La steppa del Medio Oriente (Middle East steppe), identificata dal WWF con il codice PA0812, è un'ecoregione paleartica appartenente al bioma delle praterie, savane e macchie temperate. Si estende per circa 130.000-140.000 km² formando un'ampia fascia arcuata che dalla Giordania attraversa la Siria e l'Iraq settentrionale, raggiungendo i margini occidentali dell'Iran e, nelle diverse delimitazioni biogeografiche, piccoli settori della Turchia e del Levante.
L'ecoregione costituisce una zona di transizione fra gli ambienti mediterranei relativamente più umidi del Levante e delle regioni montuose settentrionali e i deserti e semideserti della Siria, della Mesopotamia e dell'Arabia situati più a sud. Il paesaggio è dominato da pianure e basse colline aride ricoperte da praterie discontinue e arbusteti nani, interrotti dalle fasce di vegetazione ripariale associate al Tigri, all'Eufrate e ai loro affluenti.
Geografia La maggior parte dell'ecoregione si estende attraverso la Siria centrale e nord-orientale e l'Iraq settentrionale, comprendendo ampi settori delle pianure dell'alto e medio corso del Tigri e dell'Eufrate. Verso occidente raggiunge la Giordania, mentre a nord-est si avvicina ai contrafforti dei monti Zagros. L'altitudine media è di circa 470 m sul livello del mare.
A nord e a nord-ovest la steppa passa gradualmente agli ambienti più umidi delle foreste mediterranee e delle steppe montane dell'Anatolia; verso est incontra la steppa forestale dei monti Zagros, mentre a sud sfuma nel deserto arbustivo della Mesopotamia e negli ambienti propriamente desertici della penisola arabica.
I confini dell'ecoregione non sono netti, poiché precipitazioni, altitudine, caratteristiche dei suoli e pressione del pascolo determinano vaste zone di transizione. Particolare importanza ecologica assumono le vallate del Tigri e dell'Eufrate, che in un territorio prevalentemente arido formano corridoi di vegetazione ripariale, zone umide, paludi, bacini artificiali e pianure alluvionali fertili.
Clima Il clima è prevalentemente semiarido, con una marcata stagionalità di tipo mediterraneo. Gli inverni sono relativamente freschi e rappresentano la principale stagione delle piogge, mentre le estati sono lunghe, calde e quasi completamente asciutte.
Le precipitazioni annue sono generalmente inferiori a 250 mm e in vaste aree scendono al di sotto dei 200 mm. Le condizioni climatiche variano tuttavia secondo latitudine e altitudine: le regioni meridionali e più basse presentano un clima semiarido caldo, mentre procedendo verso la Siria e l'Iraq settentrionali e i margini anatolici gli inverni diventano progressivamente più freddi.
La forte irregolarità delle precipitazioni, le frequenti siccità e i venti secchi costituiscono fattori determinanti per la struttura della vegetazione e la disponibilità stagionale di pascoli.
Flora
La vegetazione naturale è costituita principalmente da steppe erbaceo-arbustive xerofile, la cui copertura diviene progressivamente più rada con la diminuzione delle precipitazioni.
Sui suoli profondi e non salini una delle specie più caratteristiche è l'artemisia bianca (Artemisia herba-alba), spesso associata alla gramigna bulbosa (Poa bulbosa). Sono inoltre presenti Anabasis syriaca, Carex stenophylla, varie specie erbacee annuali e perenni e, localmente, arbusti quali Ziziphus lotus.
Nei terreni più pietrosi è frequente Haloxylon scoparium, piccolo arbusto xerofilo dotato di foglie fortemente ridotte e adattato alle pianure aride e semidesertiche.
Lungo i corsi d'acqua la vegetazione diviene più fitta. Le rive del Tigri e dell'Eufrate ospitano tamerici (Tamarix spp.), il pioppo dell'Eufrate (Populus euphratica) e canneti dominati da Phragmites. Queste fasce ripariali costituiscono importanti rifugi per la fauna e corridoi ecologici attraverso territori altrimenti caratterizzati da una copertura vegetale molto discontinua.
La vegetazione della steppa è stata profondamente modificata dall'attività umana. Il pascolo intensivo, la raccolta di arbusti come combustibile e l'espansione dell'agricoltura hanno favorito in molte aree la riduzione delle graminacee perenni, la degradazione del suolo e l'espansione di specie arbustive resistenti al pascolo.
Fauna Nonostante il degrado di vaste porzioni dell'habitat, la steppa conserva una fauna caratteristica degli ambienti aridi e semiaridi dell'Asia occidentale.
Tra i carnivori figurano la iena striata (Hyaena hyaena), lo sciacallo dorato (Canis aureus), la volpe di Rüppell (Vulpes rueppellii), il caracal (Caracal caracal), il gatto della giungla (Felis chaus) e la puzzola marmorizzata (Vormela peregusna). Sono inoltre presenti il tasso europeo (Meles meles), soprattutto nelle aree più vegetate, e il cinghiale (Sus scrofa), diffuso principalmente lungo i corsi d'acqua e nelle zone con maggiore disponibilità di copertura vegetale.
Tra gli ungulati assume particolare importanza la gazzella gozzuta (Gazella subgutturosa), tipica delle steppe e dei semideserti dell'Asia occidentale e centrale. Le sue popolazioni sono oggi fortemente frammentate a causa della caccia, della perdita dell'habitat e dell'espansione delle attività umane. Localmente è presente anche la gazzella delle sabbie araba (Gazella marica).
Fra gli altri mammiferi si trovano l'istrice crestato indiano (Hystrix indica), ricci, gerbilli, criceti, arvicole e altri piccoli roditori adattati agli ambienti steppici.
Fauna storica In passato la fauna della regione comprendeva numerose specie oggi scomparse o estremamente rare.
L'asino selvatico siriano (Equus hemionus hemippus) era diffuso nelle steppe e nei semideserti di Siria, Iraq, Giordania e regioni limitrofe. La caccia ne provocò un rapido declino tra il XIX e l'inizio del XX secolo; l'ultimo individuo selvatico noto fu abbattuto nel 1927 nei pressi di Azraq, in Giordania, e la sottospecie si estinse definitivamente nello stesso periodo.
Lo struzzo arabo (Struthio camelus syriacus) abitava anch'esso le pianure desertiche e steppiche del Vicino Oriente. Sopravvisse fino al XX secolo e scomparve definitivamente intorno alla metà degli anni sessanta.
Durante l'Olocene la Mesopotamia e il Levante settentrionale ospitarono inoltre popolazioni di elefante asiatico, tradizionalmente indicate come elefante siriano. Queste popolazioni scomparvero nel corso del I millennio a.C.
In epoca storica la regione ospitava anche grandi predatori oggi scomparsi o fortemente arretrati, tra cui il leone asiatico (Panthera leo), il ghepardo asiatico (Acinonyx jubatus venaticus), il lupo (Canis lupus) e, nelle regioni più settentrionali e montuose, l'orso bruno siriano (Ursus arctos syriacus). La caccia diretta, la diminuzione delle grandi prede e la trasformazione dell'habitat hanno progressivamente eliminato questi animali dalle pianure steppiche.
Avifauna L'avifauna costituisce una delle componenti di maggiore interesse dell'ecoregione. Le vallate del Tigri e dell'Eufrate formano importanti corridoi migratori che collegano le zone umide dell'Anatolia e del Caucaso con quelle della Mesopotamia, della penisola arabica e dell'Africa.
Bacini artificiali, paludi, rive fluviali e depressioni temporaneamente allagate costituiscono habitat fondamentali per numerosi uccelli acquatici e migratori, assumendo un'importanza ecologica particolarmente elevata in un paesaggio generalmente povero d'acqua.
Tra gli uccelli tipici delle steppe figurano la grandule (Pterocles alchata), diverse allodole, culbianchi e rapaci delle aree aperte.
Particolarmente importante è l'ubara di MacQueen (Chlamydotis macqueenii), specie propria delle steppe e dei deserti dell'Asia occidentale e centrale. Nella regione possono comparire anche l'otarda maggiore (Otis tarda) e la gallina prataiola (Tetrax tetrax), soprattutto durante gli spostamenti stagionali e nelle aree steppiche maggiormente conservate.
Le zone umide lungo l'Eufrate rappresentano inoltre importanti luoghi di sosta e svernamento per anatre, oche, limicoli, aironi e numerosi rapaci migratori.
Presenza umana e trasformazione dell'ambiente La steppa del Medio Oriente è utilizzata da millenni per il pascolo nomade e seminomade. Nel corso del XX secolo, tuttavia, la pressione sulle risorse naturali è aumentata considerevolmente.
L'introduzione dell'alimentazione supplementare del bestiame ha consentito di mantenere greggi numerose anche durante i periodi di siccità, riducendo il naturale limite imposto dalla disponibilità stagionale dei pascoli. A ciò si sono aggiunti l'espansione dell'agricoltura meccanizzata e irrigua, il prelievo della vegetazione legnosa per combustibile e la crescita degli insediamenti.
In molte aree questi processi hanno provocato una progressiva riduzione della copertura vegetale, l'erosione del suolo, la diminuzione delle specie erbacee più appetibili per il bestiame e l'espansione di arbusti resistenti al pascolo.
Alle pressioni tradizionali si aggiungono oggi la crescente scarsità d'acqua, le siccità ricorrenti, la desertificazione e gli effetti dei conflitti armati, che in diverse zone hanno ostacolato il monitoraggio ambientale, la gestione delle riserve naturali e il controllo della caccia.
Conservazione Solo una piccola frazione dell'ecoregione gode di una protezione formale. La conservazione degli ambienti steppici dipende quindi soprattutto dal mantenimento di pratiche pastorali sostenibili, dal recupero della vegetazione degradata, dalla protezione delle zone umide e dei corridoi fluviali e dal controllo della caccia illegale.
Tra le aree protette più importanti situate lungo i margini occidentali dell'ecoregione figura la Riserva della biosfera di Mujib, in Giordania, istituita nel 1987 e comprendente un vasto sistema di gole, altopiani aridi e versanti che scendono verso il Mar Morto.
Altre aree protette della Giordania e della Siria contribuiscono alla conservazione di habitat steppici e semidesertici, ma nel complesso la rappresentanza di questi ecosistemi nelle reti nazionali di aree protette rimane limitata.
La protezione delle vallate del Tigri e dell'Eufrate riveste un'importanza particolare, poiché questi sistemi fluviali costituiscono non solo le principali riserve d'acqua della regione, ma anche corridoi ecologici essenziali per mammiferi, uccelli migratori e numerose specie associate agli ambienti ripariali.
Nel complesso, la steppa del Medio Oriente è un mosaico di praterie xeriche, arbusteti, pianure pietrose, terreni agricoli e grandi corridoi fluviali. Sebbene profondamente trasformata dall'attività umana, conserva un'importante biodiversità e rappresenta una delle principali zone di transizione ecologica tra il Mediterraneo orientale, la Mesopotamia e i deserti dell'Arabia.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
Altri progetti
Categoria:Ecoregioni dell'ecozona paleartica