L'ex convento di San Francesco di Paola, già convento di Gesù e Maria, è un complesso conventuale di Crotone appartenuto all'Ordine dei Minimi. Sorgeva fuori dall'antica cinta muraria, nell'area oggi compresa tra via Ugo Foscolo e via Dante Alighieri, nel settore urbano di Fondo Gesù.

La tradizione dell'ordine ne colloca la fondazione nel 1460, attribuendola a Paolo Rendace da Paterno Calabro, ma la cronologia più antica non è documentata con certezza. Il monastero, intitolato a Gesù e Maria, è attestato almeno dal 1506. Il convento fu soppresso alla fine del XVIII secolo; una parte dell'antico corpo conventuale è tuttora conservata, mentre della chiesa di Gesù e Maria rimangono le fondazioni.

Storia

Origini e sviluppo Secondo la tradizione dei Minimi, nel 1460 Francesco di Paola avrebbe inviato a Crotone Paolo Rendace, originario di Paterno, con l'incarico di fondarvi una comunità dell'Ordine; la stessa storiografia dei Minimi considera tuttavia difficile dimostrare l'esistenza di una fondazione conventuale regolarmente costituita prima del 1474.

La prima attestazione documentaria pubblicata risale al 31 dicembre 1506, quando al «monistero di Gesù e Maria dell'ordine de Paulotti» furono assegnate quattro salmate di terra nel Piano dello Ponte. Nel corso del XVI secolo il convento accrebbe il proprio patrimonio mediante acquisti, lasciti e concessioni di terreni, vigne e immobili.

La documentazione cinquecentesca attesta anche la presenza di cappelle nella chiesa conventuale. Nel 1520 un testamento dispose l'erezione di una cappella con l'obbligo della celebrazione di messe; nel 1531 un breve pontificio autorizzò il monastero a ricevere il territorio denominato Piano della Carrera quale dotazione di un'altra cappella. Ulteriori fondazioni e dotazioni sono documentate negli anni successivi.

Al convento è legata anche la tradizione della Madonna di Capo Colonna: secondo il Libro dei Miracoli, nella versione tramandata da copie successive, nel 1519 l'immagine venerata sul promontorio di Capo Colonna fu portata dapprima presso i Minimi e successivamente trasferita nella cattedrale di Crotone. Il passaggio dell'immagine nel convento è riportato anche nel Catalogo generale dei Beni Culturali.

Tra il XVII e il XVIII secolo la comunità era generalmente composta da quattro o cinque religiosi e, nello stesso periodo, il convento continuò ad amministrare censi e beni fondiari; la denominazione «Gesù e Maria» ricorre inoltre nella documentazione relativa a vigne e terreni dell'area suburbana.

Il Settecento Nella prima metà del XVIII secolo il complesso fu interessato da lavori di trasformazione: nel 1742 iniziarono interventi sulla chiesa di Gesù e Maria, giudicata nelle fonti «malamente disposta nell'architettura», con l'obiettivo di adeguarla a forme più aggiornate; il progetto fu esaminato dal regio tabulario Scipione di Paola di Rogliano. I lavori proseguirono nel 1743 e comportarono anche la chiusura di un'ala del complesso, successivamente destinata a magazzini.

Il catasto onciario del 1743 attribuiva al convento 57 tomolate di terreno, quattro magazzini e cinquanta censi, documentandone la consistenza patrimoniale nel territorio crotonese.

Nella seconda metà del secolo il convento entrò in una fase di declino, in quanto al momento della soppressione la comunità era ridotta a tre religiosi e che la chiesa, progressivamente deteriorata, fu in seguito adattata a magazzino.

Soppressione e vicende successive La soppressione del convento avvenne nel quadro delle trasformazioni che interessarono gli enti ecclesiastici calabresi dopo il terremoto del 1783: parte degli ambienti passò al seminario diocesano e fu successivamente utilizzata come deposito per derrate agricole; in seguito, il complesso e i terreni annessi passarono alla famiglia Sculco.

L'espansione urbana tra il XIX e il XX secolo inglobò progressivamente l'area dell'antico insediamento conventuale, tant'è che il toponimo Fondo Gesù conserva il riferimento all'originaria intitolazione del complesso a Gesù e Maria.

Nel 2019 sulla porzione superstite dell'edificio è stata collocata una targa commemorativa che ricorda il soggiorno dell'immagine della Madonna di Capo Colonna presso i Minimi nel 1519.

Descrizione Il complesso era posto all'esterno della città murata, in un'area caratterizzata in età moderna da orti, vigne e terreni agricoli. La configurazione originaria non è ricostruibile integralmente a causa delle trasformazioni subite dopo la soppressione.

La documentazione storica attesta un edificio conventuale con annessa chiesa dedicata a Gesù e Maria. Nel XVI secolo all'interno della chiesa erano presenti più cappelle, fondate e dotate da privati; nel XVIII secolo l'edificio fu sottoposto a un generale riassetto architettonico, dove una parte del complesso venne già allora convertita in magazzini.

Dell'antico convento si conserva parte del corpo edilizio compreso tra via Ugo Foscolo e via Dante Alighieri; della chiesa sono invece riconoscibili soltanto le fondazioni.

Note

Bibliografia

Voci correlate Ordine dei Minimi Francesco di Paola Madonna di Capo Colonna Crotone

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