Biografia Fratello dello scrittore Riccardo e del pittore Luigi, dopo avere frequentato le scuole tecniche ad Alessandria, nel 1920, al seguito della famiglia, si trasferì a Torino, città dove conobbe l'architetto Annibale Rigotti, presso il quale iniziò il proprio tirocinio. Nel 1921 Morbelli si iscrisse al primo anno del corso di laurea in architettura a Torino, che venne tuttavia presto chiuso per mancanza di allievi, costringendolo a trasferirsi alla Facoltà di Architettura di Roma, dove conseguì la laurea nel 1926 o 1928. Durante il periodo in cui studiò a Roma conobbe e strinse un rapporto di amicizia con Adalberto Libera, Luigi Piccinato, Luigi Vietti e Robaldo Morozzo della Rocca, con il quale, oltre al rapporto amicale, avrebbe anche stretto una lunga collaborazione professionale.
Tornato a Torino ricominciò a collaborare con Rigotti e dal 1930 fu per alcuni anni assistente presso la Facoltà di Architettura. Fra il 1932 e il 1933 lavorò per la Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte, occupandosi in particolare del restauro del Broletto di Novara, della Loggia dei Pellegrini a Vercelli e di Palazzo Treville a Casale Monferrato. Il 12 gennaio 1933 si iscrisse all'Ordine degli architetti di Torino. A partire dal 1934 lasciò lo studio di Rigotti, stringendo un sodalizio professionale con Giuseppe Momo, con il quale partecipò a numerosi concorsi e lavorò alla realizzazione dei Palazzi apostolici del Vaticano. Nel 1938, dopo la vittoria del concorso di secondo grado per la ricostruzione del Teatro Regio di Torino, lasciò anche lo studio di Momo, aprendone uno proprio.
Negli anni subito precedenti alla seconda guerra mondiale Morbelli progettò anche ville e cappelle funerarie, alle quali aggiunse interventi di arredamento e la sistemazione di alcuni immobili familiari a Orsara Bormida; durante la guerra, la sua attività fu soprattutto relativa all'urbanistica, con consulenze per il piano regolatore di Aosta, incarico che gli venne affidato su indicazione di Marcello Piacentini.
Nel 1950 cominciò a collaborare con l'architetto Roberto Graziosi e l'ingegnere Franco Mancini, collaborazione che si protrasse fino al 1961. Nel dopoguerra Morbelli si occupò di edifici residenziali e per uffici, ville, sale cinematografiche e architetture per lo spettacolo; tra le opere torinesi del periodo figurano i cinema Alexandra e Ambrosio, il palazzo per uffici SIP e l'Auditorium Rai di Torino; per quest'ultima architettura, ricavata dalla trasformazione del precedente Teatro Vittorio Emanuele, Morbelli coordinò un vasto gruppo di progettazione che comprendeva anche Carlo Mollino.
Tra i suoi ultimi incarichi vi fu la progettazione del grattacielo per uffici della RAI in via Cernaia, nei pressi delle stazioni di Torino Porta Susa vecchia e nuova, alla quale partecipò insieme a Domenico Soldiero Morelli e ad altri professionisti, progetto che ebbe inizio nel 1960 e si concluse nel 1968, successivamente alla morte di Morbelli.
L'8 febbraio del 1963 Morbelli morì all'improvviso per un infarto mentre stava lavorando all'interno del suo studio. La sua figura fu commemorata dall'allora sindaco di Torino, Giovanni Carlo Anselmetti; le sue spoglie furono infine traslate a Orsara Bormida, dove furono tumulate.
La ricostruzione del Teatro Regio Una parte considerevole dell'attività professionale di Morbelli fu legata alla ricostruzione del Teatro Regio di Torino, distrutto da un incendio nella notte dell'8 febbraio 1936. L'opera di ricostruzione gli venne affidata dopo la vittoria del concorso di primo grado nel 1937 e poi di quello di secondo grado nel 1938, con un progetto redatto insieme a Robaldo Morozzo della Rocca.
Il progetto non fu subito portato a termine, ma le sue vicende si protrassero per oltre vent'anni, costringendo Morozzo e Morbelli ad elaborare sette differenti progetti con numerose varianti. L'ultima soluzione fu elaborata nel 1962 e approvata dal Consiglio comunale, ma non venne comunque realizzata; la lunga vicenda progettuale si concluse definitivamente nel 1965, quando l'amministrazione comunale affidò una nuova soluzione all'architetto Carlo Mollino e all'ingegnere Marcello Zavelani Rossi.
Fondo archivistico Presso il Politecnico di Torino vi è un fondo che conserva documenti grafici, fotografie e corrispondenza relativi all'attività professionale e alla vita di Aldo Morbelli, conservati e riordinati dal figlio Guido; di quest'ultimo, inoltre, sono presenti vari materiali relativi alle mostre dedicate al padre, come quella tenuta a Torino nel 2003 e quella ad Acqui Terme nel 2004, oltre a quelli relativi alla mostra Tre artisti orsaresi nel Novecento. Gigi Morbelli e i suoi fratelli Aldo e Riccardo, organizzata nuovamente ad Acqui nel 2010.
Opere
A seguire un elenco non esaustivo delle opere e dei progetti di Aldo Morbelli:
Salone delle feste di casa Bobbio, Rivalta Bormida (1928) Restauro del Broletto di Novara (1932-1933), in collaborazione con la Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte Risistemazione della cascina La Madonna dell'Uvalare, Orsara Bormida (1932-1934) Riattamento di casa Farinetti, Orsara Bormida (1934) Tombe Berta a Cassine, Scovazzi a Strevi e Farinetti-Morbelli a Orsara Bormida (1936-1940) Risistemazione della cascina La Moschettiera, Orsara Bormida (1937) Progetti per la ricostruzione del Teatro Regio di Torino (1937-1938; 1947-1962), con Robaldo Morozzo della Rocca, non realizzati Villa Le Loggette, Santa Margherita Ligure (1940) Piano regolatore di Aosta (1942) Restauro del palazzo CEAT, Torino (1945) Cinematografo Alexandra, via Sacchi, Torino (1948) Casa Tonella, Pray (1949) Case popolari INA/SIP, corso Regina Margherita angolo via Medail, Torino (1949) Case popolari INA/SIP, Ivrea (1949), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Arredamento della gioielleria Fasano, via Roma, Torino (1950) Cascina Treves-Sacerdote, detta Cascina Ada, strada Valsalice, Torino (1950; demolita nel 1964) Auditorium Rai di Torino (1950-1953), con Roberto Graziosi e Franco Mancini e, per la sala, Carlo Mollino Ricostruzione della piazza centrale di Pont-Saint-Martin (1951) Case popolari INA/SIP, Chivasso (1951), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Palazzo per uffici SIP, via Meucci, Torino (1952), con Roberto Graziosi, Franco Mancini e M. Pochettino Villa Piacenza, Bardonecchia (1953) Club di scherma al Parco del Valentino, Torino (1954) Villino Benazzo, Planpincieux (1954) Villa Tobaldo Togna, Pray (1954) Rimodernamento del cinematografo Ambrosio, Corso Vittorio Emanuele II, Torino (1955), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Condominio Chiusano, via Foscolo 11, Torino (1955) Palazzina della direzione della Cantina Sociale, Rivalta Bormida (1955) Villa Segre, strada Valsalice 227, Torino (1956), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Condominio Follo, via Arduino angolo via Micheli, Torino (1956-1957), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Condominio in piazza Risorgimento, Torino (1957) Cappella aziendale per le Trasformazioni Tessili, Moncalvo (1957), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Condominio Alcantara, via Susa angolo via Beaumont, Torino (1957), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Restauro di villa Leopardi Dittaiuti, Osimo (1957) Casa in via Buronzo, Torino (1957), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Cappella per i Salesiani a Saint-Jacques-la-Trinité, Champoluc (1958) Villa L. Piacenza, corso Moncalieri 187, Torino (1958), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Villa Giustina, Pino Torinese (1959), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Villa G. Piacenza, strada Superga 89, Torino (1959), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Villa Angelo Zegna, Trivero (1959), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Condominio del Sole, Bielmonte (1960), con Roberto Graziosi e Franco Mancini Villa Catella, strada Santa Brigida, Torino (1960) Grattacielo per uffici RAI, Torino (1960-1968), con Domenico Soldiero Morelli, Sergio Jontof Hutter, Domenico Bagliani, Antonio Giberti e Fabrizio de Miranda Nuovi colombari del cimitero di Orsara Bormida (1962) Case popolari IACP, Venaria Reale (1962) Villa Trucco, Imperia (1962)
Note
Altri progetti