La rete di spionaggio Lucy () fu un'organizzazione di intelligence antinazista operante in Svizzera durante la seconda guerra mondiale e coordinata dall'editore tedesco Rudolf Roessler. La storia della rete fu resa pubblica soltanto nel 1966 e diversi aspetti riguardanti l'operazione, la figura di Roessler, le sue fonti di informazione e le reali motivazioni rimangono ancora oggetto di analisi e dibattito storiografico.
Storia Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Rudolf Roessler, cittadino d'origine bavarese e rifugiato politico in Svizzera dopo l'ascesa al potere di Adolf Hitler, a Lucerna dirigeva la casa editrice Vita Nova Verlag specializzata nella pubblicazione di opere della cosiddetta Exilliteratur e di testi in lingua tedesca invisi al regime nazista introdotti clandestinamente in Germania per essere distribuiti negli ambienti dell'opposizione e tra gli intellettuali dissidenti. Roger Masson, a capo del servizio di informazioni militare svizzero, lo ingaggiò come analista presso il Büro Ha (o Bureau Ha), un'agenzia apparentemente dedita alla rassegna stampa ma in realtà struttura dell'intelligence elvetica..
In quel periodo Roessler fu contattato da due ufficiali tedeschi legati alla resistenza anti-hitleriana, Fritz Thiele e Rudolf von Gersdorff, suoi conoscenti dagli anni trenta attraverso il Deutscher Herrenklub. Intenzionati a sfruttare l'editore come canale riservato per veicolare all'esterno informazioni strategiche ad alto livello, i due cospiratori gli fornirono un apparato radio e una macchina Enigma, assegnandogli l'identificativo di stazione militare tedesca "RAHS". Il sistema consentiva di inoltrare messaggi criptati sfruttando i canali ufficiali della Wehrmacht: Thiele e il suo superiore Erich Fellgiebel, anch'egli coinvolto nella cospirazione, dirigevano infatti il centro comunicazioni del Ministero di guerra del Reich () presso il Bendlerblock a Berlino. Il sistema garantiva la massima riservatezza, poiché gli operatori addetti alla cifratura ignoravano la destinazione dei dispacci, mentre i radiotelegrafisti non conoscevano il contenuto dei messaggi trasmessi.
Inizialmente Roessler inoltrò le informazioni ai servizi segreti svizzeri tramite un contatto interno al Büro Ha. Roger Masson decise di condividere una parte di tali dati anche con il Secret Intelligence Service britannico. La svolta avvenne con la decisione di sostenere l'Unione Sovietica nello sforzo bellico contro la Germania, Roessler entrò in contatto con la rete dello spionaggio militare sovietico (GRU) guidata in Svizzera da Sándor Radó. Privo di simpatie ideologiche verso il comunismo, Roessler pretese di operare nel più rigoroso anonimato, rifiutando qualunque incontro diretto con l'organizzazione di Radó e comunicando esclusivamente mediante l'intermediario Christian Schneider. Comprendendo lo straordinario valore delle notizie offerte, Radó accettò il compromesso e attribuì alla nuova fonte il nome in codice "Lucy", ispirato alla città di Lucerna.
Il primo contributo di rilievo fornito da Roessler all'intelligence sovietica risale al maggio del 1941, quando trasmise i dettagli relativi all'imminente invasione dell'Unione Sovietica (operazione Barbarossa). Sebbene l'avvertimento fosse stato inizialmente ignorato da Mosca a causa dei numerosi falsi allarmi ricevuti in quel periodo, le tempistiche indicate da Roessler si rivelarono esatte. Dopo l'attacco tedesco del giugno 1941, la fonte "Lucy" fu classificata dall'intelligence sovietica come "VYRDO", ossia al massimo livello di priorità strategica.
Negli anni successivi la rete fornì al comando sovietico un flusso costante di informazioni tattiche e strategiche. Nell'autunno del 1942 "Lucy" inviò piani dettagliati sull'operazione Blu (l'offensiva direzionata verso Stalingrado e il Caucaso); in quel frangente gli ordini impartiti a Berlino pervenivano a Mosca con uno scarto medio di appena dieci ore, e in casi eccezionali entro sei ore, ossia con tempistiche analoghe a quelle dei comandi operativi tedeschi al fronte. Per sostenere tali ritmi, sia Roessler sia la rete di Radó (in particolare Allan Foote, principale marconista del gruppo) lavorarono a pieno ritmo: al culmine delle attività venivano decifrati, valutati e trasmessi centinaia di dispacci ogni mese.
L'apice dell'efficacia operativa fu toccato nell'estate del 1943 con la trasmissione dei piani dell'operazione Cittadella, l'offensiva nelle vicinanze di Kursk. Le informazioni permetterono ai sovietici di organizzare la difesa e di sconfiggere le forze tedesche nella battaglia di Kursk, passaggio fondamentale che consegnò definitivamente l'iniziativa strategica all'Armata Rossa sul fronte orientale.
Durante l'inverno del 1942 i servizi di controspionaggio tedeschi individuarono i segnali radio della rete Radó. In seguito alle pressioni diplomatiche esercitate da Berlino nel settembre del 1943, il governo svizzero decretò il mese successivo la chiusura dei trasmettitori e l'arresto dei principali agenti dell'organizzazione. Da quel momento l'unico canale a disposizione di Roessler rimase il Büro Ha e i servizi segreti svizzeri. Roessler ignorava che parte delle sue informazioni continuasse a essere inoltrata agli Alleati occidentali.
Le attività della rete Lucy cessarono definitivamente nell'estate del 1944, a seguito dell'arresto dei referenti di Roessler in Germania, coinvolti nel fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944.
Membri In Svizzera la rete Lucy era composta dalle seguenti figure principali: Rudolf Roessler, nome in codice "Lucy"; Xaver Schnieper, contatto di Roessler all'interno del Büro Ha; Christian Schneider, nome in codice "Taylor", intermediario tra Roessler e la rete sovietica; Rachel Dübendorfer, nome in codice "Sissy", referente di Schneider; Sándor Radó, nome in codice "Dora", capo del gruppo di spionaggio "Rote Drei" (parte dell'organizzazione dell'Orchestra Rossa), operante in Svizzera per conto del GRU sovietico; Allan Foote, nome in codice "Jim", principale radiotelegrafista della rete di Radó.
Identità delle fonti L'analisi dei messaggi trasmessi evidenzia come Roessler si avvalesse di quattro fonti principali, designate con i nomi in codice Werther, Teddy, Olga e Anna. Pur non essendo mai stata accertata con assoluta certezza l'identità di tali informatori, essi furono responsabili del 42,5% dell'intero materiale informativo inviato all'Unione Sovietica.
La ricerca storiografica sull'identità delle fonti ha prodotto un'ampia letteratura. Alcune ipotesi formulate in passato sono state scartate dagli studiosi e da testimoni diretti come Allan Foote: tra queste, l'idea che i nomi in codice indicassero il settore di provenienza anziché le singole persone (ad esempio Werther per la Wehrmacht, Olga per lOberkommando der Luftwaffe, Anna per il Ministero degli affari esteri), teoria sostenuta da Sándor Radó nelle sue memorie ma smentita dalle evidenze documentali.
Secondo uno studio condotto dallo Historical Review Program della CIA, circa tre anni e mezzo prima della propria morte avvenuta nel 1958, Roessler avrebbe confidato l'identità delle sue quattro fonti a un uomo di fiducia. I quattro informatori sarebbero stati: un maggiore tedesco a capo dell'Abwehr prima dell'avvento di Wilhelm Canaris (identificato verosimilmente con Hans Oster, vice comandante del controspionaggio dell'Abwehr); Hans Bernd Gisevius, ufficiale dell'Abwehr e diplomatico; Carl Friedrich Goerdeler, politico conservatore tra i capi della resistenza tedesca; un non meglio specificato "generale Boelitz", all'epoca già deceduto. Lo studio della CIA ipotizza che in quest'ultimo caso si trattasse dell'allora colonnello Friedrich (Fritz) Boetzel, appartenente al servizio informazioni radio dell'esercito tedesco, deceduto nel 1969 e scambiato erroneamente da Roessler per già morto.
Il medesimo studio della CIA concluse che la fonte di maggior rilievo fosse Werther, identificabile plausibilmente nello stesso Hans Oster, in altri ufficiali dell'Abwehr in contatto con i servizi svizzeri o nell'intelligence elvetica stessa.. Non sono state invece rinvenute prove decisive per associare con certezza gli altri tre nomi in codice a individui specifici; secondo la ricostruzione statunitense, gli informatori tedeschi consegnavano i propri rapporti allo Stato Maggiore svizzero, il quale forniva poi a Roessler le notizie che riteneva utile far giungere ai sovietici.
Controversie La vicenda della rete Lucy fu divulgata per la prima volta nel 1966 dai giornalisti francesi Pierre Accoce e Pierre Quet.. Nel 1981 i saggisti britannici Anthony Read e David Fisher avanzarono l'ipotesi che la rete fosse in realtà un'operazione coordinata dal Secret Intelligence Service britannico per far pervenire ai sovietici le informazioni ottenute dalla decifrazione di Enigma (sistema Ultra) senza rivelare la violazione dei codici tedeschi.. Poiché Iosif Stalin nutriva forte diffidenza verso i rapporti diretti forniti dai britannici, l'impiego di una rete di copertura in territorio neutrale avrebbe garantito la credibilità delle notizie.
Tuttavia, questa ricostruzione è stata smentita da Harry Hinsley, storico ufficiale dei servizi segreti britannici durante il secondo conflitto mondiale, il quale ha dichiarato che non vi è alcun riscontro sull'utilizzo della rete Lucy da parte delle autorità britanniche per veicolare informazioni a Mosca.Harry Hinsley in .
Anche lo storico e giornalista Phillip Knightley ha respinto la tesi del coinvolgimento di Ultra,. evidenziando come le informazioni giungessero a Mosca con estrema rapidità (spesso entro le 24 ore), tempistica incompatibile con i passaggi di decifrazione ed elaborazione presso la sede britannica di Bletchley Park. Inoltre, la copertura radio di Ultra sul fronte orientale presentava frequenti lacune e molte comunicazioni tedesche avvenivano via cavo. Knightley ha ipotizzato che la vera fonte di Roessler potesse essere Karel Sedláček, un ufficiale dell'intelligence militare cecoslovacca in contatto con i dissidenti all'interno dell'Alto Comando tedesco, oppure gli stessi servizi segreti svizzeri.
Lo storico V. E. Tarrant ha confermato le obiezioni di Knightley, aggiungendo che il piano ipotizzato da Read e Fisher sarebbe stato superfluo: il governo britannico, su direttiva di Winston Churchill, inoltrava già regolarmente a Mosca le notizie tratte da Ultra presentandole come provenienti da "una fonte ben informata a Berlino".. Tali invii vennero peraltro ridotti nella primavera del 1942 a causa della scarsa collaborazione mostrata dalle autorità sovietiche nello scambio di informazioni d'interesse bellico.
Note
Bibliografia
Voci correlate Orchestra Rossa Rudolf Roessler Ultra
Collegamenti esterni
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