Biografia Di ascendenza turca da parte di padre, che aveva 21 anni al momento della sua nascita, è cresciuto in una famiglia della confederazione tribale di Khamseh con quattro sorelle.
Ha vissuto e lavorato in nove Paesi diversi nei suoi primi due decenni di carriera. Dopo aver fatto da aiuto regista per Asghar Farhadi e altri cineasti iraniani, si trasferisce per la prima volta, ventiquattrenne, in Malaysia nel 2004, dove lavora nel campo degli effetti visivi e dirige il suo primo cortometraggio, Focal Point, con un budget di 90 ringgit (26 dollari americani). Grazie ad esso riceve nel 2010 una borsa di studio per frequentare una facoltà di cinema negli Stati Uniti, presso il Savannah College of Art and Design (SCAD). Sia la sua tesi allo SCAD, il cortometraggio Rain Dog, che Focal Point, saranno presentati a vari festival internazionali. Dopo alcuni altri cortometraggi, dirige un episodio del film a episodi taiwanese Taipei Factory (2013), pur lamentando di avere subito discriminazioni razziste durante le riprese a Taiwan Si dedica quindi a quello che sarà il suo lungometraggio d'esordio, Los versos del olvido (2017), girato in Cile con attori locali e finanziamenti europei anche se pensato originariamente in persiano; per anni, Khatami proverà a entrare nel programma per esordienti della sezione Cinéfondation del Festival di Cannes, al fine di trovarvi il sostegno necessario, fino a riuscirci. Dirigerà l'intero film pur senza parlare una parola di spagnolo. Durante il lungo sviluppo del film, durato quasi cinque anni, si mantiene insegnando regia e produzione cinematografica alla DePaul University di Chicago, una scuola privata. Alla sua uscita, Los versos del olvido vince vari premi, tra cui quello per la miglior sceneggiatura della sezione Orizzonti alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Khatami si trasferisce in Canada nel 2019, ottenendovi la residenza permanente nel 2021. Insegna cinema all'Università metropolitana di Toronto.
Nel 2022 avrebbe dovuto dirigere il suo film successivo in Iran, dopo 18 anni all'estero, ma all'ultimo momento, con attori e capitali già finalizzati, si vede negare l'autorizzazione dalla censura a causa della presenza di un atto di parricidio nella trama. Decide quindi di usare le ultime due settimane che gli restano da trascorrere a Teheran per girare clandestinamente, assieme al collega Ali Asgari (conosciuto nel 2017 alla Mostra del cinema di Venezia, dov'erano gli unici iraniani presenti), Kafka a Teheran, un film scaturito dalla loro frustrazione verso la censura e l'immobilismo burocratico del Ministero della cultura e dell'orientamento islamico. Girato in povertà di mezzi con un budget pari a dollari, fortuitamente durante le neonate proteste per la morte di Mahsa Amini, il film consiste in una decina d'inquadrature fisse di personaggi che parlano a un interlocutore fuori campo, esponendo problemi quotidiani legati all'oppressione da parte del governo, tra l'assurdo e il tragico. Il film concorre nella sezione cannense di Un Certain Regard, anch'esso senza autorizzazione ministeriale, e viene distribuito al cinema in decine di Paesi. Tornato in Iran, Asgari si vedrà confiscare il passaporto e proibire di girare film per otto mesi come ripicca.
Khatami decide quindi di trasformare il film sfumato a causa della censura, a cui aveva già dedicato sei anni, in una produzione turco-canadese girata in Turchia con attori del posto. Uscito nel 2025, Öldürdüğün şeyler (), vince diversi premi a livello internazionale, tra cui quello per la miglior regìa al Sundance Film Festival o per la sceneggiatura alla Festa del cinema di Roma e al Festival internazionale del cinema del Cairo. Nonostante fosse una co-produzione di minoranza, è stato eletto quale candidato del Canada all'Oscar al miglior film straniero del 2026, senza però rientrare tra i cinque finalisti. Khatami è stato molto soddisfatto della scelta, dichiarandosi "onorato" e di sentirsi per la prima volta a casa in un Paese da quando era un ragazzo.
Filmografia Regista e sceneggiatore Focal Point – cortometraggio (2010) (co-regia di Ali Sayfuri) Elephant in the Street – cortometraggio (2011) When the Curtain Falls – cortometraggio (2012) Rain Dog – cortometraggio (2013) Mr. Chang's New Address, episodio di Taipei Factory (2013) (co-regia di Chang Jung-chi) Los versos del olvido (2017) Kafka a Teheran (Āyehā-ye zamīnī) (2023) (co-regia di Ali Asgari) Öldürdüğün şeyler (2025)
Solo sceneggiatore Frost, regia di Šarūnas Bartas (2017) La bambina segreta (Tā fardā), regia di Ali Asgari (2022) Divine Comedy (Komedi-e elāhi), regia di Ali Asgari (2025)
Riconoscimenti (parziale) Festival di Cannes 2023 – In concorso (Un Certain Regard) con Kafka a Teheran Mostra internazionale d'arte cinematografica 2017 – Premio Orizzonti alla miglior sceneggiatura per Los versos del olvido 2017 – Premio FIPRESCI per Los versos del olvido 2017 – In concorso (Orizzonti) con Los versos del olvido Festival internazionale del cinema del Cairo 2025 – Miglior sceneggiatura per Öldürdüğün şeyler 2025 – Premio FIPRESCI per Öldürdüğün şeyler 2025 – In concorso (Piramide d'oro) con Öldürdüğün şeyler Festival internazionale del cinema di Chicago 2017 – In concorso (Gold Hugo) con Los versos del olvido Festival des 3 Continents 2017 – Premio del pubblico giovane per Los versos del olvido 2017 – In concorso (Mongolfiera d'oro) con Los versos del olvido Sundance Film Festival 2025 – Miglior regia (World Cinema Dramatic) per Öldürdüğün şeyler 2025 – In concorso (World Cinema Dramatic) con Öldürdüğün şeyler Festa del cinema di Roma 2025 – Miglior sceneggiatura (Progressive) per Öldürdüğün şeyler 2025 – In concorso (Progressive) con Öldürdüğün şeyler
Note
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Categoria:Registi cinematografici iraniani