La centrale idroelettrica di Pontesei è una centrale idroelettrica in caverna progettata dall'architetto Ignazio Gardella tra il 1958 e il 1960 per conto della Società Adriatica di Elettricità e situata nei pressi della diga del lago di Pontesei, nel comune di Val di Zoldo.

Storia Progettata e realizzata tra il 1958 e il 1960 dalla SADE nell'ambito del complesso sistema idroelettrico Piave-Boite-Maè-Vajont, la centrale sorge nelle immediate vicinanze della diga di Pontesei, opera costruita nel biennio 1955-1957 su progetto di Carlo Semenza; tuttavia, dal punto di vista funzionale, essa non ottiene l'acqua dallo sbarramento sul lago, ma risulta essere una centrale autonoma collegata tramite una galleria al serbatoio di Vodo, in Val Boite, in modo da sfruttare un salto maggiore.

L'edificio venne progettato da Ignazio Gardella su incarico della SADE, in un periodo in cui l'architetto era impegnato anche nella progettazione della centrale termoelettrica di Porto Corsini, a Ravenna.

Descrizione Architettura ed esterni L'impianto risulta essere totalmente scavato nella roccia lungo la sponda sinistra del torrente Maè, con come unica porzione visibile all'esterno il prospetto d'ingresso alla galleria; questo si presenta come un volume compatto e chiuso in cemento armato a vista, inserito direttamente nella parete rocciosa del monte, in un dialogo diretto con la mole della diga che lo sovrasta.

Il prospetto risulta essere asimmetrico e segnato da solchi orizzontali dovuti all'impronta delle casseforme di legno, intervallati da cordoli in pietra chiara che concorrono a dividere la superficie in tre diverse sezioni; su queste fasce si trovano posizionati, "come in un pentagramma", il portale d'ingresso principale e una serie di finestre a feritoia disposte ad altezze e interassi variabili.

In origine, nel progetto era previsto un coronamento della facciata con una sequenza di sottili elementi verticali che avrebbero dovuto ritmare il parapetto a gradoni del camminamento superiore, luogo accessibile da una scala analoga a quella progettata da Gardella per la mensa aziendale Olivetti; alla fine, questa soluzione non venne posta in essere a Pontesei, ma solamente nella centrale di Porto Corsini.

Interni All'interno la centrale si presenta con un atrio rivestito in grès porcellanato di colore marrone-melanzana, sui cui lati si aprono i locali di servizio e la sala trasformatori, con una galleria-condotto che porta alla sala macchine, posta più in profondità all'interno della caverna e dotata di una copertura a volta con segmenti di parabola, appoggiata su riseghe murarie che sostengono le vie di corsa del carroponte; inoltre, le pareti sono decorate con un affresco e un bassorilievo a impianto astratto realizzati dall'artista Mario Deluigi, ispirati alle opere di Kandinskij e Paul Klee.

Caratteristiche tecniche L'impianto si trova a una quota di 735 m s.l.m. e sfrutta un salto utile netto compreso tra 28,75 e 90,75 metri, con una portata massima di 10 m³/s; nel 1960, alla sua inaugurazione, la sala macchine venne equipaggiata con un unico gruppo generatore composto da una turbina Francis ad asse orizzontale accoppiata a un alternatore con potenza nominale di 8 MVA, pari a 7,8 MW di potenza attiva, con una velocità di rotazione di 428 giri al minuto. La tensione di generazione di 10 kV veniva elevata a 21,3 kV tramite un trasformatore trifase installato negli edifici esterni all'imbocco della galleria d'accesso, garantendo una producibilità media annua stimata in 25 GWh.

La configurazione con turbina Francis ad asse orizzontale e alternatore da 8 MVA risulta mantenuta anche nelle rilevazioni recenti dell'impianto.

Note

Bibliografia

Categoria:Architetture della provincia di Belluno Categoria:Centrali idroelettriche del Veneto Categoria:Architetture di Ignazio Gardella