Era nipote dell'omonimo Sir William Cornwallis il Vecchio, cortigiano e politico inglese.

Gentiluomo e membro del Parlamento, è ricordato soprattutto per gli Essayes, pubblicati in due parti nel 1600 e nel 1601, e per il ruolo svolto nei primi sviluppi del saggio personale in lingua inglese.

Gli Essayes Gli Essayes apparvero in due parti, rispettivamente nel 1600 e nel 1601. Tre anni prima Francesco Bacone aveva pubblicato la prima raccolta inglese intitolata Essays; Cornwallis sviluppò tuttavia una forma più direttamente legata al modello di Michel de Montaigne e caratterizzata da una più evidente presenza della voce personale.

Secondo Eric LeMay, Cornwallis fu il primo saggista inglese a rappresentarsi consapevolmente come autore venuto «dopo Montaigne». Nei suoi testi riconosce infatti allo scrittore francese l'invenzione del genere nel quale egli stesso intende collocarsi, pur formulando una concezione del saggio diversa da quella esemplificata dagli stessi Essais.

Montaigne e la concezione del saggio Nel saggio Of Censuring, Cornwallis dichiarò di non avere letto Montaigne nell'originale francese, ma di averne conosciuto diversi brani in traduzione. John O'Brien ha ipotizzato che potesse trattarsi di una parte della traduzione di John Florio, circolante in forma manoscritta prima della pubblicazione del 1603, senza tuttavia considerare certa tale identificazione.

Cornwallis apprezzava in Montaigne la capacità di unire «poco metodo» e grande giudizio, erudizione e naturalezza, libertà espressiva e saggezza. Secondo O'Brien, la successione di queste formulazioni paradossali definisce una scrittura opposta alla metodicità scolastica. Cornwallis attribuisce inoltre agli Essais il merito di avere sottratto la filosofia morale alla pedanteria, conferendole un linguaggio vigoroso e un valore educativo adatto alla formazione del gentiluomo.

In Of Essaies and Books, Cornwallis affermò paradossalmente che gli scritti di Plutarco e Montaigne erano troppo solidi e capaci di resistere alla prova per essere propriamente definiti «saggi». LeMay interpreta questa affermazione come il fondamento di una concezione deliberatamente provvisoria della forma: il saggio non sarebbe anzitutto un'opera letteraria compiuta, ma una pratica attraverso la quale lo scrittore espone i propri pensieri alla verifica e lavora alla trasformazione morale di sé.

In questa prospettiva, anche il lettore è implicitamente invitato a mettere per iscritto e osservare le idee ancora indistinte che si formano nella mente. Il carattere incompiuto del saggio non rappresenta dunque un limite da superare, ma la condizione stessa della sua funzione conoscitiva e morale.

Opere Fra le principali opere di Cornwallis figurano:

Essayes (prima parte, 1600; seconda parte, 1601) Discourses upon Seneca the Tragedian (1601) The Miraculous and Happy Union between England and Scotland (1604) Essayes of Certaine Paradoxes (1616, postumo) Essayes: Or, Rather, Encomions, Prayses of Sadnesse (1616, postumo)

Note

Bibliografia

Voci correlate Saggi (Bacone) Saggi (Montaigne) John Florio

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