La motozappatrice (rototiller) o motozappa è un mezzo agricolo semovente a motore con guida a manubrio che avanza, tramite la rotazione delle zappe (fresa), rompendo, sminuzzando e rimescolando il terreno. In uso principalmente negli orti, piccoli giardini e piccoli appezzamenti di terra.
Storia A partire dal secondo dopoguerra, la motozappa ha avuto un ruolo fondamentale nella meccanizzazione dell’agricoltura italiana, particolarmente nelle piccole aziende agricole e negli orti familiari. Grazie anche alla semplicità costruttiva dei motori a due tempi, molto utilizzati fino alla fine degli anni 80 e al conseguente costo contenuto, la motozappa concorse a diffondere l’uso delle macchine agricole anche tra gli agricoltori con limitate risorse economiche, contribuendo indirettamente al successo della riforma agraria italiana del dopoguerra. La redistribuzione dei terreni portò, infatti, alla nascita di numerose piccole aziende agricole che, non potendo acquistare macchine complesse e costose quali i trattori, necessitavano di macchine leggere, economiche e adatte a operare su superfici ridotte, lavorare terreni sodi o incolti, spesso anche in notevole pendenza. In questo modo fu favorito l’aumento della produttività delle piccole aziende con parallela riduzione del lavoro manuale.
Descrizione
La motozappa è una macchina agricola a motore, la cui guida avviene a mezzo delle stegole (manubrio) normalmente regolabili in altezza e posizionamento dritto/laterale, su cui sono alloggiati i comandi della macchina.
Detti comandi sono principalmente:
acceleratore; leva per innesto marcia; interruttore di spegnimento motore. La trazione di una motozappa dipende direttamente dalle lame rotanti (fresa) che, grazie al loro movimento rotatorio, permettono l’avanzamento della motozappa stessa nella terra. Fondamentalmente non monta altre attrezzature, a differenza del motocoltivatore, se non la fresa o i rulli a gabbia sempre direttamente ancorati sui semiassi e di conseguenza può eseguire una sola lavorazione del terreno. E’ progettata, infatti, con il compito quasi esclusivo di fresare il terreno. Non essendo, salvo rare eccezioni, dotata di presa di forza non è accessoriata come un motocoltivatore. Il manubrio, pur regolabile in altezza e lateralmente non permette una propria rotazione a 180 gradi necessaria al funzionameno dei vari accessori, con posizionamento a volte anteriore altre volte posteriore, rispetto all'operatore.
Tipologie
La motozappa (in inglese tiller o rototiller) è tipicamente alimentata con: +motorizzazionerange di potenza motore tensione di alimentazionetipo di trasmissione e numero di marcesuperficie lavorabile notebatteria200 - 1500 watt18-20-36-40-48-56-80 VoltMarcia unica
presa diretta (sistema a frizione) cinghia e vite senza fineper piccoli orti ed aiuole Caratteristiche:
silenziosità in fase di lavoro; assenza di emissioni; semplicità di avviamento; manutenzione ridotta; peso contenutoelettrica700-1500 Watt220 VoltMarcia unica
presa diretta cinghia e vite senza fineper piccoli orti ed aiuoleCaratteristiche:
silenziosità in fase di lavoro; assenza di emissioni; semplicità di avviamento; manutenzione ridotta; peso contenuto
Incide la presenza del cavo elettrico di alimentazione motore motozappa che limita il grado di libertà dei movimenti.motori 2T3-8 CV --- fino a 4 CV marcia unica e presa diretta; da 4 a 5,5 CV 2 marce senza retromarcia (eccezione era il Goldoni Jolly 2T); da 6 agli 8 CV 3M + 1R in relazione alla potenza, fino ai 3000 mq/giornoMotori molto utilizzati in passato per la loro semplicità costruttiva e conseguenti costi di acquisto inferiori che hanno motorizzato le motozappe con potenze fino ad 8 CV (BCS, Ferrari, Pasquali, Goldoni, Brumi, Zanetti, etc, motorizzate con motori Lombardini, Sachs, Minarelli, Zanetti, ILO ed altri). Le loro produzioni sono generalmente terminate intorno alla fine degli anni 80. Attualmente i motori agricoli a 2 tempi sono perlopiù cinesi, con potenze fino a 3 CV. benzina3-9 CV --- Fascia MICRO - fino a 3 CV - marcia unica. Esempi:
Honda FG20 STIHL MH 445 Zanetti ZN 40 tutte le cinesi 99-139cc 3-4 CV (T-Mech, Fuxtec, Geotech GT 55) - 1 avanti o 2 con cinghia (1+1)
Fascia HOBBY - 3,5÷5 CV - 1 o 2 marce. Esempi:
Stihl MH 560, 1M + 1R; Zanetti ZEN 50.10 FA, marcia unica; Husqvarna TF 120, marcia unica;
Fascia semi-professionale 5,5÷6,5 CV - 2M+1R con retromarcia (standard). Questa è la più venduta, quasi tutte (90% c.a.) hanno 2M + 1R a ingranaggi in bagno d'olio.
Esempi: Zanetti ZBT 70.21 SB 2M+1R Benassi BL350 C 2M + 1R Bertolini 215s Emak K800, 2M + 1R Stihl MH 600 2M+1R
Fascia professionale 7÷9 CV - 2+1R o 3+1. Esempi:
Benassi G270 F, 3M + 1R Stihl MH 700, 2M + 1R Agri 102, 3M + 1R Barbieri B/115, 3M +1Rin relazione alla potenza, dai 50 mq fino ai 3000 mq/giorno (con le macchine più potenti) I motori più comuni delle motozappe del passato relativamente agli 8-9 CV erano:
Condor Guidetti A320 Lombardini intermotor IM 350; Lombardini LA 400/LGA 340; ACME Motori ALN 330/340; Aspera/Tecumseh VSA 400. Le cilindrate erano nel range 320-400 centimetri cubi.Le 7-9 CV di attuale utilizzo sono motorizzate con motori: Honda GX270; Loncin 270F; Briggs & Stratton 950/1150; Kohler/Lombardini CH270.
Le cilindrate sono diminuite, a parità di potenza, rispetto al passato. Le marce sono, di norma, parte di un cambio meccanico a bagno d'olio con configurazione: 2M+1R o piu comunemente 3M+1R M= marcia avanti R=retromarcia. gasolio6-11 CV ---Esempi sono:
Barbieri B/100NT KD, 3M +1R Lampacrescia MGM DL914, 3M +1R Diesse DS84, 3M +1R Husqvarna TF544, 2M +1R1000÷3000 mq/giornoMotori diesel del passato installati sulle motozappe:
Condor guidetti Lombardini ACME Ruggerini Sachs Motori diesel montati sulle attuali motozappe:
Kohler KD350, Yanmar L70V6
Le marce sono, di norma, parte di un cambio meccanico a bagno d'olio con configurazione: 2M+1R o piu comunemente 3M+1R
M= marcia avanti - R=retromarcia. Modalità di utilizzo
La motozappa (rototiller) viene usata per rompere, sminuzzare e rimescolare la terra ed è utilizzata negli orti, giardini ed appezzamenti di terreno non molto estesi ed ha la caratteristica di lavorare la terra in profondità. Garantisce, nelle macchine professionali, una buona produttività. Per evitare che la macchina si muova troppo velocemente, uno sperone regolabile è fissato appena dietro le lame della fresa in modo che, tramite l'attrito con il terreno, faccia da freno, rallentando la macchina e permettendole di polverizzare meglio il terreno. La profondità di lavoro è elevata (fino ad max di circa 20 cm), che si ottiene e controlla, appunto, con la velocità di avanzamento della motozappa. In relazione all’aumento della profondità di fresatura, il terreno si presenta di conseguenza più rustico e con zolle più grandi. La motozappa ha la caratteristica di poter lavorare anche su terreni molto sodi e poco curati, addirittura incolti.
La motozappa a motore richiede forza fisica per essere guidata e controllata nella profondità di affondamento nel terreno, ma è molto agile negli spazi stretti e sui pendii. Le frese sono registrabili e possono estendersi, nelle macchine più potenti, fino ad una larghezza massima di 100÷110 cm. Per la sua caratteristica di scassare il terreno garantisce un accurato livello di fresatura.
Può anche essere equipaggiata con ruote per usi addizionali senza mai però raggiungere le combinazioni di lavoro del motocoltivatore.
Riepilogando la motozappa può essere utilizzata nelle seguenti modalità:
aratura con fresa per scasso e preparazione del terreno in profondità; aratura con rulli in caso di erba alta; scavapatate; traino di un aratro a mezzo montaggio di ruote trattrici o ruote a gabbie; traino di rimorchio, a mezzo di ruote trattrici, per uso nei terreni o su strade di campagna; altri utilizzi se presente (raramente) la presa di forza. Sulle motozappe, anche le più potenti da 11 CV, non è mai presente l'inversoreL'inversore su una macchina agricola è il dispositivo che permette il cambio di direzione, da avanti dietro e viceversa, bypassando il cambio delle marce, permettendo in questo modo una gestione più rapida ed immediata della macchina durante le lavorazioni. Significa anche che il numero delle marce resta lo stesso per entrambe le direzioni. che è invece presente sui moderni coltivatori oltre che sui trattori.
Sicurezza operatore I rototiller di piccola potenza sono a marcia unica in avanti e data la loro leggerezza (20÷40 kg) possono cambiare direzione nella terra sotto la spinta diretta dell'operatore. Di conseguenza non essendoci possibilità di retromarcia non si possono creare situazioni di pericolo per l'operatore per inciampo nell'indietreggiamento. Il problema è fondamentalmente esistito in passato con le motozappe aventi la retromarcia. Infatti gravi incidenti sono accaduti, particolarmente nel periodo 1950-1970, per perdita di equilibrio od inciampo dell'operatore in fase di indietreggiamento, con la motozappa finita poi sul corpo dello stesso. Per impedire questo, tutte le macchine attuali (sia motozappe a motore, che motocoltivatori) richiedono l'azionamento (comando ad azione mantenuta) costante della leva di avanzamento posta di norma sulla stegola lato sinistro, la quale appena rilasciata per qualsiasi motivo (a maggior ragione per caduta accidentale dell'operatore) blocca la macchina e quindi la rotazione delle fresa (sistema a uomo presente). Si evidenzia anche che, di norma, lo sblocco della leva di avanzamento si rende a sua volta possibile col disimpegno di un congegno di blocco che ne impedisce l'azionamento involontario con conseguente messa in rotazione della fresa.
Il cambio radicale dell'approcio dei costruttori delle macchine, comprese le macchine agricole, si è avuto con l'introduzione della normativa europea della Direttiva Macchine 2006/42/CE il cui scopo è sostanzialmente:
garantire che tutte le macchine immesse sul mercato europeo siano progettate, costruite e documentate in modo da essere intrinsecamente sicure, attraverso requisiti essenziali comuni, responsabilità diretta del fabbricante e sorveglianza coordinata del mercato.
Per le motozappe destinate a lavoro maggiormente prolungato o per uso professionale, al fine di ridurre la fatica dell'operatore dovuta principalmente alle vibrazioni e sbalzi della macchina, nelle stegole è presente un sistema antivibrante realizzato a mezzo inserimento di silentblock fra stegole e telaio, in alcuni casi anche con l'inserimento di molla e 2 silent block, (sistema a tre punti installati su macchine professionali tipo Grillo, Ferrari, BCS).La norma UNI EN 709, recepita in Italia dall'Ente Italiano di Normazione, specifica nel dettaglio come i costruttori devono prevenire e misurare i rischi da vibrazione per salvaguardare le braccia e le mani di chi conduce la macchina a piedi.
Ad ogni caso l'attenzione richiesta, durante le lavorazioni, deve essere sempre massima, in quanto durante le lavorazioni possono verificarsi impigliamenti delle lame della fresa con oggetti sotterranei non visibili quali radici di alberi o, specialmente in attività per conto terzi, elementi/rifiuti sotterrati che possono causare bruschi e violenti cambi di direzione della macchina con possibili ripercussioni sul corpo dell'operatore.
Differenza con motocoltivatore
La differenza principale fra motocoltivatore (rotavator) e motozappa risiede nella presenza, sul motocoltivatore, di due ruote motrici che ne assicurano la trazione autonoma, oltre alla presa di forza (PTO - Power Take Off) e cioè l'albero scanalato in uscita dal cambio che assicura, a sua volta, la polifunzionalità.
Le caratteristiche del motocoltivatore sono quindi relative a:
trazione affidata, appunto, alle ruote gommate con la potenza del motore che viene quindi divisa tra l'avanzamento delle ruote e la rotazione della fresa posteriore;