La Yamaha MT-03 di prima generazione è una motocicletta naked prodotta dalla casa giapponese Yamaha. Commercializzata a partire dal 2006, è stata venduta fino al 2013.

Storia Genesi La sigla MT, che sta per Maximum Torque (ovvero "coppia massima"), sembrerebbe voler specificare che non è stata progettata per la ricerca della massima potenza o delle massime prestazioni in termini di velocità ma privilegiando la curva di erogazione della potenza e la relativa fluidità di marcia.

L'intento della casa costruttrice è quello di proporre una tipologia di motocicletta che rappresenti una sorta di ibrido tra una supermotard (una motocicletta da cross equipaggiata con pneumatici stradali) e una naked (motocicletta stradale privo di carenature) e che si rifaccia per aspetto estetico alla MT-01, grossa motocicletta stradale da 1700 cm³, anch'essa di produzione Yamaha. Il richiamo estetico alla MT-01 è dato anche dalla presenza di un grosso scarico conico sdoppiato di colore nero posto sotto la sella.

Prototipi

L'esemplare pre serie, a firma del designer Michael Uhlarik, prevedeva lampade LED per fanali e indicatori di direzione, dei silenziatori a sezione triangolare (protetti da una griglia), il forcellone forato al centro e alcune carenature in alluminio, tra cui quelle ai lati del serbatoio e quella sul quadro strumenti, che circonda il contagiri. Viene mostrato al pubblico per la prima volta alla fine del 2003, venendo recepita con scarso entusiasmo da parte della critica.

All'inizio del 2006 Yamaha mostra poi al pubblico due versioni modificate del progetto che sarebbe poi successivamente entrato in produzione, che fanno la loro comparsa in Italia in occasione della Fiera di Padova:

Spider Smart City, differisce dalla versione di serie per la presenza di alcuni accessori da moto da turismo: un parabrezza fluorescente (regolabile su due posizioni) e una borsa laterale blu metallizzato presente sul lato sinistro, in tinta con la sella e il serbatoio. Gli pneumatici Pirelli Scorpion Sync di serie vengono sostitutuiti da un modello più stradale.

Café Motard, Si tratta di un'interpretazione in chiave scrambler: i fianchetti sono maggiorati, mentre la coda è stata sostituita con quella della Yamaha R1: il parafango viene infatti rimosso, la targa d'immatricolazione è fissata direttamente alla ruota posteriore. Meccanicamente la forcella passa agli steli rovesciati, lo scarico da doppio a singolo (presente solo sul lato destro) mentre i dischi freno presentano un disegno a margherita.

Produzione Annunciata nell'autunno del 2005, la versione definitiva (rimanendo fedele al prototipo) viene introdotta al Salone dell'automobile di Parigi nel mese di ottobre. Per quanto riguarda la trasmissione (dopo aver proposto un sondaggio) la casa di Iwata decide di abbandonare la cinghia in favore della catena, mentre l'ammortizzatore Öhlins è stato abbandonato in quanto troppo costoso e sostituito da un Sachs. Il forcellone, essendo ora ottenuto per pressofusione, non è più forato ma soltanto scanalato.

Per raggiungere tale intento Yamaha propone un modello dotato di motore monocilindrico da 660 cm³ prodotto da Minarelli: il medesimo delle XT 660 (a differenza di questa presenta però una corona da 47 denti anziché 45, accorciando il rapporto di trasmissione) con manubrio largo tipico delle moto da fuoristrada ma con design, quote ciclistiche ed altezza della sella tipiche del segmento naked. Per quanto riguarda l'avantreno, eredita forcella e impianto frenante dall'FZ6, mantenendo però una taratura più rigida per la sospensione.

La produzione avviene in Italia nello stabilimento di Gerno, frazione di Lesmo, comune della provincia di Monza e della Brianza, in Lombardia.

Vendita

Le vendite partono nella primavera del 2006: viene commercializzata fin da subito, in conformità alle normative in vigore, anche in versione depotenziata: viene introdotta, oltre che in Europa (dove prevede di vendere unità entro fine anno), anche in Belgio, Portogallo e nei Paesi Bassi, successivamente anche nel Regno Unito. La versione da 25 kW continua a non venire proposta nel mercato portoghese anche l'anno successivo, mentre a seguire dal 2008 verrà ritirata anche da quello olandese e rimarrà disponibile solo per l'europeo e il belga. A partire dall'aprile 2009 non è più stato prodotto un modello a sé stante, ma è stato messo a disposizione dei concessionari il kit per il depotenziamento.

A causa del calo delle immatricolazioni, soltanto 73 nel 2013, nonché in previsione dell'allargarsi della famiglia Yamaha MT (avvenuto nel 2014) venne interrotta la produzione.

Optional La dotazione di serie poteva essere arricchita con:

un parabrezza di colorazione nera, disponibile sia trasparente che opaco, in poliacrilato; delle protezioni per le leve, fatte in nylon e prodotte con stampaggio a iniezione; per proteggere il carter, delle schermature in Texalium; un codino da sostituire alla sella del passeggero; un portapacchi per l'installazione del bauletto posteriore; un impianto di scarico in titanio prodotto da Akrapovič. Caratteristiche tecniche

Note

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MT 03