Biografia Nacque il 12 agosto 1801 a Macerata, nello Stato Pontificio, come secondogenito del conte Girolamo Spada e di Giulia de' Medici, ultima discendente di un ramo della nobile famiglia fiorentina; ebbe un fratello maggiore, Alessandro, e altri sei tra fratelli e sorelle minori: Federica, Adele, Maddalena, Averardo, Virginia ed Eleonora. A dodici anni si iscrisse al Convitto Tolomei di Siena, proseguendo gli studi all'Università di Pisa dove si laureò in utroque iure seguendo gli insegnamenti, tra gli altri, di Giovanni Carmignani.
Trascorse un breve soggiorno a Firenze e si trasferì poi a Pesaro presso lo zio paterno Giovanni Spada, animatore di un circolo letterario, dove conobbe il poeta Giulio Perticari, che lo introdusse allo studio della composizione poetica. Nel 1821 pubblicò a Firenze, presso la tipografia di Luigi Pezzati, una raccolta di poesie dedicate all'amico del cuore Roberto Vivarelli, caratterizzata da imitazioni dantesche, petrarchesche e leopardiane e pervasa dal tema dell’amore, intitolata Rime d’'un pastore d'Elvia Recina; la raccolta fu lodata da Vincenzo Monti e dagli altri frequentatori del circolo letterario, sebbene diversi anni più tardi Alcibiade Moretti, curatore di una raccolta di suoi versi inediti edita da Zanichelli nel 1881, li giudicò acerbi e più vicini al desiderio di scrivere per la stampa.
Spostatosi a Roma, si iscrisse all'Accademia dei nobili ecclesiastici per divenire prelato senza gli ordini sacri, com'era frequente tra i nobili pontifici. Nel 1824 papa Leone XII lo nominò prolegato del cardinale Agostino Rivarola a Ravenna, contraddistinguendosi per un comportamento di stampo liberale, in contrapposizione al rigore oltranzista di Rivarola; il suo atteggiamento fu interpretato come un bilanciamento necessario, soprattutto per stemperare il clima che si era venuto a creare prima e soprattutto dopo l'attentato ai danni del cardinale del 23 luglio 1826. Durante il suo mandato non si discostò mai dalle disposizioni del legato pontificio, pur ritagliandosi alcune forme di mitigazione dei provvedimenti più severi volti a colpire i maggiori esponenti della nobilita ravennate (come nel caso del conte Edoardo Fabbri). A Ravenna contribuì a fondare l'Accademia di belle arti, in cui si unirono le numerose donazioni di armi medievali, gessi di statue antiche e dipinti, e condusse, pur senza successo, la ricerca dei resti mortali di Dante Alighieri; per alcuni mesi ebbe come ospite il chimico britannico Humphry Davy, che lo introdusse allo studio delle scienze naturali, facendogli sviluppare un ampio interesse nella mineralogia.
Dopo l'incontro con Davy si dedicò allo studio delle scienze geologiche, effettuando ricerche sui vulcani laziali e sulla struttura geologica degli Appennini, condividendone i risultati coi più illustri esperti europei dell'epoca come Marc-Auguste Pictet, Alphonse Favre, Wolfgang Sartorius von Waltershausen, Johann Friedrich Ludwig Hausmann e James David Forbes. Fu socio corrispondente di numerose accademie scientifiche (tra cui l'Accademia delle Scienze di Torino) e scoprì il gruppo di minerali della parisite, proveniente dalle miniere di smeraldi di Muzo in Colombia, fornendo inoltre una prima analisi del meteorite Monte Milone, caduto nel 1846 a Montemilone ed entrato a far parte della sua ampia collezione; dal 1838 al 1847 raccolse infatti circa minerali preziosi di svariate specie e provenienti da ogni parte del mondo, che, acquistati nel 1851 da papa Pio IX per scudi, divennero il nucleo principale del Museo di mineralogia dell'Università di Roma. Il mineralogista tedesco Franz von Kobell gli dedicò perfino un nuovo minerale, la spadaite.
Fu nominato legato apostolico di Spoleto nel 1829, conoscendo l'allora arcivescovo Giovanni Maria Mastai-Ferretti, con cui instaurò una stretta amicizia. Terminato l'iniziale cursus honorum tipico della carriera politica di un prelato pontificio, sotto papa Gregorio XVI fu nominato uditore della Segnatura apostolica, prouditore generale della Camera apostolica e poi prefetto delle Armi. Quando Mastai-Ferretti salì al soglio pontificio col nome di Pio IX nel 1846, lo fece entrare nel Consiglio dei ministri e lo nominò membro della Consulta di Stato, offrendogli anche la carica di nunzio apostolico a Parigi, che Spada rifiutò.
Tra il 1847 e il 1848 lasciò ogni incarico, abbandonando la vita pubblica, per sposare la contessa polacca Natalia Komar e si trasferì nella campagna di Treia in una villa, progettata da Giuseppe Valadier, che aveva acquistato intorno al 1830. La villa, ribattezzata La Quiete (nome ricordato in una poesia, La lontananza, scritta a Parigi nel 1859), si animava spesso di ospiti illustri, attirati sia dalle erudite conversazioni che dalla bellezza della villa e del suo orto botanico. Nel corso degli anni Spada divenne segretario della Società romana di orticultura nonché membro della Società fiorentina di orticultura e socio delle accademie: dei Lincei, dell'Arcadia, dei Catenati e Georgica.
Nel 1860 morì l'amata moglie, a cui dedicò un piccolo pantheon all'interno della villa di famiglia, mentre lui morì il 24 dicembre 1864 a Firenze, dov'era ospite della sorella Adele. La villa fu ereditata dal fratello Alessandro e poi veduta dal nipote Tommaso, venendo utilizzata in varie vesti e funzioni per l'intero XX secolo.
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