Villa Spinola Pavese Dufour, conosciuta anche come Villa Pavese Dufour, è una villa storica genovese situata in via Tonale 37-39, nel quartiere di Cornigliano. L'edificio sorge lungo l'antico percorso viario che attraversava l'abitato, tra Villa Gentile Spinola Grillo, a ponente, e Villa Spinola Dufour, a levante.
Storia
Le origini La villa presenta una stratificazione architettonica complessa, risultante dall'ampliamento e dall'accorpamento di costruzioni appartenenti a epoche diverse. Il piano terreno conserva ambienti voltati che sono stati ricondotti a un primo insediamento di carattere medievale.
La presenza degli Spinola nella zona è documentata almeno dagli inizi del XIV secolo. Nel 1317 la proprietà risulta appartenere ai fratelli Nicolò e Oliverio Spinola, mentre nel 1414 e nel 1425 è ricordato come proprietario Ambrogio Spinola, figlio di Giovanni. Un altro Ambrogio Spinola risulta titolare dell'edificio tra la metà del XV secolo e i primi decenni del Cinquecento.
Nel Catasto del 1798 l'immobile è descritto come «un palazzo da villeggio composto di due piani, con piccola scuderia, e rimessa».
La ricostruzione cinquecentesca Nel 1564 i beni appartenevano a Geronima Fieschi Doria, vedova in prime nozze di Giovanni Spinola e successivamente moglie di Antonio Doria, marchese di Santo Stefano. Tra il 1569 e il 1570 Geronima Doria promosse lavori di ricostruzione e ampliamento, del precedente edificio medievale. A questo intervento è attribuita la formazione del nucleo principale della villa.
Nel 1577 la proprietà risulta passata a Giorgio Gentile, che fu eletto deputato ai lavori del ponte di Cornigliano. Nel 1588 l'edificio, comprendente casa e terreni, fu valutato cinquecento scudi. Attraverso successivi passaggi ereditari la villa pervenne nel Seicento a diversi esponenti delle famiglie Gentile e Spinola.
Nella seconda metà del secolo la villa appartenne a Maria Francesca Spinola e in seguito a Teodora Spinola, moglie di Luca Spinola.
Dal Settecento ai Pavese Dufour Nel 1722 Maria Vittoria Spinola, moglie di Francesco Grillo, destinò per testamento la proprietà di Cornigliano alle proprie figlie. Nel corso del XVIII secolo la villa passò quindi alla famiglia Grillo e, successivamente, ai Rapallino. Nel Catasto del 1798 la casa risulta appartenere a Giacinto Rapallino.
Il grande edificio compare già nella sua conformazione allungata nel catasto napoleonico del 1810 e nella carta del Porro del 1835-1838.
Durante l'Ottocento la villa fu ulteriormente ampliata e decorata. Nei primi anni del Novecento apparteneva a Luigia Pavese Dufour, residente nella vicina Villa Spinola Dufour. Intorno al 1910 Luigia Pavese Dufour vi accolse la congregazione delle Piccole Serve del Sacro Cuore, impegnate nell'assistenza ai malati e alle persone bisognose.
Dopo l'acquisizione da parte dell'amministrazione comunale, l'edificio fu destinato a scuola materna con la denominazione «Jean Piaget» e successivamente ad attività sociali e assistenziali. Un recente intervento di ristrutturazione ha modificato parte degli ambienti interni, conservando tuttavia alcune delle strutture più antiche.
Descrizione La villa si sviluppa parallelamente a via Tonale con una facciata articolata su due piani principali e mezzanini. Le variazioni nell'aggetto dei corpi di fabbrica e nell'altezza dei cornicioni testimoniano il progressivo accorpamento di strutture preesistenti.
L'impianto presenta una struttura a doppio pettine, con un muro di spina parallelo ai prospetti principali. Sul lato di via Tonale si aprono due ampi atri adiacenti. Quello occidentale costituisce un atrio-scala dal quale prende avvio uno scalone a forma di L, con la prima rampa disposta ortogonalmente rispetto al prospetto.
Il prospetto verso la strada, adattato all'andamento del percorso, conservava prima dell'ultima ristrutturazione tracce della decorazione dipinta ottocentesca a riquadrature, nei toni del rosso scuro. La facciata meridionale, più regolare, presenta numerosi assi di finestre e due scalinate che collegavano il palazzo alla quota inferiore del giardino.
Nella parte inferiore dell'edificio, verso mare, si conserva un porticato con archi ogivali e volte a crociera, originariamente aperto sul giardino. Dal porticato si accede ad alcuni ambienti coperti da grandi volte a botte e a un vano con volta a ombrello impostata su peducci in pietra. Questi locali costituiscono la principale testimonianza della fase più antica della villa.
La cappella
Sul lato occidentale del complesso, con accesso diretto da via Tonale, si trova la cappella gentilizia. L'ambiente, sviluppato longitudinalmente lungo il percorso stradale, era caratterizzato da una ricca decorazione marmorea.
Il monumentale altare marmoreo seicentesco della cappella fu smontato e trasferito nella chiesa dell'abbazia di Novalesa, in Val di Susa. L'opera è costituita da marmi bianchi finemente lavorati. Nella cappella della villa l'altare originario venne successivamente sostituito da un manufatto più semplice.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Cornigliano Villa Spinola Dufour Ville di Genova Novalesa
Categoria:Ville di Genova Categoria:Cornigliano