La Centrale SIP è una centrale telefonica situata a Mondovì, in via Giosuè Carducci, progettata da Roberto Gabetti e Aimaro Isola tra il 1972 e il 1975 per la società telefonica SIP.

Storia e descrizione L'edificio venne concepito per ospitare le apparecchiature e gli impianti di telefonia della SIP, senza che venisse prevista alcuna funzione di tipo residenziale, questo comportò che la principale preoccupazione dei progettisti fu quella di realizzare l'involucro che avrebbe poi ospitato gli impianti. Durante l'iter progettuale la commissione edilizia di Mondovì mise come vincoli solo l'esclusione di ogni futuro ampliamento dell'edificio e l'obbligo che i macchinare esterni non fossero posizionati a terra ma sulla copertura dell'estremità sud dell'edificio per tutelare gli adiacenti edifici a uso residenziale.

La struttura si presenta con una forma "scatolare" che si articola in due parallelepipedi sovrapposti, andando così a riflettere l'organizzazione funzionale dell'opera con ai piani inferiori i cavi e le centraline telefoniche e a quelli superiori copertura e apparecchiature esterne con i due volumi che risultano evidenziati visivamente da fasce cementizie tinteggiate ai loro spigoli che contrastano con le murature esterne le quali sono rivestite in mattoni paramano a vista.

Il tetto, in eternit, è strutturato in due falde leggermente pendenti ed è nascosto da un cornicione perimetrale alto 3,5 metri che aggetta per ulteriori 1,7 metri dal filo della facciata, andando così a formare un camminamento percorribile lungo tutto il perimetro dell'edificio con l'obiettivo funzionale di rendere possibili le operazioni di manutenzione degli impianti che si trovano sul tetto tra le quali la strutture del ponte radio che, situata sull'angolo sud-ovest, si sviluppa come un ampliamento del cornicione stesso.

L'edificio risulta dal punto di vista estetico una rottura con le precedenti soluzioni di land art adottate da Gabetti e Isola mostrandosi accentuato nel suo volume e senza ostentare elementi tecnologici sul prospetto esterno. Le aperture dell'edificio sono incorniciate da rilievi in intonaco bianco che richiamano i motivi dell'edilizia rustica locale, conferendo al fabbricato un senso di integrazione con il territorio circostante; inoltre le varie finestre sono di dimensioni ridotte, per diminuire l'esposizione alla luce del sole delle varie apparecchiature telefoniche.

Note

Bibliografia

Categoria:Architetture di Mondovì Categoria:Architetture di Roberto Gabetti Categoria:Architetture di Aimaro Isola