La chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine è la parrocchiale di Riva presso Chieri, in città metropolitana e arcidiocesi di Torino.; fa parte del distretto pastorale Torino Sud-Est.

Storia La prima citazione dell'antica chiesa di Riva risale al 1152; all'epoca, le funzioni sacre venivano officiate dai monaci appartenenti all'abbazia benedettina di San Pietro di Breme.

Dalla relazione della visita apostolica effettuata nel 1585 dal vescovo di Sarsina Angelo Peruzzi si apprende che il luogo di culto versava in pessime condizioni, tanto da essere definito inagibile.

I lavori di ricostruzione della parrocchiale, però, presero avvio oltre un secolo dopo, nel primo quarto del Settecento; alla stesura del progetto, rielaborato e modificato diverse volte, concorsero ben quattro architetti, ovvero Giovanni Antonio Sottis, Gian Giacomo Planteri, Bernardo Antonio Vittone e Francesco Valeriano Dellala. L'edificio venne ultimato verso la fine del secolo.

Nel 1980 si procedette all'esecuzione dell'adeguamento liturgico mediante l'aggiunta dell'altare rivolto verso l'assemblea, posizionato su una pedana davanti al presbiterio.

Descrizione

Esterno La facciata in laterizio della chiesa, rivolta a oriente, è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi scanditi da quattro lesene; quello inferiore è caratterizzato dal portale d'ingresso architravato, mentre quello superiore presenta un rosone murato ed è sormontato da un cornicione di coronamento spezzato nella parte centrale.

Ad alcuni metri dalla parrocchiale si erge il massiccio campanile a base quadrata, risalente all'epoca medievale; la cella presenta su ogni lato una doppia monofora ed è coperta dal tetto a quattro falde.

Interno L'interno dell'edificio si compone di un'unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle di San Giuseppe e dell'Immacolata Concezione, e del transetto, i cui bracci vanno a formare due ulteriori cappelle, dedicate rispettivamente al Santissimo Crocifisso e a San Domenico Savio; le pareti sono scandite da lesene e colonne, terminanti con capitelli compositi e sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante, sopra la quale si impostano la volta di copertura e i pennacchi della cupola.

Al termine dell'aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di tre gradini e delimitato da balaustre, dal quale si può accedere alle ultime due cappelle laterali, caratterizzate dalla pianta ottagonale e intitolate alla Madonna del Rosario e a Santa Elisabetta.

Qui sono conservate diverse opere di pregio, tra le quali il Crocifisso lifgeo, realizzato nel XVIII secolo dall'elvetico Carlo Giuseppe Plura, la pala avente soggetto la Madonna del Rosario, dipinta nel Seicento da Guglielmo Caccia, e la tela raffigurante i Santi Giovanni Bosco, Giuseppe Cottolengo e Domenico Savio, realizzata da Carlo Morgari nel 1950.

Note

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