Il re Cophetua e la giovane mendicante (King Cophetua and the Beggar Maid) è un dipinto realizzato nel 1881 da Edward Burne-Jones, un artista legato alla confraternita dei preraffaelliti.Birchall 2010, pp. 24-26. Si trova alla Tate Britain di Londra.
Soggetto Il quadro ritrae la leggenda del re e della mendicante, che narra di come il re Cofetua (Cophetua in inglese) si sia innamorato a prima vista della mendicante Zenelofonte (Penelophon), dimostrando che il potere e la ricchezza possono essere superati dalla bellezza e dall'umiltà.Pugliatti 2015, p. 158. Burnes-Jones conosceva questo tema grazie a una ballata elisabettiana pubblicata nel 1765 da Thomas Percy in Reliques of Ancient English Poetry, e grazie alla poesia La mendica di Alfred Tennyson:
Burne-Jones affrontò per la prima volta questo tema tra il 1861 e il 1862, e di nuovo nel 1875 circa.Wildman 1998, pp. 252–254. Si conservano, tra gli altri, due bozzetti per l'opera definitiva, entrambi del 1883: un piccolo guazzo (che ritrae i personaggi più vicini) e uno studio su carta di dimensioni più simili alla tela.Harrison 1977, p. 141.
Descrizione La composizione è ispirata alla Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna e alle opere di Carlo Crivelli.Pugliatti 2015, p. 159. A sinistra, in primo piano, si trova il re Cofetua, seduto mentre osserva la donzella che si trova a destra, in secondo piano. Sullo sfondo, dietro una balaustra, si trovano due giovinetti che osservano la scena. La disposizione asimmetrica dei personaggi dà vita a un equilibrio raffinato tra di loro. Il re è assorto nella contemplazione della fanciulla, che sembra un miraggio pronto a dissolversi qualora lui dovesse avvicinarsi. Nonostante Burne-Jones abbia realizzato degli studi dettagliati dell'armatura e dell'elmo del sovrano - disegnato da William Arthur Smith Benson - la tela non intende essere realistica. L'artista non voleva che le sue figure appartenessero a un tempo o a un luogo specifici, bensì al mondo dell'immaginazione, dando a quest'opera la sensazione che il tempo si sia fermato, trasformandosi in un'immobilità eterna.Harrison 1977, pp. 143-144.
L'opera venne esposta nel 1884 alla galleria Grosvenor, diventando il maggiore successo di Burne-Jones negli anni 1880, e The Art Journal la ritenne "non solo l'opera migliore dipinta dal signor Burne-Jones, ma anche una delle migliori opere mai dipinte da un artista inglese".Wood 1997, pp. 100–102. Ebbe un grande successo anche all'esposizione universale di Parigi (1889), il che fece guadagnare a Burne-Jones la Legione d'onore.Wood 1984, p. 101.
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Note
Bibliografia Heather Birchall, Pre-Raphaelites, Colonia, Taschen, 2010. Martin Harrison, Burne-Jones, Londra, Barrie & Jenkins Ltd, 1977. Teresa Pugliatti, Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau, Messina, Magika Editrice, 2015. Stephen Wildman, Edward Burne-Jones: Victorian Artist-Dreamer, Metropolitan Museum of Art, 1998. Christopher Wood, Burne-Jones, Londra, The Orion Publishing Group Ltd, 1984.
Altri progetti
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