Il santuario di Maria Vergine Assunta è un edificio di culto cattolico situato a Montoso, frazione del comune di Bagnolo Piemonte, progettato da Roberto Gabetti e Aimaro Isola con la collaborazione di Giorgio De Ferrari e Luciano Re tra il 1961 e il 1963 e successivamente realizzato tra il 1963 e il 1967. Rappresenta un esempio significativo di architettura religiosa postconciliare e di autocostruzione comunitaria.
Storia Verso l'inizio degli anni Sessanta, in località Montoso, frazione turistica del comune di Bagnolo Piemonte, emerse la necessità di costruire un nuovo luogo di culto, cosa che portò nel 1961 il parroco del posto a commissionare ad Aimaro Isola la progettazione del santuario, chiedendo che il progetto coniugasse le nuove direttive teologiche postconciliari con l'impiego dei materiali tradizionali della zona. Il 10 agosto 1963 il comune di Bagnolo concesse gratuitamente alla parrocchia il terreno sul quale sarebbe poi sorto il santuario e il 29 settembre dello stesso anno il vescovo di Saluzzo Egidio Luigi Lanzo benedì la prima pietra della costruzione.
I lavori di scavo iniziarono l'8 maggio 1964. La realizzazione dell'opera si svolse attraverso un cantiere di autocostruzione (self-help), coordinato dal parroco e portato a termine con il lavoro diretto dei parrocchiani e della comunità locale; la pietra e parte delle forniture vennero in gran parte offerte dalle imprese e dagli abitanti della zona. Successivamente, il 9 luglio 1967, i partigiani di Montoso donarono una campana alla chiesa, che venne consacrata a san Giuseppe Cafasso e poi collocata sul campanile il 3 maggio 1968.
L'edificio fu inaugurato e aperto al culto nel giorno dell'Assunzione di Maria del 1967 ed entro la fine dell'anno successivo vennero completati gli ultimi lavori con la realizzazione dell'impianto di riscaldamento.
Nel 2019 l'edificio appariva in ottimo stato di conservazione, conservando sia le caratteristiche esterne sia la distribuzione spaziale interna originarie.
Descrizione Impianto planimetrico e spazio liturgico Il santuario, che sorge a circa 1300 metri di altezza all'interno di un'area boschiva situata a est rispetto all'abitato di Montoso, si sviluppa dal punto di vista planimetrico in maniera eccentrica rispetto all'architettura ecclesiastica tradizionale, presentando un'aula a navata unica, a impianto rettangolare fortemente dilatato lungo l'asse trasversale, e collocando l'ingresso al centro del lato lungo anziché sulla testa del rettangolo.
Tale impostazione risponde alle direttive del Concilio Vaticano II, che volevano i fedeli disposti su lunghe file orizzontali intorno all'altare e non di fronte a esso, favorendo un'idea di assemblea comunitaria riunita attorno al punto centrale dove si svolge la liturgia. Ai lati della navata si aprono due cappelle che formano un transetto improprio: quella di sinistra ospita un altare secondario, mentre quella di destra, schermata dal volume della torre campanaria, accoglie un confessionale in legno. Oltre il campanile si trovano inoltre i locali dedicati alla sacrestia e all'oratorio.
Presbiterio e illuminazione Il presbiterio si presenta a pianta quadrata e in diretta continuità con la navata, rialzato di cinque gradini, con l'altare maggiore costituito da una semplice mensa parallelepipeda in lastre di pietra di Luserna.
In corrispondenza del presbiterio la soletta di copertura si interrompe e si espande verso l'alto in un tiburio estroflesso, aperto alla base da finestre perimetrali che convogliano la luce naturale sopra l'altare. Lungo la navata le finestre sono invece disposte a livelli sfalsati e non allineati, con l'obiettivo di generare un progressivo crescendo luminoso atto a guidare lo sguardo verso la zona dove si trova il presbiterio.
Esterno e materiali L'edificio è preceduto a nord da un ampio portico rettangolare, sorretto da quattro pilastri quadrati in pietra, ciascuno di 120 cm di lato, e raggiunto da una scalinata d'accesso di 21 gradini. La struttura portante dell'edificio è costituita da murature in pietra locale a spacco, rimaste a vista sia all'esterno sia all'interno e collegate tra loro da malta di calce. Per contrasto materico, tutte le porte e le finestre sono inquadrate da ampie fasce di intonaco bianco lisciato, soluzione ispirata sia alla tradizione rurale locale sia alla necessità di livellare le irregolarità della pietra utilizzata per i prospetti.
La copertura è composta da solette in calcestruzzo armato rivestite di lose in pietra di Luserna e presenta una marcata inclinazione; il suo andamento segue un'unica falda continua che parte dal portico e giunge al tiburio, dove si trasforma in un tetto a quattro falde. Sulla sommità del tiburio e sul campanile si trovano due croci in ferro realizzate su disegno dei progettisti; la più voluminosa delle due è decorata con i simboli della Passione di Cristo.
La pavimentazione interna ed esterna è realizzata uniformemente in piastrelle di gres color cotto, posate a spina di pesce.
Note
Bibliografia
Categoria:Santuari cattolici della provincia di Cuneo Categoria:Architetture di Roberto Gabetti Categoria:Architetture di Aimaro Isola Categoria:Architetture di Bagnolo Piemonte Bagnolo Piemonte Maria Vergine Assunta