel tizio là», il suicida.
Tempo dopo, gli attivisti osservano e commentano una pellicola restituita dalla polizia. Si tratta di un film-testamento incomprensibile, senza senso, costituito soltanto da riprese di paesaggi cittadini. Yasuko si avvicina poi a Shōichi con un'altra bobina, dicendogli che si tratta del vero film girato da «quel tizio».
Sopraffatto dalla confusione, Shōichi prova a convincersi che «quel tizio» non sia altro che un fantasma della sua mente. Ma Yasuko ha deciso di comportarsi come se fosse veramente la ragazza del suicida, tanto da raccontare a Shōichi della vita di coppia che avrebbe vissuto con quel fantasma. I due giovani decidono di cercarlo, segnando su una mappa i paesaggi cittadini da esplorare ripresi nel film-testamento. L'inseguimento di un'ombra termina davanti alla casa della famiglia Motoki, dove vive la madre di Shōichi.
Shōichi pensa che l'unico modo per far sparire il fantasma è diventarlo a sua volta. Decide perciò di realizzare un filmato identico a quello del testamento, andando a riprendere gli stessi paesaggi. Yasuko dice però che, così facendo, il fantasma sopravvivrà comunque dentro di lui. Mentre Shōichi filma, Yasuko si mette in mezzo per alterare le inquadrature. Questo provoca ad entrambi delle allucinazioni negative, con protagonista Yasuko: viene spostata a forza da un vigile perché si è messa davanti ad una cassetta postale, viene schiaffeggiata da un uomo perché parla da sola ad un telefono pubblico non in funzione e poi viene rapita e violentata in auto da degli individui a cui ha causato un incidente stradale.
A quel punto Yasuko dice a Shōichi di aver sconfitto sia lui che «il tizio» perché lei non ha visto nessun paesaggio identico a quello del testamento. Tuttavia Shōichi risponde che non è affatto così, visto che «lui è in ogni paesaggio, così come in nessun paesaggio». Yasuko corre via e giunge fino al palazzo dove si era suicidato «il tizio». Dopo essere salita sul tetto, guarda giù e vede se stessa morta suicida, ma il cadavere appare e scompare ogni volta che apre e chiude gli occhi.
Shōichi intanto inquadra diversi punti della città in mezzo alla strada. Improvvisamente sopraggiungono gli attivisti che gli chiedono di restituire la Bolex, affermando che è di proprietà comune. Shōichi fugge via e sale in cima al palazzo. Fa per tornare indietro sulle scale e incontra nuovamente Yasuko. Dopo un breve momento di esitazione, percepisce la presenza di «quel tizio», così si avvicina al parapetto e si getta nel vuoto. Accanto al suo corpo esanime, qualcuno agguanta la cinepresa.
Produzione Il film è stato prodotto dalla Sōzōsha, la casa di produzione indipendente fondata dallo stesso Nagisa Ōshima, in co-produzione con la Japan Art Theatre Guild (ATG), nota per il suo sostegno al cinema d'avanguardia e alla nouvelle vague giapponese.
In un'intervista rilasciata al quotidiano Naigai Times in occasione dell'uscita del suo film precedente, Il bambino (), il regista aveva dichiarato: «Per il prossimo film vorrei occuparmi del sindacato studentesco Zengakuren». L'idea originale si concretizzò invece in Tōkyō Sensō Sengo Hiwa, ispirato alle proteste di fine anni sessanta. In fase di pre-produzione, il titolo scelto per il film fu .
Distribuzione Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche giapponesi a partire dal 27 giugno 1970 dalla Art Theatre Guild. Successivamente è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 1971 nella sezione Quinzaine des Réalisateurs.
La pellicola è stata sottoposta a un intervento di restauro curato direttamente dalla società Ōshima Productions e realizzato presso i laboratori giapponesi della Imagica Entertainment Media Services. La distribuzione europea del film è stata curata dalla società francese Carlotta Films, mentre la proiezione sottotitolata in italiano è avvenuta nel 2024 in occasione della 81ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Nel 2026 è stato reso disponibile sulla piattaforma RaiPlay.
Note
Collegamenti esterni Scheda del film, su labiennale.org, La Biennale di Venezia
Categoria:Film giapponesi del 1970 Categoria:Film diretti da Nagisa Oshima Categoria:Film drammatici Categoria:Film ambientati in Giappone