Biografia Era figlio di Vicenç Ballester, abitante di Calaf (nella regione della Segarra), e di Cristina Camps, originaria di Lleida, dove la famiglia possedeva terreni e mulini. Fin da giovane si legò alla cittadina di El Masnou, inizialmente per motivi di lavoro e successivamente per legami familiari. Intraprese gli studi per la carriera marittima e nel 1890, all'età di diciotto anni, svolgeva già il praticantato presso la marina a vela di El Masnou. Quattro anni dopo, nel 1894, ottenne il certificato di pilota mercantile, qualifica che gli permetteva di navigare come capitano. Tuttavia, la sua carriera nella marina mercantile si interruppe precocemente per motivi di salute, verosimilmente a causa di problemi ossei a un ginocchio. Questo impedimento non gli precluse però di trovarsi a Cuba nel 1898, proprio in concomitanza con la dichiarazione d'indipendenza dell'isola caraibica. Rientrato a El Masnou, iniziò a lavorare in un'azienda della quale era anche socio, specializzata nella commercializzazione del gas acetilene, utilizzato all'epoca per l'illuminazione stradale.

Una volta stabilitosi in pianta stabile a El Masnou, cominciò a partecipare attivamente alle iniziative politiche del catalanismo, operando soprattutto attraverso varie pubblicazioni d'area. Nel 1901 divenne membro del Foment Autonomista Català e leader dell'associazione La Reixa; in questa veste organizzò le celebrazioni della Diada dell'11 settembre 1908, che gli costarono una condanna al carcere. Militò inoltre nell'Associació Protectora de l'Ensenyança Catalana e nel 1903 fondò la rivista La Tralla, sulle cui pagine si firmava con gli acronimi VIC (Visca la Independència de Catalunya, "Viva l'Indipendenza della Catalogna") e VICIME (Visca la Independència de Catalunya i Mori Espanya, "Viva l'Indipendenza della Catalogna e Muoia la Spagna"). Aderì all'Associazione Nazionalista Catalana, collaborò al bollettino del CADCI e fece parte di Unió Catalanista. Nel 1915 prese parte alla fondazione dell'Escola Mossèn Cinto, assumendone la presidenza nello stesso anno. Nel 1918, al termine della prima guerra mondiale, fu tra i promotori del Comitato Pro Catalogna. L'obiettivo del comitato era quello di diffondere l'impegno dei volontari catalani nel conflitto, al fine di chiedere alla Società delle Nazioni di supportare l'indipendenza della Catalogna, seguendo i postulati del presidente statunitense Woodrow Wilson in materia di diritto all'autodeterminazione dei popoli. Fu proprio in seno a questo comitato che Vicenç Albert Ballester creò la bandiera estelada. Ballester fu un militante catalanista estremamente attivo e nel 1923 partecipò in prima linea (diventandone poi cronista) alla manifestazione dell'11 settembre, che venne duramente repressa a colpi di sciabola appena un giorno prima del colpo di Stato del generale Primo de Rivera. Sostenne la campagna estera di Estat Català e di Francesc Macià, pur mostrandosi critico nei confronti del tentativo di invasione da Prats de Molló. Dal 1924 assunse la carica di ultimo presidente di Unió Catalanista; sotto la sua guida, l'organizzazione si trasformò in un vero e proprio partito politico e adottò l'indipendentismo come propria dottrina. Collaborò assiduamente con numerose riviste della diaspora catalana in America, tra cui Ressorgiment di Buenos Aires e La Nova Catalunya de L'Avana. Gravemente malato, morì poco prima della fine dell'occupazione franchista della Catalogna.

Eredità La memoria di Vicenç Albert Ballester è celebrata con l'intitolazione di varie strade e piazze in diverse località catalane. Nel 2009, la città di Vic è stato il primo municipio della Catalogna a dedicargli una piazza. Nel gennaio del 2014 è stata inaugurata una piazza a suo nome nel distretto di Ciutat Vella a Barcellona. Nel settembre del 2014, a Girona (nel quartiere di Montilivi), sono stati aperti al pubblico dei giardini storici intitolati in suo onore. Anche il comune di L'Armentera (nell'Alt Empordà) gli ha dedicato una strada al confine con il territorio di Ventalló.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Unió Catalanista Estelada Estat Català Francesc Macià

Collegamenti esterni