La Coffee House di Villa Durazzo Bombrini, conosciuta nell'Ottocento anche come Caffè del Principe, era un padiglione da giardino in stile neoclassico situato a Cornigliano, quartiere di Genova. Costruita su progetto dell'architetto Emanuele Andrea Tagliafichi all'estremità orientale del parco di Villa Durazzo Bombrini, sorgeva presso la riva destra del torrente Polcevera, non lontano dalla foce. L'edificio, oggi scomparso, era destinato alla sosta e alla conversazione dei proprietari e degli ospiti della villa.
Storia La costruzione della Coffee House si inseriva nell'ampliamento settecentesco della proprietà dei Durazzo. La villa era stata edificata a partire dal 1752 per Giacomo Filippo II Durazzo, marchese di Gabiano, su progetto dell'architetto francese Pierre Paul De Cotte.
Intorno al 1768 Marcello Durazzo ampliò la tenuta verso ponente mediante l'acquisto di una proprietà degli Imperiale Lercari. Nel 1777 acquistò inoltre il podere dei Crosa, grazie al quale i terreni della villa raggiunsero il Polcevera. Il figlio Giacomo Filippo III Durazzo prolungò quindi verso levante uno dei viali del giardino e affidò a Tagliafichi la costruzione di una Coffee House sulla riva del torrente.
Le fonti indicano alternativamente il 1781 e il 1782 come anno di costruzione: la ricostruzione pubblicata dalla Pro Loco Cornigliano riporta il 1781, mentre il materiale divulgativo di Per Cornigliano indica il 1782.
L'incarico rientrava nei rapporti professionali intrattenuti da Tagliafichi con la famiglia Durazzo. Dopo un soggiorno a Parigi nel 1774, l'architetto era entrato in contatto con gli ambienti del classicismo francese e con le più aggiornate esperienze europee nel campo dei giardini all'inglese e delle architetture da giardino.
Descrizione La Coffee House era un piccolo edificio di delizia in stile neoclassico, concepito secondo la moda dei padiglioni diffusi nei giardini aristocratici europei durante il XVIII secolo. Non si trattava di un esercizio pubblico, ma di un ambiente riservato ai proprietari e ai loro ospiti, destinato alla conversazione e alla consumazione di bevande.
Il padiglione si trovava al termine di uno dei viali trasversali del parco e si affacciava sul Polcevera. Dalla costruzione lo sguardo poteva spaziare sulla foce del torrente, sulla costa compresa tra la Lanterna e il promontorio di Sant'Andrea e sulle spiagge che all'epoca caratterizzavano il paesaggio di Cornigliano.
Il prospetto pubblicato nel 1832 dall'architetto francese Martin-Pierre Gauthier mostra un edificio a pianta centrale, preceduto da una breve gradinata e caratterizzato da una facciata di gusto neoclassico. Il fronte principale era scandito da lesene e concluso da un frontone triangolare; ai lati dell'ingresso si aprivano due nicchie contenenti statue. La parte superiore era coronata da una cupola ribassata.
Nella tavola di Gauthier il padiglione è rappresentato inserito nel giardino, fra alberi, siepi e due tratti di recinzione a graticcio. Due pilastrini sormontati da vasi ornamentali delimitavano il percorso d'accesso alla gradinata.
La Coffee House costituiva uno degli elementi terminali del sistema paesaggistico della villa, formato da lunghi assi prospettici, viali alberati, statue, vasche e coltivazioni botaniche. Il disegno di Gauthier e alcuni schemi del giardino sono stati successivamente riprodotti negli studi dedicati alle ville e ai giardini genovesi.
Il Caffè del Principe Negli anni Sessanta del XIX secolo la villa ospitò il principe Oddone di Savoia. Nel 1865 il complesso venne acquistato dal re Vittorio Emanuele II come residenza per il figlio. Nella documentazione sabauda la Coffee House risulta ricordata con il nome di Caffè del Principe.
La denominazione testimonia la permanenza e l'importanza del padiglione all'interno della proprietà ancora nella seconda metà dell'Ottocento. Alla villa erano collegate anche le raccolte artistiche e scientifiche di Oddone di Savoia, successivamente confluite in diversi musei genovesi.
Scomparsa Nel 1856 la costruzione della ferrovia Genova-Voltri attraversò il parco, separando il palazzo dalla fascia costiera. La Coffee House, situata verso il Polcevera, sopravvisse a questo primo intervento, poiché è ancora ricordata nella documentazione relativa alla residenza sabauda.
Tra la fine del XIX e il XX secolo la proprietà venne progressivamente trasformata dall'espansione industriale. Dopo il passaggio ai Patrone e ai Bombrini, una parte dei terreni fu alienata per la costruzione delle Officine Savoia e successivamente incorporata negli stabilimenti dell'Ansaldo e dell'ILVA. L'area orientale dell'antico parco fu infine occupata da impianti industriali e da due grandi gasometri.
Non è conosciuta la data esatta della demolizione della Coffee House. L'edificio scomparve verosimilmente durante la progressiva trasformazione industriale dei terreni compresi tra la villa e il Polcevera.
Note
Bibliografia
Voci correlate Villa Durazzo Bombrini Emanuele Andrea Tagliafichi Martin-Pierre Gauthier Durazzo (famiglia) Oddone di Savoia Cornigliano Coffee house
Collegamenti esterni Les Plus Beaux Édifices De La Ville De Gênes Et De Ses Environs (P. 2) copia digitalizzata dal sito haab-digital.klassik-stiftung.de
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