Il rivellino del Fosso, storicamente documentato con le denominazioni di Spontone del Fosso del Castello, Baluardo del Fosso, Bastione del Fosso e Bastione del Fosso del Castello, nonché noto come Santa Barbara, è un rivellino del XVI secolo appartenente alle mura di Crotone, situato presso il fossato che separava la città dal castello di Carlo V; la sua costruzione è documentata nel 1550, anno riportato anche da un graffito tuttora visibile alla base del manufatto.

L'opera aveva la funzione di rafforzare la cinta urbana e concorrere alla difesa del castello; nella documentazione istituzionale contemporanea è denominata Rivellino del Fosso e, insieme al rivellino Miranda, costituisce una delle due opere fortificate che fiancheggiano a tenaglia l'ingresso della fortezza; conservato nell'area della villa comunale, comprende alla base alcuni ambienti voltati interessati da interventi di recupero e valorizzazione, nel corso dei quali, nel 2015, venne individuato un ulteriore vano sotterraneo con murature in pietra.

Storia Costruzione e fortificazioni del fosso Il settore compreso fra la città e il castello era caratterizzato da un fossato che separava nettamente la fortezza dall'abitato, delimitato da un lato dalle strutture del castello e dall'altro dalle mura della città fortificata; nell'ambito del programma vicereale di ammodernamento delle fortificazioni, l'area fu interessata da una serie di interventi destinati ad adeguare la cinta all'impiego dell'artiglieria e alle nuove tecniche del fronte bastionato.

Già nel 1545 era stata data in appalto la costruzione del muro di cortina del fosso del castello e, nel corso dell'anno successivo, i lavori proseguirono con il riempimento dei contrafforti e l'esecuzione delle opere murarie; il rivellino vero e proprio è invece documentato con certezza nel 1550, quando una parte dei mastri e dei lavoratori della Regia Fabbrica risultava impegnata allo «spontone del fosso del castello», mentre nello stesso settore venivano trasportate consistenti quantità di pietra per il proseguimento delle opere; alla base della costruzione, verso l'attuale villa comunale, rimane inoltre leggibile il graffito «1550», ulteriore testimonianza della fase cinquecentesca del cantiere.

La posizione del manufatto rispondeva alla particolare conformazione del sistema difensivo: il fosso separava fisicamente la città dal castello, mentre il nuovo bastione contribuiva contemporaneamente alla protezione della fortezza e al rafforzamento delle mura urbane; verso il settore marittimo, la cinta proseguiva attraverso le mura delle Fontanelle, collegandosi alle fortificazioni poste in direzione del Petro Nigro.

Denominazioni storiche Nel corso dell'età moderna il manufatto fu indicato con diverse denominazioni legate principalmente alla sua posizione presso il fossato: nelle fonti cinquecentesche compare come spontone del fosso del castello, mentre tra il Seicento e il Settecento sono attestati i nomi di baluardo del Fosso e Santa Barbara; una pianta settecentesca lo identifica infatti come «Baluardo il Fosso detto S.ta Barbara», mentre nel 1795 il baluardo costituiva ancora un riferimento topografico per gli edifici affacciati sulle mura delle Fontanelle.

Nel piano della cinta redatto dal Genio Militare nel 1872 l'opera compare con la denominazione di Bastione del Fosso; la forma moderna Rivellino del Fosso è invece utilizzata nella documentazione comunale e regionale relativa agli interventi di recupero della cittadella fortificata, nella quale il manufatto è associato al rivellino Miranda come una delle due opere poste ai lati dell'accesso al castello.

Architettura Il rivellino è inserito nel sistema bastionato cinquecentesco delle mura di Crotone, realizzato secondo i principi della fortificazione alla moderna e organizzato attraverso bastioni, cortine e opere avanzate destinate alla difesa radente; occupa il margine del fossato del castello, che separava la fortezza dalla città ed era attraversato dal collegamento diretto all'ingresso del complesso militare.

La funzione del manufatto era strettamente legata alla sua collocazione, poiché proteggeva il settore del fossato e contemporaneamente rafforzava le mura cittadine; insieme al rivellino Miranda fiancheggia l'ingresso del castello secondo una disposizione descritta dalla documentazione comunale come «a tenaglia», mentre alla base della struttura sono conservati ambienti storici coperti da volte, alcuni dei quali sono stati recuperati nell'ambito degli interventi di riqualificazione della villa comunale.

Conservazione e valorizzazione Il rivellino del Fosso è compreso nel programma di recupero dei camminamenti, dei bastioni e dei rivellini della cittadella fortificata di Crotone; gli interventi hanno riguardato, tra l'altro, il percorso storico di collegamento con viale Regina Margherita, gli spazi esterni e gli ambienti situati ai piedi della fortificazione, recuperati per funzioni di accoglienza e servizio.

Il 2 dicembre 2015, durante la rimozione di una pavimentazione in cemento nei locali voltati alla base del rivellino, un cedimento del piano di calpestio mise in luce un'apertura tamponata attraverso la quale fu individuato un vano sotterraneo coperto da volta e caratterizzato da murature in pietra; poiché non era possibile procedere a un'indagine e a un restauro completi nell'ambito dei lavori già in corso, il progetto venne modificato d'intesa con gli organismi di tutela, evitando la realizzazione dei servizi igienici nell'area del rinvenimento e riposizionandoli nel locale voltato centrale.

Note

Bibliografia Francesca Martorano, L'architettura militare tra Quattrocento e Cinquecento, in Simonetta Valtieri (a cura di), Storia della Calabria nel Rinascimento, Roma, Gangemi, 2002, pp. 353-408, ISBN 8849203519. Bruno Mussari, Il cantiere della fortificazione di Crotone: fonti, architettura, protagonisti, eventi, in Alessandra Anselmi (a cura di), La Calabria del viceregno spagnolo: storia, arte, architettura ed urbanistica, Roma, Gangemi, 2009, pp. 758-779, ISBN 9788849217896. Andrea Pesavento, La costruzione delle fortificazioni di Crotone. Una cronaca del Cinquecento, Bassano del Grappa, Grafiche Basso, 1984.

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