Mondo virtuale (Speaking Parts) è un film del 1989 scritto e diretto da Atom Egoyan.
Trama Lisa è una cameriera ai piani in un albergo, innamorata di Lance. Il suo desiderio la spinge a frequentare videoteche notturne, in modo da noleggiare i film in cui lui compare come comparsa. Lance è un giovane attore androgino che lavora con Lisa in un albergo esclusivo dove si occupa delle camere e degli ospiti. Un giorno, mentre pulisce una stanza, trova una sceneggiatura e organizza un'audizione privata con l'autrice, Clara.
Colpita dalla somiglianza di Lance con il suo fratello defunto, che è il protagonista del suo progetto, Clara introduce Lance al produttore del film, un uomo pacato e autoritario; in seguito, inizia una relazione con l'attore. Lance ottiene la parte, ma confida a Clara che il produttore ha intenzione di prendersi molte libertà riguardo la storia. Lei lo supplica di intervenire, anche a costo di rischiare la carriera. Lance è combattuto, ma alla fine cede.
Distribuzione Mondo virtuale è stato presentato al New York Film Festival del 1989. È stato distribuito nelle sale armene a partire dal 16 febbraio 1990.
Accoglienza
Incassi Nel suo primo fine settimana di proiezione in Armenia, avvenuta in un unico cinema, il film ha incassato dollari, per un totale domestico pari a $.
Critica Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il film ha ottenuto un indice di gradimento del 100% e un voto di 7,30 su 10 sulla base di 8 recensioni.
Scrivendo per il Chicago Reader, Fred Camper gli assegna due stelle su quattro, definendolo «spesso brillante, a tratti snervante […] è uno studio denso e multiforme sulla creazione dell'immagine e sui suoi diversi e labirintici effetti sul sé». Ne elogia la struttura narrativa, che non presenta un protagonista ma sei personaggi principali, forzando lo spettatore ad avere prospettive multiple sugli eventi. Tom Tunney di Empire lo valuta con quattro stelle su cinque, sottolineando il rapporto costante tra immagine e realtà ed elogiandone il montaggio: «Egoyan è chiaramente interessato al duplice fascino dell'osservare e dell'essere registrati, piuttosto che alla verosomiglianza drammatica o all'idea di una storia pura e semplice […] l'intero esercizio di stile non dice nulla di uovo o originale, ma riesce ad esprimere tutte le sue idee visivamente, piuttosto che verbalmente». Il montaggio è stato apprezzato anche dal critico del The New York Times, che sottolinea il senso di mistero e la vacuità derivati da esso, che tuttavia «risulta piacevole per altri aspetti». Michael Wilmington del Los Angeles Times lo paragona a Sesso, bugie e videotape di Steven Soderbergh: «[…] i suoi personaggi si dibattono in modo soporifero in una rete voyeuristica. Le orge vengono filmate; persino un mausolei in un cimitero locale è pieno di schermi video e videocassette dei defunti. È un regno vischioso, gelatinoso e lucido, […] in cui l'unico sesso sullo schermo avviene tramite una videochiamata. […] Per Soderbergh, il nastro video poteva filtrale le bugie; per Egoyan, le genera».
La rivista italiana Spietati gli assegna un voto di 7,1 su 10.
Riconoscimenti 1990 – Chicago International Film Festival Candidatura al Gold Hugo
1990 – Genie Award Candidatura al miglior film Candidatura alla miglior regia ad Atom Egoyan Candidatura al miglior attore protagonista a Michael McManus Candidatura alla migliore attrice protagonista a Gabrielle Rose Candidatura alla miglior sceneggiatura originale ad Atom Egoyan Candidatura alla miglior colonna sonora a Mychael Danna 1990 – Vancouver International Film Festival Miglior sceneggiatura ad Atom Egoyan
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film diretti da Atom Egoyan