La Centrale per il teleriscaldamento Fiumara è una centrale di cogenerazione e teleriscaldamento situata a Sampierdarena, nel ponente di Genova, progettata da Gregotti Associati per Ansaldo a partire dalla seconda metà degli anni ottanta e completata nei primi anni novanta.

L'edificio è formato da un basso basamento in calcestruzzo sul quale si innalza un volume piramidale destinato ad accogliere i principali apparati tecnologici. Nella configurazione originaria la piramide era rivestita da pannelli metallici di colore giallo acceso, che ne accentuavano l'autonomia rispetto alla parte basamentale. Concepita anche come prototipo di un impianto adattabile a differenti contesti urbani, la centrale costituisce uno dei progetti nei quali Gregotti Associati affrontò direttamente il rapporto fra architettura e infrastruttura tecnica.Giovanna Franco, Stefano Francesco Musso, Architetture in Liguria dopo il 1945, Genova, De Ferrari, 2016, p. 197, ISBN 978-88-6405-798-9.

L'opera è stata successivamente inclusa nelle ricognizioni istituzionali dedicate all'architettura contemporanea ligure e nel Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi del Ministero della cultura.

Storia e progetto

La centrale nacque nel quadro dello sviluppo di un sistema di cogenerazione e teleriscaldamento destinato alla parte occidentale di Genova. L'intervento si inseriva nel paesaggio industriale di Sampierdarena, profondamente trasformato nel corso del Novecento dalla progressiva occupazione del fronte marittimo e dalla costruzione di impianti e infrastrutture.

Il Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi colloca tra il 1985 e il 1993 l'intero arco progettuale e realizzativo dell'opera. La documentazione conservata nell'archivio di Gregotti Associati testimonia lo sviluppo del progetto nel 1988, mentre successive ricognizioni dell'attività dello studio riportano anche la cronologia 1988-1990. La centrale entrò in esercizio nel 1991.Guido Morpurgo, Gregotti Associati 1953-2003, Milano, Skira-Rizzoli, 2004, p. 168, ISBN 978-88-7423-123-2.

Il progetto è attribuito a Gregotti Associati, indicato nella scheda ministeriale come Associati International Gregotti. Oltre a Vittorio Gregotti, alla progettazione collaborarono L. Lotti, F. Montrasi, L. Murialdo, S. Parodi, G. Porta e M. Reginaldi.

La committenza richiedeva un impianto di dimensioni relativamente contenute che potesse costituire anche un modello riproducibile in altre situazioni urbane. Da questa condizione derivò uno dei temi principali del progetto: distinguere gli elementi necessariamente legati al luogo da quelli che potevano invece assumere una configurazione più autonoma e replicabile.Vittorio Gregotti, Centrale per teleriscaldamento a Sanpierdarena, Genova, in «Domus», n. 745, 1993, pp. 1-3.

Architettura

Gregotti Associati organizzò l'edificio attraverso la sovrapposizione di due parti nettamente riconoscibili.

La prima è un basamento parallelepipedo in calcestruzzo, destinato alle funzioni di servizio e agli apparati collocati ai livelli inferiori. È la componente maggiormente legata alla conformazione del sito e destinata, nell'ipotesi di ripetizione del prototipo, a modificarsi in rapporto alle diverse condizioni urbane.

Sopra il basamento si sviluppa il grande volume piramidale, che contiene le apparecchiature di maggiore ingombro. La sua configurazione deriva in parte dalla disposizione e dal compattamento degli apparati tecnici, ma non ne costituisce una semplice rappresentazione esterna. La macchina viene ricondotta entro una figura geometrica unitaria che attribuisce all'impianto una propria presenza architettonica.

Questa distinzione traduce nel progetto il rapporto tra necessità tecnica e costruzione della forma. La parte inferiore stabilisce il rapporto con il luogo; quella superiore tende invece a rendersi indipendente da esso. Nel progetto convivono così una componente specificamente radicata nel sito e un elemento concepito come potenzialmente ripetibile.

Il corpo piramidale era racchiuso da un involucro metallico che le pubblicazioni contemporanee definirono una «carrozzeria» della macchina. Il rivestimento riuniva entro una superficie continua apparati differenti e trasformava il complesso tecnologico in un volume leggibile unitariamente dall'esterno.Centrale di teleriscaldamento a Sampierdarena di Gregotti Associati, in «Casabella», n. 600, 1993, pp. 60-61.

Nella configurazione originaria i pannelli metallici erano dipinti di giallo acceso. Il colore aumentava la riconoscibilità della piramide e accentuava il contrasto con il basamento sottostante, partecipando quindi alla distinzione fra le due parti dell'edificio.

L'organizzazione interna segue la disposizione degli impianti, con le apparecchiature distribuite su più livelli e raggruppate secondo le differenti funzioni. La pianta è articolata in tre zone principali, destinate rispettivamente ai trasformatori elettrici, alle pompe idrauliche e alle macchine dell'impianto, mentre ai livelli superiori trovano posto gli ambienti di controllo e di servizio. La struttura combina elementi in calcestruzzo armato e acciaio e l'involucro associa superfici in calcestruzzo e pannelli metallici verniciati.

Trasformazioni e rinnovo dell'impianto

La prima trasformazione rilevante dell'immagine architettonica della centrale riguarda il colore del volume piramidale.

Il giallo documentato dalle pubblicazioni del 1993 è stato successivamente sostituito da una tonalità grigio chiaro. Il cambiamento avvenne tra il 1993, quando le pubblicazioni coeve documentavano ancora il giallo originario, e il 2013, quando nelle fotografie di Luca Pedrazzi conservate nella scheda del Censimento il volume superiore appare già grigio chiaro.

Nel 2024 Iren Energia, società del gruppo Iren, presentò un progetto di rinnovo, efficientamento energetico e miglioramento ambientale della centrale. L'intervento prendeva le mosse dall'invecchiamento dell'impianto originario e dal suo sovradimensionamento rispetto alla domanda termica effettiva; la documentazione progettuale segnalava inoltre la necessità di interventi straordinari su alcune delle principali apparecchiature.

Il programma non riguardava soltanto la sostituzione e la riorganizzazione delle apparecchiature, ma prevedeva anche modifiche della configurazione esterna della centrale, documentate negli elaborati progettuali depositati presso il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

La procedura di valutazione preliminare fu avviata il 1º febbraio 2024 e si concluse il 2 maggio dello stesso anno, quando il progetto venne giudicato non bisognoso di ulteriori valutazioni ambientali.

Nel 2025 la Città metropolitana di Genova autorizzò la dismissione di parte dell'impianto esistente, le opere di ammodernamento e la gestione del nuovo impianto. Una successiva integrazione dell'autorizzazione comprese anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura dell'edificio della centrale.

Nel 2026 la centrale risultava ancora operativa.

Fortuna critica

La centrale entrò nella pubblicistica architettonica già negli anni immediatamente successivi alla sua realizzazione.

Nel 1993 Casabella pubblicò il progetto soffermandosi in particolare sulla distinzione fra il basamento in calcestruzzo e la «carrozzeria» metallica colorata del volume piramidale. Nello stesso anno Domus ospitò un contributo di Vittorio Gregotti dedicato all'opera, nel quale venivano illustrate la relazione tra la forma dell'edificio e le apparecchiature contenute e l'idea di un impianto tecnico capace di assumere una configurazione architettonica riconoscibile senza trasformarsi in una rappresentazione letterale della macchina. Nel 1994 la centrale fu pubblicata anche dalla rivista Modulo.Come prodotto l'elettricità. Centrale Enel a Genova, in «Modulo», n. 203, 1994, pp. 676-679.

Negli anni successivi l'opera entrò nelle ricognizioni dedicate all'architettura moderna e contemporanea di Genova. Nel 2004 fu inclusa sia nella Genova: guida di architettura moderna di Gianluca Cristoforetti, Hilda Ghiara e Sergio Torre, sia in Genova 900. L'architettura del Movimento moderno di Mauro Moriconi e Francesco Rosadini. Nello stesso anno compare inoltre nella monografia di Guido Morpurgo dedicata a cinquant'anni di attività di Gregotti Associati.Gianluca Cristoforetti, Hilda Ghiara, Sergio Torre, Genova: guida di architettura moderna, Firenze, Alinea, 2004, p. 184, ISBN 88-8125-831-5.Mauro Moriconi, Francesco Rosadini, Genova 900. L'architettura del Movimento moderno, Torino, Testo & Immagine, 2004, p. 25, ISBN 978-88-8382-126-4.

Nel volume Architetture in Liguria dopo il 1945, pubblicato nel 2016 da Giovanna Franco e Stefano Francesco Musso come esito di una ricerca istituzionale sull'architettura ligure del secondo dopoguerra, la centrale è inserita nella più ampia ricognizione dell'architettura regionale. La sua configurazione viene ricondotta al carattere prototipale dell'impianto, alla ricerca di compattezza e al rapporto fra organizzazione degli apparati tecnologici e definizione del volume piramidale.

L'opera è inoltre compresa nel Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi promosso dal Ministero della cultura. Alla consultazione del 28 agosto 2026, il repertorio comprendeva 5.167 opere, delle quali 166 risultavano associate a tutti e sette i criteri considerati dal Censimento.

La Centrale Fiumara è classificata nella tipologia «Impianti idrici, elettrici o idroelettrici». Alla medesima tipologia appartenevano complessivamente 43 opere del repertorio; applicando contemporaneamente il filtro relativo alla tipologia e quello dei sette criteri, risultavano solo due opere, tra le quali la centrale genovese.

Note

Bibliografia

Paolo Colao, Giovanni Vragnaz (a cura di), Gregotti Associati 1973-1988, Milano, Electa, 1990, ISBN 978-88-435-3090-8. Centrale di teleriscaldamento a Sampierdarena di Gregotti Associati, in «Casabella», n. 600, 1993, pp. 60-61. Vittorio Gregotti, Centrale per teleriscaldamento a Sanpierdarena, Genova, in «Domus», n. 745, 1993, pp. 1-3. Come prodotto l'elettricità. Centrale Enel a Genova, in «Modulo», n. 203, 1994, pp. 676-679. Gianluca Cristoforetti, Hilda Ghiara, Sergio Torre, Genova: guida di architettura moderna, Firenze, Alinea, 2004, p. 184, ISBN 88-8125-831-5. Mauro Moriconi, Francesco Rosadini, Genova 900. L'architettura del Movimento moderno, Torino, Testo & Immagine, 2004, p. 25, ISBN 978-88-8382-126-4. Guido Morpurgo, Gregotti Associati 1953-2003, Milano, Skira-Rizzoli, 2004, p. 168, ISBN 978-88-7423-123-2. Giovanna Franco, Stefano Francesco Musso, Architetture in Liguria dopo il 1945, Genova, De Ferrari, 2016, p. 197, ISBN 978-88-6405-798-9.

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