Formatosi all'Accademia di belle arti di Brera e all'Università di Parigi VIII, è stato autore di pittura figurativa che univa una componente espressionista a una surreale e sviluppa, in cicli e polittici di grande formato, una rappresentazione allegorica della condizione umana. Nel 1989 e nel 1991 ha ottenuto la borsa federale d'arte; nel 1990 il Museo cantonale d'arte di Lugano gli ha dedicato una mostra personale. Dagli anni ottanta affiancò alla pittura un'intensa attività scenica come performer, scenografo, costumista e attore.

Biografia

Formazione Nato a Bellinzona il 16 novembre 1951, lavorò dapprima come contabile e dal 1972 si dedicò interamente all'attività artistica. Fra il 1973 e il 1977 studiò all'Accademia di belle arti di Brera a Milano, concludendo con una tesi dedicata all'art brut; fra il 1977 e il 1981 frequentò la facoltà di arti plastiche dell'Università di Parigi VIII, con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Nel 1982 rientrò in Ticino.

Attività espositiva Dopo la prima personale a Locarno nel 1977, dal 1981 espose con regolarità in Francia, a Losanna e in Ticino. Nel 1981 partecipò al Salon de la jeune peinture di Parigi e nel 1987 espose alla Shedhalle di Zurigo con Adriana Beretta e Reto Rigassi; dal 1990 la Galleria Stummer di Zurigo presentò regolarmente il suo lavoro. Nel 1989 e nel 1991 ottenne la borsa federale d'arte. Nel 1997 fu fra gli artisti svizzeri invitati alla collettiva Disaster and recovery allo Swiss Institute di New York.

Teatro e performance Dal 1980 Snozzi si dedicò con continuità al teatro, come scenografo (Omaggio a Pirandello, 1986, e Che ora non è, 1987-1989, entrambi al Teatro Abeliano di Bari), costumista e attore per il Théâtre pour le Moment di Berna, nonché come autore e regista. Le sue azioni performative comprendono Ricco Svizzero (1992, Landesmuseum di Zurigo) e Ipotesi per un delirio (dal 2002, Bellinzona e Monte Carasso).

Insegnamento e attività curatoriale Dal 1981 diresse i corsi di pittura e disegno dell'Atelier Attila a Bellinzona. Fra il 2000 e il 2002 insegnò alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana; fra il 2001 e il 2008 fu co-curatore della collezione d'arte della Banca del Gottardo.

Opera Al centro della pittura di Snozzi, a partire dal 1973-1974, è la figura umana, isolata o inserita in composizioni sceniche affollate che ne restituiscono insieme il versante comico e quello tragico, in forma di parabole allegoriche di un teatrum mundi. L'esperienza performativa degli anni ottanta si riflette in trittici, polittici e sequenze narrative di grande formato. Dai primi anni novanta realizzò ampi cicli pittorici, fra cui Helvetica (1992-1996), dedicato alla guerra, Tra storia e sogno (1995-1996), Amuleti (2002-2004) e Visidivisi (2006). Ha illustrato testi propri e altrui, fra cui Vanità amorose di Alda Merini (2000).

Mostre personali principali 1989-1990 – Nando Snozzi 1987-1989, Museo cantonale d'arte, Lugano (16 dicembre 1989 - 28 gennaio 1990) 1995 – Antico monastero delle Agostiniane, Monte Carasso (con catalogo) 2001 – Kunstmuseum Olten (con catalogo) 2009 – Museo civico Villa dei Cedri, Bellinzona (con catalogo) 2015 – Pinacoteca comunale, Locarno (con catalogo)

Opere in collezioni pubbliche Collezione d'arte della Confederazione Svizzera, Berna Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano Museo civico Villa dei Cedri, Bellinzona Centre culturel ABC, La Chaux-de-Fonds

Note (edizione in rete K. G. Saur, 2021).

. Catalogo della mostra tenuta a Lugano dal 16 dicembre 1989 al 28 gennaio 1990. . Il testo compare anche in Biografisches Lexikon der Schweizer Kunst, vol. II, Zurigo, Neue Zürcher Zeitung, 1998. ; versione in rete archiviata dalla Fondazione SAPA, .

Bibliografia

(testo pubblicato anche in Biografisches Lexikon der Schweizer Kunst, vol. II, Zurigo, Neue Zürcher Zeitung, 1998)

(catalogo della mostra, 16 dicembre 1989 - 28 gennaio 1990)

Collegamenti esterni

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