Banca Tiberina fu un istituto di credito italiano con sede a Torino, fondato nel 1877. Avendo legato gran parte della propria attività allo sviluppo immobiliare, l'istituto crollò durante la grave crisi bancaria italiana dei primi anni Novanta dell'Ottocento e fu posto in liquidazione nel 1895.

Storia Negli anni Sessanta dell'Ottocento, il banchiere svizzero Ulrich Geisser e il finanziere senese di origine ebraica Giacomo Servadio, deputato e presidente della Società Generale di Credito Immobiliare e Costruzioni , creano una rete di società incentrata sulla Banca Italo-Germanica, da loro fondata nel 1871 e che diventa la holding del gruppo.

La Banca Tiberina viene fondata da Geisser il 17 maggio 1877 e rileva le attività della Banca Italo-Germanica, nel frattempo entrata in difficoltà finanziarie dopo la morte di Servadio nel 1875. Ben presto la banca si impegna in ambiziosi progetti di sviluppo urbanistico, in particolare a Torino, Napoli e soprattutto Roma, dove in quel periodo è stata trasferita la Capitale .

Diventa uno degli istituti maggiormente coinvolti nella compravendita speculativa di terreni edificabili e subisce un tentativo di scalata da parte del Banco di Sconto e Sete in seguito alla quale viene nominato presidente Biagio Caranti, deputato e magistrato, uomo di fiducia di Geisser.

Nel periodo 1882-1884 grazie al nuovo presidente la Tiberina vede salire alle stelle il valore dei terreni ai Prati di Castello, dove il piano regolatore del 1883 posiziona il nuovo palazzo di giustizia di Roma (la cui area è venduta alla Marotti & Frontini) e le caserme lungo l'attuale viale delle Milizie. Altro grande affare, condotto col Banco di Napoli, è l'acquisto del terreno sulla collina napoletana del Vomero, dove si costruisce un nuovo quartiere basato sulle teorie urbanistiche del Barone Haussmann, già seguite a Roma per l'Esquilino e per il costruendo quartiere industriale di Testaccio. Con il quartiere sono previste anche le prime due funicolari di Montesanto e di Chiaia, attivate rispettivamente nel 1889 e 1891, costruite attraverso la Società Ferrovie del Vomero, controllata dalla sede centrale con la partecipazione di capitali napoletani .

Nel 1884 l'istituto acquista lo storico Palazzo Strozzi alle Stimmate, situato sul lato settentrionale di Largo di Torre Argentina, e nel 1886, a seguito di un'ampia ristrutturazione, ne fa la propria sede romana. A Torino invece la sede legale è istituita presso un palazzo in via Alfieri fatto costruire nel 1888 nel nascente quartiere bancario .

Travolta dalla crisi del settore immobiliare del 1889 e dallo scandalo della Banca Romana del 1893, che coinvolge varie altre aziende di credito , ottiene dalla Banca Nazionale del Regno d'Italia una linea di credito di 10 milioni di lire, garantita da beni immobili, ma ciò non basta a garantirne la sopravvivenza. Geisser è costretto a dimettersi dalla carica di presidente della Banca Tiberina e muore nel 1891, lasciano la guida dell'istituto al figlio omonimo che però nuore nel 1894 . Alla fine, la banca non riesce ad evitare la liquidazione nel 1895 e dichiara fallimento due anni più tardi, nel 1897.

Note

Bibliografia Stefano Palermo, La Banca Tiberina. Finanza ed edilizia tra Roma, Napoli e Torino 1869-1895, Editoriale Scientifica, Napoli 2006