Biografia
Giornalista Román Oyarzun nacque nel 1882 in un paese della Navarra, figlio di Juan Miguel Oyarzun (†1908). Fu giornalista fin da giovane, tanto che già a undici anni aveva inviato un articolo al giornale carlista El Pensamiento Navarro: l'articolo fu pubblicato, il che lo spinse a continuare la collaborazione con il giornale. Quando scoprì l'età del giovane collaboratore, il direttore del giornale Eustaquio de Echave-Sustaeta lo volle conoscere, per incoraggiarlo.
Nel 1908 divenne direttore de El Correo de Guipúzcoa, succedendo a Luis Hernando de Larramendi, incarico che ebbe per due anni. Nel settembre del 1910 se riunì nel castello di Frohsdorf con il capo del movimento legittimista, Giacomo Pio di Borbone-Spagna, di cui fu segretario. In questa veste, intervistò Don Jaime e suo zio Don Alfonso per un reportage che fu pubblicato su El Correo Español.
Diplomatico e imprenditore
Nel 1911 sposò Concepción Iñarra Sasa (1883-1979) e superò gli esami di accesso alla carriera diplomatica. L'anno successivo fu nominato viceconsole di Spagna a Liverpool. In seguito fu console di Spagna a Rio de Janeiro e a San Paolo, a Recife, a Perpignano, a Nizza e in Vietnam Román Oyarzun Oyarzun su Historia Hispánica, Real Academia de Historia. Dopo aver ottenuto un periodo di congedo, alla fine degli anni 1910 fondò a Madrid l'impresa R. Oyarzun y Compañía S. en C. per l'importazione e la vendita sul mercato spagnolo di macchinari moderni, che furono definiti dalla stampa:
Nel 1931 Don Jaime gli affidò la fondazione di un organo ufficiale per la Comunione Tradizionalista, dopo la cessazione de El Correo Español avvenuta nel 1921. Tuttavia, non riuscì nell'incarico per ragioni economiche.
Ritornò alla carriera diplomatica e all'inizio degli anni 1930 era incaricato commerciale dell'ambasciata di Spagna a Londra, mentre contemporanea si occupava della sua impresa, che fu molto celebrata dalla stampa, specialmente dopo l'inaugurazione di una fabbrica ultramoderna a Madrid.
Nelle elezioni del 1936 si candidò nel Fronte Nazionale Controrivoluzionario a Madrid nella lista guidata da José María Gil Robles: era l'unico tradizionalista della lista madrilena, ma non fu eletto. Il giornale tradizionalista El Siglo Futuro espresse in un'intervista il suo entusiasmo di quei giorni per la rinascita della Comunione Tradizionalista e la sua ammirazione per il suo leader Manuel Fal Conde.
Allo scoppio della Guerra civile spagnola era segretario di ambasciata di prima classe e incaricato commerciale di Spagna in Austria, Ungheria e Cecoslovacchia. Rifiutò di rilasciare una dichiarazione di adesione alla Repubblica, inviando da Vienna al ministro di Stato a Madrid il seguente telegramma:
Una volta raggiunta la zona dell'insurrezione franchista, si stabilì a Burgos, dove fu presidente del Comitato sindacale dei fertilizzanti. In questo periodo collaborò ai giornali El Pensamiento Navarro, ABC, 'Arriba España e Ya, a volte ricorrendo a pseudonimi.
Scrittore
Fu autore di saggi storici, pur senza essere laureato in storia: infatti aveva conseguito la licenza in giurispridenza e la laurea in lettere e filosofia. Le sue opere più importanti furono Historia del Carlismo ("Storia del carlismo", 1939) e Vida de Ramón Cabrera ("Vita di Ramón Cabrera", 1961). Nella prima affermava che era necessario riscrivere le memorie del carlismo, per correggere così la falsa storia scritta dai liberali, salvo «autori seri» come Antonio Pirala e Buenaventura de Córdoba. Questo compendio della storia carlista fu criticato da alcuni giornalisti carlisti, per l'importancia che dava alle scissioni cabrerista, nocedalista e mellista, e per i difetti che imputava all'integrismo, in un momento in cui i tre rami del tradizionalismo si erano riunificati. Di ciò l'autore si mostrò orgoglioso, dichiarando: «Agli integristi e affini, la mia opera non piace. È un motivo di orgoglio per me. Chi dice la verità è logico che si senta orgoglioso». Oyarzun evidenziò nella sua opera lo storico carattere federalista del carlismo. Questa tendenza storiografica sarà portata all'estremo negli anni 1970 dalla fazione carloughista, e specialmente dal suo principale ideologo, Josep Carles Clemente, nelle cui opere non solo si enfatizza il federalismo e l'opposizione del carlismo all'integrismo, ma si arriva a negare che il carlismo fosse stato tradizionalista.
Discendenza Fu padre di Román Oyarzun Iñarra e Javier Oyarzun Iñarra, diplomatici, della storica María Oyarzun Iñarra, dell'interprete Teresa Oyarzun Iñarra e della pittrice Sorro Oyarzun Iñarra. Fu nonno di Román Oyarzun Marchesi, anch'egli diplomatico.
Opere
Historia del Carlismo ("Storia del carlismo", 1939) Campaña de doce meses en Navarra y las Provincias Vascongadas] ("Campagna di dodici mesi in Navarra e nelle Province Basche", 1939) — traduzione dall'inglese dell'opera del capitano Charles Frederick Henningsen Vida de Ramón Cabrera y las guerras carlistas ("Vita di Ramón Cabrera e guerre carliste", 1961) El alavés D. Bruno de Villarreal, teniente general carlista ("Don Bruno de Villarreal di Álava, tenente generale carlista", 1964) Pretendientes al trono de España ("Pretendenti al trono di Spagna", 1965) Nacimiento, vida, muerte y resurrección de los sacerdotes obreros ("Nascita, vita, morte e risurrezione dei preti operai", 1966)
Articoli
La cuestión de Marruecos.- Conversación interesante (1910) su El Correo Español El nuevo arancel: un poco de crítica (1921) su Las Provincias Hermandad de la boina roja (1938) su El Pensamiento Alavés
Note
Collegamenti esterni
Hablando con don Román Oyarzun (febbraio 1936), intervista su El Siglo Futuro in occasione della candidatura a deputato.