Biografia Nato a Sebenico da una famiglia ortodossa, il fratello Gerasim fu vescovo, dopo aver completato l'istruzione elementare fu tra i primi dalmati a compiere i propri studi superiori al ginnasio di Karlovci, gestito dalla metropolia ortodossa omonima. Compie gli studi universitari tra Graz, Vienna e Padova, dove ottiene il proprio dottorato in giurisprudenza.
Durante il periodo austriaco si avvicina al pensiero politico autonomista slavo, prendendo parte a un gruppo studentesco che simulava un governo popolare: guidato da Mojsije Blatić, vi presero parte anche Anton Martin Slomšek, Dimitrije Demeter e soprattutto Ljudevit Gaj, dal quale Petranović conobbe gli sforzi di standardizzazione linguistica per il serbo-croato.
Tornato a Sebenico, trova lavoro come giudice a Spalato e come segretario dell'eparchia ortodossa locale: dal 1936 al 1941 fu autore del Srbsko-dalmatinski magazin, primo testo in lingua slava pubblicato a Zara, nel quale sosteneva l'unità culturale di serbi e croati, ricevendo persino un premio dalla Matica srpska per una sua trattazione della Battaglia della Piana dei Merli. Assunse come editore del giornale il prelato ortodosso raguseo Georgije Nikolajević, con il quale promovette la norma grafica di Gaj e di Karadžić. Nello stesso periodo ebbe una corrispondenza epistolare con Pacifico Valussi, Orsato Pozza, Francesco Dall'Ongaro, Niccolò Tommaseo, Ivan August Kaznačić e Stipan Ivičević.
Nel 1848, periodo di rivolte e tumulti, venne eletto al Parlamento austriaco, facendosi promotore dell'uso della lingua vernacolare nell'amministrazione, associandosi l'anno successivo a Karadžić e Demeter per produrre un'adeguata terminologia legale serbo-croata e traducendo poi il codice civile austriaco nella lingua: fu anche autore di un manuale per avvocati. Propose anche, durante il suo mandato, di trasformare la Dalmazia in un centro di commerci tra Mediterraneo e Balcani, costruendo una ferrovia capace di collegarla direttamente a Sarajevo, Mostar e Belgrado.
Nel 1862, ispirato dalla Matica srpska, fondò la Matica dalmatinska, che presiedette sino alla sua morte, avvenuta il 12 settembre 1874 a Venezia: venne poi seppellito nella città natale. In vita fu membro dell'Accademia Jugoslava di Scienze e Arti e della Società degli Eruditi Serbi e ricevette un'onorificenza dall'Impero russo per il suo contributo al pensiero panslavo.
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