Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul lato ovest dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia L'inizio della carriera militare Figlio di Nicolas Abbé e di sua moglie, Jeanne Sergent, Louis Jean entrò nel servizio militare il 14 aprile 1784 come soldato del reggimento del Barrois. Caporale il 15 luglio 1786, sergente dal 1° febbraio 1789, sergente maggiore il 29 aprile 1792, venne quindi destinato all'Armata delle Alpi. Aiutante sottufficiale dal 19 settembre 1792, venne nominato sottotenente dal 18 settembre 1793 e si distinse nella battaglia di Limone del Garda dove venne ferito da un proiettile il 3 dicembre 1793. Posto come aiutante del generale Jardin dal 20 maggio 1794, venne promosso tenente il 3 aprile 1796, segnalandosi durante l'assedio di Mantova e poi nel successivo passaggio del Mincio il 7 agosto successivo, come pure nella presa di Governolo il 24 di quello stesso mese e nel combattimento di Castellaro del 12 settembre 1798 dove venne ferito.

Il 6 dicembre 1798, combatté a Novara agli ordini del generale Barthélemy Catherine Joubert: riuscì con una straordinaria azione ad aprire le porte della città spacciandosi per un inviato straordinario del re. Si precipitò quindi sulle forze di stanza coi suoi granatieri, facendo anche 25 prigionieri.

Il Direttorio nominò Abbé al grado di capitano e gli assegnò l'8° reggimento dragoni il 13 dicembre 1798. Inviato a Parigi per presentare al governo le bandiere strappate al nemico, venne nominato chef d'escadron il 22 gennaio 1799 e ricevette una spada e una pistola d'onore. Il 29 agosto, divenne aiutante di campo del generale Charles Victoire Emmanuel Leclerc e lo seguì con l'Armata del Reno nel 1800, e poi nella spedizione di Saint-Domingue (1801-1802) dove venne nominato provvisoriamente chef de brigade. Ritornato in Francia, venne confermato al suo grado e per ordine del Primo Console Bonaparte venne nominato comandante della 22^ demi-brigade di stanza in Corsica il 24 marzo 1803.

L'Impero Cavaliere della Legion d'onore, Abbé ottenne il comando della 2^ divisione dell'Armata d'Italia e dal 1805 dell'Armata di Napoli. Il 4 luglio 1806, nella battaglia di Maida in Calabria, protesse la ritirata dell'esercito dopo il combattimento di Santa Eufemia. Napoleone lo ricompensò per il suo coraggio e i suoi talenti militari col grado di generale di brigata il 1° marzo 1807. Il 27 dello stesso mese, il generale Abbé prese parte alla disfatta anglo-siciliana a Mileto per poi entrare a Reggio Calabria il 31 maggio e prendere parte all'assedio del forte di Scilla. Venne elevato alla dignità di commendatore della Legion d'onore il 23 ottobre 1808.

Comandante della 2^ brigata della III divisione dell'Armata d'Italia dal 17 febbraio 1809, prese parte alla battaglia di Sacile in aprile e al combattimento di Soave a maggio, nonché alla battaglia del Piave, di Villanova e di Osoppo. Inviato in Spagna nel gennaio del 1810, venne posto nel III corpo d'armata del generale Louis-Gabriel Suchet. Il 13 maggio prese parte alla presa di Lerida. L'8 luglio, alla testa di 1800 uomini, batté 3000 spagnoli al comando del generale Enrique José O'Donnell e si impadronì di Tivisa. Creato barone dell'impero il 30 ottobre 1810, si segnalò in diversi combattimenti ed in particolare nell'assedio di Tortosa nel dicembre del 1810. Nel 1811, alla testa della 1^ brigata della III divisione dell'Armata d'Aragona, combattendo a Chèca, a Bruch e si distinse alla fine di giugno nell'assedio di Tarragona, combattendo poi nella battaglia di Montserrat il 24 luglio successivo. Elevato al rango di generale di divisione il 31 luglio 1811, comandò una divisione in Navarra agli ordini del generale Reille dal 1812. Il 22 agosto, fece perdere più di 800 uomini al generale nemico Mina e venne nominato governatore di Pamplona in quello stesso anno.

Rientrato in Francia nel 1813, dopo la battaglia di Vitoria, comandò la III divisione del corpo d'armata dell'Armée du Midi. Combatté quindi sulla Nive ed ancora una volta si distinse con valore nella battaglia di Saint-Pierre d'Irube il 13 dicembre 1813. Prese parte coi suoi uomini alla difesa di Bayonne, ancora una volta ebbe modo di distinguersi a capo dei suoi nella sortita del 14 aprile 1814.

La Restaurazione Dopo l'abdicazione di Napoleone, Abbé inviò la propria adesione al nuovo governo. Luigi XVIII lo creò cavaliere dell'Ordine di San Luigi il 19 luglio 1814 ed il 15 gennaio 1815 gli affidò il comando della 2^ divisione (Basses-Alpes et Var) dell'VIII divisione militare di Tolone. Informato il 2 marzo dello sbarco di Napoleone, comunicò la notizia al maresciallo Masséna, comandante dell'VIII divisione militare che si trovava a Marsiglia e prese, di concerto con le autorità locali, tutte le misure necessarie per contrastare l'avanzata dei napoleonici. Il duca d'Angoulême, giunto a Tolone, approvò le sue misure ma il 5 aprile 1815 venne arrestato a Cannes dalla popolazione in armi. Rimesso in libertà il giorno successivo, si riallineò all'impero il 15 aprile.

Il 23 aprile, ricevette ordine dall'imperatore di acquisire il comando della 18^ divisione, sotto gli ordini del generale Lecourbe a Belfort. Batté gli austriaci il 27 giugno a Dannemarie per poi ripiegare su Belfort per l'inferiorità numerica delle sue forze. Il 29 giugno combatté a Foussemagne.

Messo in riserva dal 2 settembre 1815, il generale Abbé venne pensionato dal 1° gennaio 1816. Si ritirò quindi a Châlons-sur-Marne.

Nell'agosto del 1830, gli venne affidato il comando della guardia nazionale di Châlons, ma la sua salute malferma lo costrinse a rinunciare. Richiamato in servizio nello stato maggiore dal 7 febbraio 1831, venne nuovamente pensionato il 1° maggio 1832, morendo a Châlons-sur-Marne il 9 aprile 1834, dove venne anche sepolto. Il nome del generale Abbé venne inscritto sul pilastro occidentale dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Onorificenze

Araldica Stemma Descrizione BlasonaturaLouis Jean Nicolas AbbéBarone dell'ImperoÉcartelé : au 1, d'or, à une tête de Maure de sable, tortillée d'argent ; au 2, des barons militaires de l'Empire ; au 3, de gueules, au château d'argent, flanqué de deux tours du même ; au 4, d'or, à la licorne furieuse de sablLouis Jean Nicolas AbbéBarone AbbéÉcartelé : au 1er d'or, à une tête de Maure de sable, tortillée d'argent ; au 2e de gueules, à l'épée haute en pal d'argent ; au 3e de gueules, au château flanqué de deux tours d'argent ; au 4e d'or, à la licorne furieuse de sable

Note

Bibliografia

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