The Debt Collector è un film del 1999 diretto e sceneggiato dal drammaturgo Anthony Neilson, al suo primo e unico lungometraggio.
Trama Edimburgo. Arrestato nel 1979 a causa dello sporco lavoro di recupero crediti per conto di strozzini, il temibile "Nicky" Dryden ha voltato pagina: nel 1997 è infatti uno scultore di rilievo, sposato con la giornalista Val, che ha appena inaugurato la sua prima mostra. Il lieto evento è interrotto dall'ispettore Gary Keltie, l'uomo che aveva arrestato Nicky anni prima, disgustato dalla sua ritrovata spettabilità e convinto che abbia ancora da saldare il suo debito con la società, ricordando agli astanti come abbia accoltellato donne inermi pur di riscuotere le somme, mentre ora tiene seguitissime conferenze sul suo passato di criminale. Keltie viene allontanato e sospeso dal servizio attivo.
Più tardi, incuriosita da un passaggio a lei oscuro nella sfuriata di Keltie, Val domanda al marito in cosa consisteva la policy di cui parlava l'ispettore: Nicky le confessa quindi che ai tempi era solito intimidire i debitori che non temevano per la propria vita storpiandone i loro cari. Val ne è turbata. Frattanto, Flipper, giovane criminale in erba, è ossessionato dall'emulare il Nicky d'una volta e cerca così di avvicinarlo, venendo respinto: Nicky si è lasciato la violenza alle spalle e ha già un giovane a cui far da padre putativo, il figliastro Scott. Il comportamento scriteriato di Flipper culmina nell'omicidio d'una guardia giurata.
Convinto di costringerlo così a mostrare il suo "vero volto", Keltie continua a tormentare Nicky, il quale, esaurita la pazienza, lo picchia di fronte a tutti dopo che l'ispettore rovina il matrimonio della sorella di Val. Qualche giorno dopo, Scott viene trovato morto. Keltie arriva persino a presentarsi al suo funerale, nonostante il suo collega Colquhoun cerchi di dissuaderlo, in quanto potenziale sospettato. Anche Nicky ha dei sospetti e contatta il suo vecchio complice Macrieff affinché impartisca una lezione a Keltie. Macrieff assolda proprio Flipper, che, memore della policy, si rifà invece sull'anziana madre dell'ispettore. Raggiunto Nicky, Flipper si vanta del'impresa sperando nella sua approvazione, ma egli va su tutte le furie e lo prende a calci fino a causargli lesioni interne irreparabili. Quando si accorge del danno e cerca di soccorrerlo, è ormai troppo tardi e Flipper si accascia a terra, morente. Spaventato, Nicky ne nasconde il cadavere tra la spazzatura.
In cerca di un alibi, Nicky presenzia al tattoo militare della città nella tribuna VIP. Intanto, Keltie irrompe in casa di quest'ultimo per vendicarsi e violenta Val. Nicky, paranoico per l'omicidio di Flipper, lascia il tattoo per telefonare a casa, ma viene sorpreso da Keltie e accoltellato sulle scalinate del castello di Edimburgo. Keltie gli rinfaccia le sue malefatte e di aver "abbandonato la sua classe", rivelandogli anche di aver violentato Val. I due si affrontano a coltellate, sulle note di Scotland the Brave provenienti dal tattoo, e Nicky ha la meglio.
Assolto dall'omicidio di Keltie per legittima difesa, Nicky resta zoppo a causa delle ferite riportate e il suo matrimonio con Val non si riprende più, così come la sua stella d'artista. Mentre aspetta che siano firmate le ultime formalità alla stazione di polizia, nota una foto segnaletica di Flipper, ancora disperso. Viene riscosso da un poliziotto che gli chiede di autografargli le sue memorie. Colquhoun accompagna la madre di Keltie in una casa di riposo.
Produzione
Il personaggio di Nicky Dryden è ispirato alla figura di Jimmy Boyle, la cui vita ha seguito una traettoria simile.
Seppur ambientato a Edimburgo, il film è stato girato per la maggior parte a Glasgow.
Distribuzione È stato distribuito nelle sale cinematografiche britanniche dalla Film4 Productions a partire dal 25 giugno 1999.
Accoglienza Il film è stato soggetto a numerosi attacchi in Scozia riguardo la presunta romanticizzazione presente della violenza e della figura del criminale, da parte di opinionisti o di personalità come Hugh Collins, un assassino diventato poi scrittore. Boyle stesso ha dichiarato di «non aver gradito» di essere «stato messo nella posizione di censore» dal film.
Note
Collegamenti esterni
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