Biografia Proveniva da una famiglia originaria di Girona. Entrò nell'esercito nel 1761 e nel 1789 aveva già raggiunto il grado di tenente colonnello nel reggimento di Catalogna. Il 18 maggio 1793 fu promosso a generale di brigata di fanteria mentre il successivo 7 novembre fu nominato maresciallo di campo. Nel 1794 guidò con competenza la sua divisione contro i francesi, prendendo parte alle battaglie di Boulou e della Sierra Nera, nei Pirenei orientali. L'anno seguente il capitano generale di Catalogna, José de Urrutia, gli affidò il comando di micheletti. Con queste forze, insieme ai volontari reclutati a Valencia dal marchese di La Romana, espulsero le truppe francesi da Cerdanya. Nel 1796 fu nominato governatore militare di Cartagena e nel 1799 fu nominato capitano generale di Maiorca. Nel 1802, dopo la pace di Amiens, partì per Minorca per sovrintendere la reintegrazione dell'isola, precedentemente occupata dai britannici, con il resto dell'arcipelago.
Il 30 giugno 1808, poco dopo lo scoppio della guerra, il suo secondo in comando, il marchese del Palacio, si unì all'ammutinamento dei battaglioni aragonesi e catalani di guarnigione a Maiorca e Minorca. I uomini chiesero di essere trasferiti a Barcellona per prendere le armi contro i francesi e prendere parte alla lotta nella Spagna continentale. Vives era riluttante a lasciare Minorca del tutto sguarnita, temendo che gli inglese ne avrebbero approfittato per occuparla nuovamente. Tuttavia, si decise a lasciar partire i suoi soldati da Mahón alla volta della Catalogna. Le forze spagnole provenienti dalle Baleari si divisero: il contingente aragonese sbarcò vicino a Tortosa e proseguì verso Saragozza mentre il grosso delle truppe, quasi uomini, arrivarono in Catalogna tra il 19 ed il 23 luglio e rimasero nella regione. Il marchese del Palacio fu nominato capitano generale della Catalogna poco dopo.
L'inattività del marchese, rimasto fermo a Tarragona per tutto settembre, fece ricredere la Giunta Centrale, che lo richiamò e propose l'incarico a Vives, che aveva rifiutato lo stesso incarico a giugno.. Il generale accettò la proposta, lasciando Maiorca per raggiungere la Spagna continentale. Il marchese non prese di buon grado la cosa, lanciando verso Vives un'accusa di essere filofrancese. All'inizio di novembre del 1808, l'esercito di Catalogna di Vives contava uomini, di cui 780 erano unità di cavalleria. Vives disponeva di quattro divisioni (de Caldagues, Laguna, La Serna e Milans) e della brigata Álvarez, utilizzata come avanguardia. A queste forze si sarebbero unite anche quelle del tenente generale Reding, indirizzate urgentemente da Floridablanca verso la Catalogna in ottobre. I uomini dell'esercito di Granada sarebbero giunti verso la fine di novembre.
La principale operazione gestita da Vives con questo esercito fu il blocco di Barcellona: le forze spagnole bloccarono le linee di comunicazione tra il capoluogo catalano, dove era stanziata la divisione Duhesme, e Perpignano, città nel sud della Francia. Dopo che Duhesme fallì due volte nell'assediare Gerona e liberare il passaggio verso nord, il blocco si tramutò in un assedio.. Tuttavia, Vives non riuscì a intraprendere azioni energiche a Barcellona e fu sconfitto da una seconda colonna di truppe franco-italiane al comando del generale Saint-Cyr, giunta in soccorso di Duhesme dalla Francia, nelle battaglie di Cardedeu e di Molins de Rei nel dicembre dello stesso anno. Vives rassegnò le dimissioni da capitano generale della Catalogna, venendo sostituito da Reding nel gennaio del 1809. Poco dopo, fu nominato capitano generale della Vecchia Castiglia, incarico che mantenne fino alla morte, avvenuta a Ciudad Rodrigo il 27 aprile 1809.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Assedio di Barcellona (1808)
Categoria:Persone legate a Gerona Categoria:Generali spagnoli delle guerre napoleoniche