Durante la sua breve ma intensa attività, su incarico del Regno Sabaudo e poi del Regno d'Italia, ha seguito la conversione di numerosi immobili religiosi in sedi militari a Torino e Firenze.
Biografia Si laurea in Architettura all'Università di Torino nel 1847, dove diventa allievo di Carlo Promis, e l'anno successivo, coinvolto dai moti rivoluzionari, entra nell'esercito con il grado di ufficiale del Genio militare.
Nel 1854 un decreto firmato da Urbano Rattazzi stabilisce la soppressione degli ordini religiosi e l'utilizzo dei loro beni immobili per la salute pubblica. Viene quindi coinvolto nella riconversione di numerose strutture religiose in caserme e ospedali militari.
Nel 1865, a seguito del trasferimento della Capitale da Torino, la città di Firenze deve accogliere migliaia di persone al seguito della corte e del governo. Nominato esperto del Ministero e direttore del genio militare cittadino https://www.iconografiacittaeuropea.unina.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/C5_preprint_SITO.pdf, il colonnello Castellazzi insieme al conte Carlo Ceppi si adopra per convertire il patrimonio immobiliare disponibile in seguito alla requisizione dei beni religiosi, in relazione al grande numero degli uffici da sistemare https://oajournals.fupress.net/index.php/asf/article/download/8062/8060/7939&ved=2ahUKEwjRgLuAv7GWAxVl2AIHHQeLLfM4FBAWegQIFxAB&usg=AOvVaw3nrlCNqV9yQUz2gvTLuhPB.
Nel 1870 è nominato Professore di Architettura presso la Scuola di applicazione degli Ingegneri di Torino dove diventa il più tenace e convinto diffusore dell’insegnamento di Alessandro Antonelli. Il suo manuale, che illustra le opere di Carlo Promis, è una somma dei prototipi antonelliani che vengono diffusi tra i suoi numerosi allievi della Regia Accademia Militare . Nel 1875 è promosso Maggior Generale, ma dopo pochi mesi si ammala e viene trasferito a Saint-Vincent per le cure, dove muore nel 1876.
Opere in Torino Convento di Santa Croce (1856 -1858), lavori per la conversione del convento in ospedale militare .
Arsenale militare (1862), complesso e caserme adiacenti ricostruite dal Genio militare dopo un incendio che aveva provocato, nel 1852, la distruzione di buona parte degli edifici e dei macchinari , e con denominazione finale di Arsenale delle Costruzioni di Artiglieria .
Caserma Cernaia (1864), su progetto originale presentato dal colonnello Barabino e modificato in seguito dal Castellazzi .
Cavallerizza Montebello in Alessandria, la cui copertura è stata realizzata con archi ribassati in legno dotati di catena lignea .
Opere in Firenze Convento di San Girolamo (1865), ampliamento e ristrutturazione, la cui destinazione a collegio militare, per assistere i figli dei militari, è del 1849 e comportò la totale perdita delle testimonianze antiche.
Chiesa di Santa Maria di Candeli (1865), destinato a sede della Legione Carabinieri di Firenze in sostituzione di tutti i precedenti istituti educativi.
Ex convento di Santa Caterina (1865), già nel 1853 adibito a caserma della Gendarmeria, individuato per ospitare il Ministero della Guerra. La nuova destinazione comportò la soprelevazione di un piano e la distruzione dell'antica chiesa conventuale posizionata su via degli Arazzieri, e l'immobile perse i caratteri propri della struttura religiosa, anche perché si rese necessario abbattere interamente l'antico fronte su questo lato, poi ricostruito su progetto di Castellazzi. Allo stesso era d'altra parte chiaro di aver trasformato radicalmente e quindi snaturata l'antica struttura, così come di avere "fatto sacrifizio di ogni senso artistico".
Chiesa dei Santi Girolamo e Francesco alla Costa (1866), destinato a un Reggimento di fanteria.
Complesso di Sant'Apollonia (1866), utilizzato per accogliere magazzini, laboratori e uffici della Direzione dei magazzini dell'amministrazione militare.
Pubblicazioni Giovanni Castellazzi, Schizzi architettonici dal vero, ed. fratelli Bocca, Roma 1879 https://digit.biblio.polito.it/4195/3/Schizzi_Architettonici_Giovanni_Castellazzi_PARTE_I.pdf Carlo Promis, Fabbriche moderne. Inventate ad uso degli studenti di Architettura da Carlo Promis e pubblicate con note ed aggiunte dal suo allievo Giovanni Castellazzi, ed. fratelli Bocca, Torino 1875.
Note
Bibliografia Amelio Fara, Giovanni Castellazzi e l'architettura militare nella Firenze capitale d'Italia, in "Bollettino degli Ingegneri", XXXII, 1984, 7/8, pp. 8-12