La Chiesa anglicana di Aotearoa, Nuova Zelanda e Polinesia è una chiesa della Comunione anglicana.
Storia I primi missionari anglicani arrivarono in Nuova Zelanda dall'Australia nel 1814. Nel 1841 George Augustus Selwyn fu nominato primo vescovo della diocesi anglicana della Nuova Zelanda. Nel 1857, con l'adozione di una costituzione, venne fondata la Chiesa della Provincia della Nuova Zelanda.
Nel 1925 venne proposta l'istituzione di una diocesi maori al Sinodo generale. I membri pākehā della Chiesa insistettero affinché il primo vescovo a guidare la diocesi fosse anch'esso di origine europea, mentre i membri maori sostennero la nomina di un vescovo indigeno. Nel 1928 fu istituito l'episcopato titolare di Aotearoa ("Nuova Zelanda" in maori), sotto la guida del vescovo di etnia maori Frederick Bennett, ma senza alcuna giurisdizione territoriale propria. L'incarico di Bennett consisteva nell'assistere i maori in tutte le diocesi neozelandesi con l'autorizzazione dei vescovi diocesani. Molti di essi si rifiutarono di concedergliela per proseguire personalmente l'opera pastorale a favore degli indigeni. Solo nel 1978 il vescovo di Aotearoa ottenne l'autorizzazione dal primate.
Nel 1984 il Sinodo generale della Chiesa istituì una commissione biculturale su proposta di Whatarangi Winiata, composta da tre membri maori e tre pākehā, per valutare se il trattato di Waitangi esprimesse i principi di collaborazione e sviluppo biculturale. Nel 1986 la commissione raccomandò la revisione della costituzione del 1857 per integrare tali principi nella vita ecclesiale e garantire pari dignità alle autorità ecclesiastiche maori rispetto ai vescovi e ai sinodi diocesani.
Nel 1992 la Chiesa adottò una nuova costituzione e cambiò nome con quello attuale. Da allora è anche organizzata in tre tikanga (termine maori che esprime più significati, riguardante la cultura, l'etica, i valori, i costumi). La Costituzione afferma tra i suoi principi quello di "mantenere il diritto di ogni persona di scegliere una qualsiasi espressione culturale della fede". Il tikanga Maori sovrintende alla popolazione indigena neozelandese, il tikanga Pākehā sovrintende alla popolazione neozelandese di origine europea o non polinesiana e il tikanga Pasefika sovrintende alla popolazione polinesiana e delle isole del Pacifico. Tale modello di organizzazione, concepito per favorire la collaborazione e le stesse opportunità di partecipazione alla vita della Chiesa, è stato criticato dal reverendo Graeme Davidson, il quale sostiene che abbia ghettizzato la Chiesa.
Nel 2018 il Sinodo generale della Chiesa anglicana di Aotearoa, Nuova Zelanda e Polinesia ha autorizzato la benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Ciò ha portato alcuni membri a lasciare la Chiesa e alla successiva fondazione, nel 2019, della Chiesa degli anglicani confessanti di Aotearoa/Nuova Zelanda da parte della Global Anglican Future Conference (GAFCON).
Organizzazione La carica di primate e il titolo di arcivescovo sono condivisi da tre vescovi, ognuno in rappresentanza di un tikanga.
Aotearoa Il tikanga Maori è composto da cinque diocesi: Tairāwhiti; Tai Tokerau; Upoko o Te Ika; Waipounamu; Manawa o Te Wheke.
Nuova Zelanda Il tikanga Pākehā è composto da sette diocesi: Auckland; Waikato e Taranaki; Waiapu; Wellington; Nelson; Christchurch; Dunedin.
Polinesia Il tikanga Pasefika è composto da una sola diocesi: Polinesia.
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