Blepharipappus scaber Hook., 1833 è una specie di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Madieae e sottotribù Madiinae. È l'unica specie del genere Blepharipappus Hook., 1833.
Etimologia Il nome generico (Blepharipappus) deriva greco "blepharis" (= ciglia) e "pappos" (= pappo), e fa riferimento alle squame ciliati del pappo. L'epiteto specifico (scaber) significa "scabro, ruvido".
Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico William Jackson Hooker (1785-1865) nella pubblicazione "Flora Boreali-Americana [Hooker]; or, the botany of the northern parts of British America..." (Fl. Bor.-Amer. (Hooker) 1(6): 316) del 1833. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.
Descrizione
Portamento. La specie di questa voce è una erbacea annuale aromatica.....
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, scabra e, talvolta, irsuta; distalmente, spesso si presenta stipitata-ghiandolosa. Altezza media: 5–20 cm.
Foglie. Le foglie sono per lo più cauline e sessili; quelle prossimali sono opposte, le altre sono alternate. In inverno-primavera può essere presenta una rosetta basale non persistente. La forma delle lamine varia da strettamente spatolate a lineari; i margini sono interi; le facce sono scabre, irsute, strigose, sericee o villose (le foglie distali sono anche stipitate-ghiandolose).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini peduncolati solitari o raggruppati in cime panicolate, corimbose o racemose. Sono presenti delle brattee peduncolari ghiandolose. I capolini, di tipo radiato, sono formati da un involucro, con forme da campanulate a obconiche o globose, composto da 5-13 brattee disposte su una serie, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee involucrali hanno delle forme lanceolate o oblanceolate; la consistenza è erbacea e abassialmente sono irsute e/o stipitate-ghiandolose; inoltre ciascuna sottende per metà il fiore sottostante/prossimale. Il ricettacolo è convesso, può essere ispido o glabro, è inoltre provvisto di pagliette caduche a protezione della base dei fiori (soprattutto quelli del disco).
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): da 5 a 13; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa); fiori del disco (centrali): sono più numerosi (6-25) con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata con 2-3 profondi lobi; le corolle sono colorate di bianco, abassialmente presentano delle nervate porporine; fiori del disco: la forma è tubulare; i tubi sono corti e le gole hanno una forma a imbuto; la parte apicale ha 5 lobi con forme variabili da deltate a lanceolate-ovali; i colori sono bianco o varietà più scure.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere, colorate di porpora scuro, sono provviste di appendici con forme da ovate a deltate. Le cellule dell'endotecio sono a forma da quadrata a cilindrica, con un ispessimento polare. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi liberi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi sono subulati e densamente pelosi.
Frutti. Il frutto è un achenio con pappo. Gli acheni hanno una forma variabile da obconica a affusolata con facce villose, una decina di coste e privi di rostri. Il pappo è assente o formato da 12–18 scaglie subulate fimbriate, ciliate o piumose. Il pappo dei fiori del raggio può essere coroniforme.
Biologia Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat La specie di questa voce è distribuita negli USA occidentali.
Sistematica La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Sinonimi Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: Blepharipappus laevis A.Gray Blepharipappus scaber var. laevis A.Gray Blepharipappus scaber subsp. laevis (A.Gray) D.D.Keck Blepharipappus scaber var. subcalvus A.Gray Ptilonella laevis Greene Ptilonella scabra Nutt. Ptilonella scabra var. subcalva Greene
Sinonimo per il genere Ptilonella Nutt.
Filogenesi Questa specie appartiene alla sottotribù Madiinae della tribù Madieae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da brattee dell'involucro che in parte o del tutto racchiudono l'ovario dei fiori del raggio oppure il relativo achenio; dal ricettacolo che è del tutto o parzialmente provvisto di pagliette (nei capolini discoidi le pagliette sono indistinguibili dalle brattee dell'involucro).
Il genere Blepharipappus occupa la posizione più "basale" nella sottotribù e insieme al genere Achyrachaena è "gruppo fratello" al resto della sottotribù. I membri del genere Blepharipappus spesso erano associati a quelli del genere Layia, mentre in base ai dati molecolari filogenetici risulta che Layia sembra essere più strettamente legato a Lagophylla che a Blepharipappus. Blepharipappus presenta una diversità diploide tipica della tribù Madieae, ma non appartiene alla "Madia lineage" (il clade principale all’origine dei "silverswords"); quindi è trattato come taxon periferico. Il genere è caratterizzato da un habitus erbaceo annuale e da capolini con fiori ligulati bianchi, tratti considerati derivati rispetto alle forme più primitive della tribù. Probabilmente si tratta di un lignaggio relativamente recente, originatosi da antenati comuni alle Madia continentali, con adattamenti a habitat di bassa quota e clima temperato.
Alcuni caratteri distintivi della specie: gli acheni dei fiori del raggio hanno una forma compressa, più o meno cilindrica o a sezione triangolare; il ciclo biologico delle piante è annuale; lo stilo dei fiori del disco è peloso in prossimità degli stigmi.
Il numero cromosomico della specie Blepharipappus scaber è: 2n = 16.
Note
Bibliografia
Voci correlate Generi di Asteraceae
Altri progetti
Collegamenti esterni
Blepharipappus Royal Botanic Gardens KEW - Database
Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa classificati da William Jackson Hooker Categoria:Taxa descritti nel 1833