L'ex Convento di Santa Croce, poi ex Caserma Podgora, è un palazzo storico di Torino costruito alla fine del Seicento in stile Barocco piemontese su commessa delle Canonichesse regolari lateranensi, nell’isolato compreso tra le vie Accademia Albertina, Ospedale (ora Giolitti), San Massimo e la Piazza Carlo Emanuele II, quartiere Centro (Borgo Nuovo).

Oggi sede di una facoltà dell'Università di Torino, è vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio .

Storia

La costruzione del convento iniziò nel 1685 per ospitare le Canonichesse regolari lateranensi, dedite all'istruzione dei giovani di buona famiglia e presenti in città dagli inizi del Cinquecento ma fino a quel momento costrette in spazi angusti e malsani nel sito dell’attuale Chiesa della Misericordia in via Barbaroux https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/312.1/files/assets/common/downloads/page0101.pdf. Le canoniche vi si trasferirono nel 1691 e riuscirono a edificare la chiesa annessa su progetto di Filippo Juvarra solo 30 anni dopo, a causa dell'assedio che interessò la città nel 1706.

Nel novembre 1800 un editto napoleonico stabilisce la Secolarizzazione dei beni ecclesiastici e le Canonichesse Lateranensi devono abbandonare il complesso, che viene utilizzato per accogliere l’Opera delle Partorienti , pia organizzazione per l'infanzia abbandonata fondata nel 1750 da Carlo Emanuele III di Savoia. Con la Restaurazione le monache ritornano in Santa Croce nel 1816 e per sopperire alle incurie avvenute affrontano lavori di ripristino che si concludono nel 1828.

Una nuova, definitiva espulsione delle monache avviene nel 1854 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi con un decreto firmato da Urbano Rattazzi che mira ad utilizzare i beni religiosi per la salute pubblica. Tra il 1856 e il 1858 vengono eseguiti i lavori per la conversione del convento in ospedale militare, con progetto dell’ingegnere Giovanni Castellazzi, generale del Genio militare . Tra il 1861 e il 1863 avvengono ulteriori lavori di ampliamento che comportano la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica su via San Massimo, nello spazio fino a quel tempo adibito a orto del convento .

Il 14 aprile 1904 il complesso viene assegnato in proprietà al Comune di Torino; continua a essere utilizzato dall’Ospedale Militare sino al 1914 quando si trasferisce nella zona della nuova piazza d’armi e viene poi nuovamente requisito dall’Autorità Militare, che vi alloggia i soldati delle Compagnie di Sanità e di Sussistenza e le reclute del Battaglione Aviatori. Alla fine della Prima guerra mondiale il complesso viene ceduto al Comando del Battaglione dei Carabinieri Reali che vi stabilisce la caserma intitolata alla città di Podgora in memoria dei caduti dell’omonima battaglia del 1915. Nel 1920 l’Amministrazione Militare riconsegna al Municipio una parte dell’isolato: quest'ultima la adibisce a Casa del Soldato fino al 1926.

Occupato dopo il 1944 da alcuni reparti delle Brigate nere fasciste lo stabile è utilizzato come autofficina militare sino agli anni Novanta del secolo scorso .

Nel 1986 gran parte dell'intero complesso, esclusa la chiesa, viene concesso in uso all'Università di Torino che lo ristruttura, riportando al loro splendore anche l'ex cappella delle monache, gli appartamenti con galleria centrale a cupola e le stanzette decorate con immagini a Trompe-l'œil e facendone la sede del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi . La parte su via Giolitti viene invece utilizzata per ospitare il commissariato Torino Centro insieme all’autocentro della Polizia di Stato .

Descrizione Il convento viene interessato da lavori di restauro a partire dal 1982 http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0011_01_1997_0242_0033_15817016/. Questi interventi hanno portato al ritrovamento, recupero e restauro di importanti affreschi riconducibili ai fratelli Domenico Guidobono e Bartolomeo Guidobono, pittori di corte famosi per aver ornato delle loro opere il Duomo di Torino e Palazzo Madama.

In particolare, si attribuiscono al primo la finta architettura sulla porta d'entrata della sala destinata al refettorio delle monache, ora Aula Magna, e gli affreschi rinvenuti nella sala stessa che presenta, sulla parete di fondo, “Le nozze di Cana” e, sul soffitto, la “Vergine in gloria” http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,38/articleid,0490_01_1999_0138_0046_6483676/. Sono da attribuire a Domenico Guidobono e databili al primo ventennio del Settecento anche gli affreschi scoperti lungo la scala posta tra il loggiato del primo piano e l'appartamento delle dieci celle, ora destinato alla direzione del Dipartimento. A questo appartamento si accede tramite una scala a due rampe affrescata con le figure di un Gesù adolescente con i simboli della passione a sinistra, e della Vergine a destra.

A Bartolomeo Guidobono è invece attribuibile l'affresco della “Conversione di S. Agostino”, rinvenuto in quella che si ritiene fosse la cappella annessa all'appartamento della badessa.

Lo scalone centrale, decorato a tempera con volute ocra su fondo azzurro-verde, reca l'iscrizione murata datata 1691, anno in cui le monache presero possesso dello stabile.

Anche il chiostro grande è stato completamente ricostruito, in foggia seicentesca, con l'aggiunta di una voliera centrale.

All’interno del convento sembra esistere il cimitero delle monache con sepolture dal 1824 al 1852, scoperto durante lavori di ripristino nel 1914 v. Un cimitero sotterraneo nell’ex Ospedale Militare, in “Il Momento”, 20 settembre 1914 (in Archivio Storico della Città di Torino, Collezione Simeom, serie C, n.9497 .

Durante i lavori di restauro nel 1997 è stata anche scoperta una galleria sotterranea a 25 metri di profondità, larga e alta due metri e mezzo e lunga oltre 100 metri, che si dirige verso il Po parallela a via Giolitti .

Note

Bibliografia Silvio Solero, Le Canonichesse lateranensi di Santa Croce: frammenti di storia torinese, Artale, Torino 1960, p. 16 Gianfranco Gilardi e Laura Palmucci (a cura di), L’antico convento di Santa Croce a Torino: nuova sede del dipartimento di biologia animale e dell’uomo dell’Università degli Studi di Torino, Celid, Torino 2005

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Convento di Santa Croce (Torino)