Biografia Gevorg Bashinjaghian nacque da genitori armeni in Georgia orientale, all'epoca parte dell'Impero russo. Suo padre, Zakar, morì nel 1872 durante un viaggio in Persia, quando Gevorg aveva 15 anni.
Dopo aver frequentato l'istituto d'arte, nel 1878 si trasferì nella capitale russa, San Pietroburgo, e l'anno dopo entrò nell'Accademia imperiale d'arte, dove Mikhail Clodt fu uno dei suoi insegnanti. Completò gli studi nel 1883, vincendo anche una medaglia d'argento per Birch Grove.
Lo stesso anno tornò nella sua città natale e poi iniziò a viaggiare nel Caucaso: Lago Sevan, Yerevan, Ashtarak, la santa sede della Chiesa armena Ejmiatsin, la Georgia e la Ciscaucasia. Ciò lo portò a realizzare una serie di tele del paesaggio locale. L'anno seguente visitò l'Italia e la Svizzera, dove studiò l'arte classica europea.
Tornato nell'Impero, si stabilì a Tblisi, la città più grande del Caucasus e il centro culturale degli armeni nella Russia zarista. Nell'ultimo decennio del XIX secolo, le opere di Bashinjaghian vennero esposte a Mosca, Odessa, San Pietroburgo e Novocherkassk. Nel 1897 creò una serie di dipinti ad olio raffiguranti Ani, la capitale armena medioevale "dalle 1000 chiese". Dal 1899 al 1901 visse a Parigi con sua moglie Ashkhen Katanian e i loro tre figli. In Francia, viaggiò per il Paese e realizzò oltre 30 dipinti. Nel 1923 divenne un membro della Società degli artisti armeni.
Gevorg Bashinjaghian morì il 4 ottobre 1925 a Tblisi e fu seppellito al lato della tomba di Sayat-Nova nel giardino della Cattedrale di San Giorgio.
Delle mostre dei lavori di Bashinjaghian si sono tenute a Yerevan, Mosca, San Pietroburgo e Riga, molte delle quali per commemorare i 100 anni dalla morte dell'artista nel 1957-1958. Gli è stata dedicata una strada a Yerevan.
Opere Le opere più conosciute di Bashinjaghyan includono Boschetto di betulle (1883), La valle di Alazani (1902), Ararat (1912). Sono tutte esposte alla Galleria nazionale d'Armenia di Yerevan. Le sue altre opere sono esposte al Museo nazionale d'arte della Georgia e a Mosca al Museo di arte orientale e alla Galleria Tret'jakov.
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Note
Bibliografia
Collegamenti esterni