Villa Spinola Serra al Ponte è una villa storica situata nel quartiere genovese di Cornigliano, all'inizio della salita di Coronata, oggi denominata salita Padre Umile. L'appellativo «al Ponte» deriva dalla sua posizione nei pressi dell'antico ponte di Cornigliano sul torrente Polcevera.

In alcune pubblicazioni precedenti l'edificio è stato indicato come Villa Pietra o Villa di Gio. Pietra, a causa di un'errata lettura dell'iscrizione presente nella planimetria di Matteo Vinzoni del 1757. La dicitura completa riportata sulla carta è invece riferita a «Gio. Pietro Serra», proprietario della villa, e non a una famiglia Pietra.

Storia

Le proprietà Spinola Le origini della proprietà risalgono almeno al XV secolo. Nel 1427 è documentata, poco sopra l'inizio della salita di Coronata e dalla parte del Polcevera, una terra appartenente a Quilico Spinola.

Nel 1514 Lodisio Cibo, figlio di Baldassarre, vendette la villa a Pietro Spinola, figlio di Ambrogio.

Nel 1567 la villa passò in dote a Maria Spinola, ultima erede di questo ramo familiare, in occasione del matrimonio con Pietro Spinola, figlio di Paolo, già proprietario di un'altra villa a Cornigliano, nei pressi della chiesa.

Nel testamento del 1607 Pietro Spinola destinò la villa appartenuta al padre al primogenito Stefano, mentre lasciò al figlio Giovanni Battista un altro complesso di beni, comprendente la villa situata presso il ponte. Fu Giovanni Battista Spinola a promuovere il radicale rinnovamento dell'edificio.

Il rifacimento di Bartolomeo Bianco Nel 1616 Giovanni Battista Spinola affidò all'architetto Bartolomeo Bianco il rifacimento e il restauro della villa. I disegni allegati al contratto permettono di identificare con certezza il palazzo commissionato a Bianco con l'edificio tuttora esistente presso il ponte di Cornigliano.

A metà del Seicento la villa apparteneva alla moglie di Giovanni Battista Spinola, Battina, e ai suoi tre figli Ambrogio, Francesco e Giuseppe Spinola, i quali erano entrati in possesso anche della villa grande presso la chiesa di Cornigliano appartenuta a Paolo Spinola e abitavano alternativamente l'una e l'altra dimora concedendo in affitto quella non utilizzata, fino a che nel 1673 vendettero quella maggiore.

Nel 1704 il proprietario del palazzo presso il ponte era Orazio Francesco Spinola. Alla sua morte, avvenuta nel 1712, la proprietà passò al genero Giovanni Stefano Carrega, che ne risulta titolare nel 1713.

Il passaggio ai Serra Entro il 1752 la villa era passata alla famiglia Serra. La proprietà è attestata sia dalla planimetria di Matteo Vinzoni del 1757 sia dalla Caratata del 1764, dove risulta intestata a Giovanni Pietro Serra.

Nel catasto del 1798 la villa, descritta come «palazzo composto di un pianterreno, e due piani superiori, casa da villeggio», apparteneva a Giacomo Serra, figlio del fu Giovanni Carlo.

La famiglia Serra mantenne la proprietà fino al 1869, quando l'edificio e i terreni furono acquistati dalla famiglia Rolla.

Trasformazioni contemporanee Tra il XIX e il XX secolo, con l'industrializzazione della zona del Polcevera, la villa perse la propria funzione di residenza di villeggiatura. L'edificio fu adibito a fabbrica di turaccioli e appartenne ai fratelli Alfredo e Francesco Rossi. Nel 1934 ai proprietari venne notificato il vincolo relativo al «palazzo patrizio secentesco con pitture interne» situato all'inizio della salita di Coronata.

Successivamente il complesso passò all'Oleificio Sbragi. L'utilizzo produttivo comportò profonde modificazioni, tra cui la sovrapposizione di un corpo industriale all'estremità orientale del prospetto principale.

All'inizio degli anni 2000 il palazzo venne suddiviso in appartamenti e la parte dell'edificio corrispondente all'asse di finestre più orientale fu demolita. Il restauro degli esterni non ha ripristinato integralmente le originarie caratteristiche architettoniche e decorative della villa.

Descrizione La villa sorge tra l'antica salita di Coronata e la strada di Campi, in posizione sopraelevata rispetto al fondovalle del Polcevera. Storicamente confinava a sud con la strada e con le case del borgo di Cornigliano.

L'edificio presenta un volume parallelepipedo disposto ortogonalmente rispetto al pendio. La facciata principale, rivolta a sud-ovest verso il Polcevera, era originariamente articolata su cinque assi di finestre e comprendeva il pianterreno, il piano nobile con ammezzato e il mezzanino sottotetto. Il palazzo era preceduto da un ampio parterre con aiuole e alberature, collegato al piano terreno mediante due rampe simmetriche.

Tra gli elementi architettonici di maggior pregio figurano i balconi in marmo con balaustrini, disposti alternativamente in aggetto e a filo delle finestre del piano nobile, e il portale centinato in marmo, sovrastato da una nicchia contenente una statua della Madonna. L'edificio è concluso da un alto tetto di ardesia a padiglione.

Le antiche aree agricole di pertinenza, che dalla villa scendevano verso il Polcevera ed erano rappresentate nella carta vinzoniana come terreni agricoli e ortivi, furono progressivamente occupate dagli insediamenti industriali.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Cornigliano Ville di Genova Spinola Serra (famiglia) Bartolomeo Bianco

Spinola Serra Categoria:Cornigliano