I sottocampi del campo di concentramento di Bergen-Belsen () furono tre complessi dipendenti dal campo di concentramento di Bergen-Belsen, attivati dalle autorità naziste nella seconda metà del 1944 con lo scopo di impiegare la manodopera coatta nelle industrie belliche della regione.
Circa duemila deportate di origine ebraica, prevalentemente provenienti da Polonia, Ungheria, Romania, Jugoslavia e Cecoslovacchia, vennero utilizzate in questi siti per interventi edilizi, posa di infrastrutture e produzione di munizioni. Le prigioniere operavano sotto il rigido controllo delle SS senza percepire alcuna retribuzione; le aziende committenti rimborsavano direttamente la struttura concentrazionaria per le prestazioni lavorative fornite, versando inoltre le relative imposte sugli stipendi agli enti locali. Le detenute che, a causa delle estenuanti condizioni di lavoro, diventavano troppo deboli o invalide venivano trasferite nuovamente presso il campo di Bergen-Belsen..
Sottocampi Außenlager Bomlitz-Benefeld LAußenlager Bomlitz-Benefeld sorgeva nei pressi della località di Bomlitz, vicina a Fallingbostel, e rimase operativo dal 3 settembre al 15 ottobre 1944. Il complesso venne istituito presso le infrastrutture della Eibia GmbH, una società specializzata nella produzione di polvere da sparo. Nel campo furono internate circa seicento donne ebraiche di nazionalità polacca, le quali vennero impiegate sia nelle opere di costruzione ed espansione degli impianti, sia nella catena di produzione del materiale esplosivo. In seguito alla rapida chiusura della struttura, le deportate furono riaggregate al campo principale.
Außenlager Hambühren-Ovelgönne Noto anche come Lager III o Waldeslust, lAußenlager Hambühren-Ovelgönne era situato nell'area di Hambühren, a sud di Winsen, e fu attivo dal 23 agosto 1944 al 4 febbraio 1945.. Il sito venne allestito in prossimità di una miniera di potassio in disuso, individuata dalle autorità militari per ospitare impianti di produzione sotterranei destinati all'azienda aeronautica Focke-Wulf. L'obiettivo strategico era consentire la fabbricazione al riparo dai bombardamenti alleati di componenti per velivoli da guerra, tra i quali i modelli Fw 190, Ta 152 e Ta 154.
La forza lavoro del campo era composta da circa quattrocento deportate, in maggioranza ebree polacche e ungheresi, giunte sul posto in seguito a un trasporto partito dal campo di Auschwitz e transitato per Bergen-Belsen. Posto sotto la direzione dell'SS-Oberscharführer Karl Heinrich Reddehase, il sottocampo fu teatro di estenuanti turni di lavoro notturno. Le prigioniere vennero costrette a caricare il sale di potassio estratto dalle gallerie sui carrelli da miniera, a stendere cavi e condutture e a svolgere pesanti mansioni di manovalanza nella posa dei binari ferroviari per conto della società di costruzioni Hochtief. Il 4 febbraio 1945 il complesso venne definitivamente smantellato e le superstiti furono ricondotte a Bergen-Belsen.
Außenlager Unterlüß-Altensothrieth Noto anche come Tannenberglager, lAußenlager Unterlüß-Altensothrieth era ubicato a circa quattro chilometri a nord-ovest del centro abitato di Unterlüß, a circa trenta chilometri a nord-est di Bergen. La struttura rimase attiva dalla fine di agosto del 1944 fino al 13 aprile 1945. L'area industriale circostante ospitava già diversi campi di internamento dedicati ai lavoratori forzati stranieri e ai prigionieri di guerra impiegati nello stabilimento per la produzione di munizioni della Rheinmetall-Borsig AG. A metà del 1944 erano stati stipati anche diversi militari italiani internati (IMI) presso la sede di Altensothrieth.
Alla fine di agosto del 1944 il sito venne riconvertito in sottocampo di Bergen-Belsen con l'arrivo di un primo scaglione di donne e ragazze ebraiche provenienti da Auschwitz. Tra l'ottobre e il novembre dello stesso anno la popolazione del campo raggiunse le novecento unità, comprendendo prevalentemente prigioniere di nazionalità polacca, ungherese, rumena, jugoslava e cecoslovacca. Sotto la direzione dell'SS-Hauptsturmführer Friedrich Diercks, le internate vennero impiegate nel disboscamento, nella manutenzione stradale, nel ripristino dei binari e nella produzione di munizioni per la Rheinmetall-Borsig AG. L'assenza di adeguate misure di protezione durante il processo produttivo delle sostanze chimiche industriali spesso provocò tra le lavoratrici intossicazioni e gravi ustioni.
Tra l'11 e il 12 aprile 1945 le guardie delle SS abbandonarono il presidio di fronte all'avanzata delle forze britanniche. Ciononostante le deportate non ottennero la libertà: furono infatti prese in custodia dai contingenti del Volkssturm e trasferite mediante autocarri verso il campo di Bergen-Belsen, dove vennero infine liberate dalle truppe britanniche il 15 aprile 1945.
Note
Bibliografia
Voci correlate Campo di concentramento di Bergen-Belsen Lavoro forzato nei campi di concentramento nazisti
Collegamenti esterni
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