Le elezioni legislative in Svezia del 2026 si sono tenute il 13 settembre per il rinnovo del Riksdag, il Parlamento del paese.
Esse hanno visto, come anticipato anche dai sondaggi (nonostante questi avessero altresì percepito una certa riduzione del divario negli ultimi giorni di campagna elettorale), la vittoria relativa di ridotta misura (frequente nella politica svedese degli ultimi anni) del blocco di centro-sinistra guidato dai Socialdemocratici (S/SAP) che, grazie all’ottenimento di 176 seggi complessivi dopo un serrato “testa a testa” (in controtendenza rispetto ad alcuni iniziali exit-poll più favorevoli), è così risultato essere, principalmente a detrimento del blocco di centro-destra a guida Moderati (M) — precedentemente al governo e vincitore complessivo di “soli” 173 seggi —, il maggiore raggruppamento politico in assemblea.
Gli eventi più rilevanti della tornata elettorale, tuttavia, si sono resi evincibili solo a seguito dell’esame del dato politico all’interno dei singoli blocchi, in quanto ciascuno di essi ha visto il manifestarsi di due fenomeni diametralmente opposti:
Nel centro-sinistra, infatti, si è assistito ad un riorientamento centrifugo dalle classiche posizioni socialdemocratiche (contestualmente emerse alquanto ridimensionate), con i Socialdemocratici (S/SAP) che, pur avendo cavalcato fino a quel momento le intenzioni di voto, si sono ridotti ad appena 99 seggi (pur restando primi), principalmente a causa di una rilevante emorragia di consensi interna che ha cancellato i guadagni della precedente elezione e da cui hanno beneficiato, rispettivamente, il Partito della Sinistra (V), confermatosi quarta forza con ben 30 seggi, il Partito di Centro (C), giunto quinto con 25 seggi ed i Verdi (MP), arrivati settimi con 22 seggi. Al contrario, nel centro-destra, varie istanze legate al rafforzamento dello stato sociale svedese, un velato sfavore dell'elettorato nell'integrare a pieno titolo l'estrema destra nel governo, e soprattutto l' "uniformità" delle posizioni più oltranziste nei sentiti temi dell'immigrazione e dell'ordine pubblico, hanno determinato il formarsi di un inverso riorientamento centripeto a favore delle classiche posizioni conservatrici-liberali (contestualmente emerse alquanto rafforzate, anche grazie alla buona opinione dell'esecutivo uscente), con i Moderati (M) che hanno agilmente recuperato la seconda posizione con ben 70 seggi (dopo essere giunti inaspettatamente terzi alla precedente elezione), mentre i Democratici Svedesi (SD) — i più radicali — hanno ceduto il passo e visto il proprio peso politico ridursi alla terza posizione con "soli" 62 seggi, complice anche qui un'emorragia di consensi interna uguale a quella socialdemocratica, da cui hanno beneficiato principalmente i partiti minori del blocco, come i Democratici Cristiani (KD), confermatisi sesta forza con ben 22 seggi ed i Liberali (L), giunti ottavi con 19 seggi (dopo aver addirittura rischiato nei mesi precedenti di non superare la soglia di sbarramento).
Sistema elettorale
Per le elezioni parlamentari, la legge elettorale svedese prevede l’applicazione di un sistema proporzionale con voto di preferenza all'interno di 29 collegi plurinominali, il cui peso politico varia tra 2 e 40 seggi in base alla popolazione. È altresì prevista una soglia di sbarramento del 4% a livello nazionale o del 12% a livello locale.
In questo sistema, poi, vi sono due categorie di seggi: 310 seggi "ordinari", venendo questi assegnati sulla base dei risultati elettorali in ogni collegio elettorale; e 39 seggi "compensativi", assegnati sulla base dei risultati all'interno di un collegio unico nazionale ai collegi plurinominali locali (e, di riflesso, ai partiti politici) che vedano, dopo aver superato la soglia di sbarramento dall'esito dei voti in ciascun collegio degli squilibri in termini di rappresentanza politica.
In virtù di ciò, al fine di tradurre le preferenze in seggi, è previsto un peculiare meccanismo elettorale suddiviso in quattro fasi:
Nella prima fase, i 310 seggi "ordinari" sono allocati in ciascun collegio plurinominale secondo una variante del metodo Sainte-Laguë – noto localmente come Jämkade uddatalsmetoden – (in cui il primo quoziente è calcolato utilizzando un divisore di 1,2 invece di 1) tra i partiti politici legittimati a riceverli; Nella seconda fase, i restanti 39 seggi "compensativi" sono allocati allo stesso modo, sebbene all'interno del collegio unico nazionale, per determinare i rapporti di forza tra le formazioni legittimate a riceverli; Nella terza fase, si tiene conto dei seggi "ordinari" già assegnati e si verifica se la distribuzione rispecchia la proporzione del voto a livello nazionale: se un partito politico ha ricevuto più seggi ordinari di quelli che dovrebbe avere in base al suo peso a livello nazionale, i seggi "compensativi" vengono redistribuiti a favore del partito che ha il secondo più alto quoziente; Nella quarta e ultima fase, i seggi "compensativi" ricevuti da ogni partito politico vengono distribuiti per ciascun collegio plurinominale, nel rispetto del c.d. "numero compensativo" (Jämförelsetal) ottenuto dall'applicazione in ciascuna circoscrizione elettorale del metodo Sainte-Laguë secondo tale formula matematica: , dove è il numero di seggi da assegnare.
Al distretto in cui ogni partito politico ha il più alto quoziente viene assegnato per legge un seggio compensativo, mentre per assegnare il successivo si calcola un nuovo quoziente sottraendo i voti del partito del collegio elettorale in cui è stato assegnato il primo seggio compensativo. In teoria, dunque, ciascun collegio plurinominale può ricevere più di un seggio compensativo fino ad esaurimento.
Quadro politico Principali partiti Nome Ideologie Leader S/SAP Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia SocialdemocraziaTerza via Magdalena Andersson SD Democratici Svedesi Conservatorismo nazionaleEuroscetticismo Jimmie Åkesson M Partito Moderato Conservatorismo liberale Ulf Kristersson V Partito della Sinistra EcosocialismoFemminismo Nooshi Dadgostar C Partito di Centro LiberalismoRuralismo Elisabeth Thand Ringqvist MP Partito Ambientalista i Verdi EcologismoAmbientalismo Daniel HelldénAmanda Lind KD Democratici Cristiani Cristianesimo democraticoLiberismo Ebba Busch L Liberali LiberalismoEuropeismo Simona Mohamsson
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