Il bastione Marchese, storicamente indicato anche come spontone Marchese, baluardo Marchese e, in epoca successiva, bastione San Francesco, è un baluardo del XVI secolo appartenente alle mura di Crotone. Realizzato nell'ambito della rifortificazione vicereale della città, il bastione venne impostato inglobando una precedente struttura difensiva, la cosiddetta torre Pignalosa, appartenente alla cinta medievale.

La fondazione dello spontone è documentata a partire dall'autunno del 1546, mentre il cantiere proseguì almeno fino alla metà del secolo; nel 1573, durante l'ispezione compiuta dall'ingegnere militare Ambrogio Attendolo, l'opera si trovava già in uno stato avanzato, sebbene il cavaliere previsto nella parte centrale non fosse stato ancora completato. Tra il XVII e il XVIII secolo la torre inglobata nel bastione ospitò inoltre la monizione di guerra cittadina, destinata alla conservazione di polvere da sparo e munizioni.

A partire dal Settecento alcune porzioni della fortificazione furono progressivamente occupate da botteghe, abitazioni e giardini; il processo proseguì nell'Ottocento e, nel 1871, interessò anche la demolizione di una parte dell'angolo sporgente del bastione. Le strutture superstiti risultano oggi in parte inglobate nel tessuto edilizio del centro storico.

Storia La costruzione e la torre Pignalosa La realizzazione del bastione si inserì nel programma di rinnovamento delle difese urbane avviato nel 1541 sotto il viceré Pedro de Toledo, volto ad adeguare Crotone alle nuove esigenze determinate dall'impiego dell'artiglieria. Il sistema precedente fu progressivamente modificato mediante la costruzione di cortine e bastioni secondo i principi della fortificazione alla moderna, inglobando o riutilizzando, dove possibile, alcune delle strutture medievali preesistenti. Fra queste ultime figurava la torre Pignalosa: già nell'estate del 1542 la documentazione della fabbrica registra lavori lungo la cortina di Terczana, detta anche della marina, destinata a collegare il bastione Villafranca con il futuro Marchese; nella stessa area vennero eseguiti scavi e predisposte le fondazioni in prossimità della torre medievale.

La costruzione vera e propria dello spontone Marchese ebbe inizio nell'autunno del 1546: i lavori interessarono le ali del bastione, i contrafforti, il terrapieno, gli ambienti voltati indicati nei documenti come lamie e il cavaliere centrale; contemporaneamente le nuove murature vennero raccordate alla torre Pignalosa, che fu così incorporata nel sistema cinquecentesco anziché essere demolita. Nel gennaio 1550 il cantiere era ancora attivo e alcune delle strutture interne, danneggiate dalle piogge e invase dall'acqua, dovettero essere nuovamente sistemate.

Quando Ambrogio Attendolo esaminò le fortificazioni nel maggio 1573, il Marchese risultava già in buono stato di avanzamento; rimaneva tuttavia incompleto il cavaliere progettato nella parte centrale, che avrebbe dovuto elevarsi sopra il piano del bastione per rafforzare la difesa della cortina successiva, particolarmente esposta alle alture circostanti.

La monizione di guerra Nel corso del XVII secolo la torre Pignalosa assunse una funzione specifica all'interno dell'organizzazione militare cittadina: vi fu infatti collocata la regia monizione di guerra, ossia il deposito nel quale erano custoditi la polvere da sparo e gli altri materiali destinati all'artiglieria. La posizione, prossima alle mura e alla Porta di Terra, consentiva di rendere rapidamente disponibili le munizioni in caso di necessità.

Anche uno degli ambienti voltati del bastione era connesso a tali attività e venne utilizzato per la lavorazione del salnitro e la produzione della polvere da sparo. La presenza di un mastro polveraro è documentata nella seconda metà del Seicento e nei primi decenni del XVIII secolo; ancora nel 1734 un inventario della monizione registrava consistenti quantità di piombo, palle di ferro e di pietra, polvere e miccia.

La custodia del deposito coinvolgeva le autorità civiche e militari: le chiavi erano affidate, secondo le diverse fasi, al capitano dell'artiglieria, al mastrogiurato e ad altri rappresentanti dell'amministrazione cittadina, mentre nei periodi di particolare pericolo il controllo poteva passare al comandante del presidio.

Le trasformazioni settecentesche Dalla seconda metà del Settecento il rapporto fra il bastione e il tessuto urbano circostante iniziò a modificarsi profondamente: lungo le mura, soprattutto nel settore prospiciente il convento di San Francesco d'Assisi e in prossimità della porta principale, furono progressivamente realizzate botteghe e altre costruzioni private; trattandosi di suoli e strutture appartenenti all'amministrazione pubblica o regia, tali occupazioni erano generalmente subordinate a concessioni e al pagamento di canoni.

Nel 1772 e nel 1773 alcuni artigiani ottennero di edificare direttamente sopra la muraglia in prossimità della vecchia torre della monizione; quest'ultima, ormai indicata anche come torrazzo o antico magazzino, era già in condizioni di degrado e venne progressivamente incorporata nelle nuove costruzioni; pochi anni più tardi, nel 1776, la documentazione la descriveva come una fabbrica in parte diruta. Il processo di appropriazione degli spazi militari coinvolse anche la superficie del bastione: nel 1775 Nicola Zurlo richiese in concessione un'area della muraglia da destinare a giardino, mentre nel novembre 1787 Bernardino Suriano ottenne in enfiteusi un ampio spazio sul Marchese, con facoltà di costruirvi nuovi edifici. Nello stesso periodo mutò progressivamente anche la denominazione della fortificazione: già nella prima metà del Settecento è attestata la forma «Baluardo Marchese detto San Francesco», derivata dalla vicinanza al convento francescano; durante il Decennio francese il luogo compare nella documentazione come «Bastion de S. François maintenant jardin de Zurlo», mentre successivamente si affermò la denominazione bastione San Francesco.

La dismissione nell'Ottocento Nel corso del XIX secolo il venir meno della funzione militare della cinta accelerò le trasformazioni già avviate nel secolo precedente. Dopo l'abolizione delle servitù militari nel 1865, ampi settori delle mura di Crotone furono ceduti o destinati a nuovi utilizzi, nell'ambito di un processo che accompagnò l'espansione urbana oltre il precedente perimetro fortificato.

Il 16 aprile 1871 il Consiglio comunale autorizzò la demolizione dell'angolo sporgente del bastione Marchese, allora indicato anche come San Francesco, nell'ambito delle trasformazioni edilizie che interessavano quel settore della cinta. La fortificazione compare ancora l'anno successivo nel Piano dimostrativo della cinta e del Castello di Cotrone con le indicazioni delle proprietà militari, datato 1872, con la denominazione di «S. Francesco».

Le successive costruzioni urbane finirono per inglobare ampie porzioni del bastione e della cortina che lo collegava alla Porta di Terra, rendendo meno leggibile l'originaria configurazione cinquecentesca.

Architettura Il Marchese apparteneva al sistema di bastioni poligonali realizzato nel Cinquecento per sostituire e integrare le precedenti difese medievali. Il cantiere documenta la presenza di ali laterali, contrafforti, terrapieni e ambienti voltati, oltre a un cavaliere centrale concepito per innalzare ulteriormente la quota delle postazioni difensive; elemento peculiare dell'opera fu tuttavia l'integrazione della torre Pignalosa, appartenente alla cinta più antica, alla quale vennero raccordate le nuove murature.

Il bastione era collegato, da un lato, alla cortina nella quale si apriva la Porta di Terra e che proseguiva verso il bastione Toledo; sul lato opposto la cinta continuava invece in direzione del bastione Villafranca. La presenza del cavaliere centrale, prevista sin dalla fase costruttiva, rispondeva alla necessità di dominare e proteggere quest'ultimo tratto di fortificazione, esposto verso le alture esterne alla città.

Le trasformazioni iniziate nel Settecento e proseguite nel secolo successivo hanno alterato sensibilmente la leggibilità dell'impianto originario: parte delle strutture è stata demolita, mentre altre porzioni del bastione e delle cortine risultano inglobate negli edifici successivamente costruiti lungo il perimetro della città storica.

Conservazione Il bastione Marchese rientra nel programma di valorizzazione della cittadella fortificata di Crotone e nell'intervento dedicato al restauro e al recupero funzionale dei camminamenti, dei bastioni e dei rivellini; la documentazione comunale comprende espressamente il Marchese, insieme al Toledo e alle cortine di collegamento verso il bastione Villafranca.

Note

Bibliografia

Voci correlate Mura di Crotone Porta di Terra Porta Pescheria Bastione Toledo Bastione Villafranca Cortina di Terczana Rivellino Miranda Castello di Carlo V (Crotone) Fortificazione alla moderna

Categoria:Mura e porte di Crotone Categoria:Architetture militari di Crotone