Nelle fonti è indicato anche come Anfreone Spinola q. Battista, per distinguerlo dagli omonimi appartenenti alla famiglia Spinola.

Biografia

Origini familiari e feudi Anfreone era figlio del nobile genovese Battista Spinola e di Luigia Spinola. Ebbe tra i fratelli Luca, Tommaso e Giorgio Spinola. Il fratello Luca divenne in seguito signore di Pieve di Teco e fu coinvolto nelle vicende politiche e feudali della Riviera di Ponente e dell'Oltregiogo tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento.

Anfreone sposò Isolta Vivaldi, dalla quale ebbe almeno tre figli: Nicoletta, andata in moglie a Giovanni Spinola, Gregorio e Giovanni Agostino.

Nel 1472 acquistò insieme ai fratelli Luca e Tommaso i feudi di Castellaro e Pompeiana da Ettore e Guglielmo di Lengueglia. I tre fratelli ricevettero quindi dal Comune di Genova l'investitura dei territori acquistati.

Anfreone fu pertanto consignore di Castellaro e Pompeiana. Le quote feudali appartenenti ai fratelli furono successivamente riunite da Luca Spinola, che estese la propria influenza anche su Pieve di Teco e su altri territori dell'Oltregiogo.

La proprietà di Cornigliano Negli stessi anni Anfreone ampliò una proprietà suburbana situata a Cornigliano, presso la foce del torrente Polcevera. Nell'area si trovavano terreni appartenenti alla famiglia Spinola e al monastero di Sant'Andrea di Sestri Ponente.

Nel 1472 papa Sisto IV autorizzò Bartolomeo Quaquaro, abate di Sant'Andrea di Sestri, a permutare alcuni terreni del monastero con Anfreone Spinola. La permuta fu conclusa nel 1473: Anfreone ricevette due appezzamenti confinanti con la propria villa e cedette in cambio alcuni beni situati alla Colombara e nel territorio di Santa Margherita Ligure. Le acquisizioni gli permisero di riunire una tenuta estesa tra la strada costiera e il mare, in prossimità della foce del Polcevera.

Il palazzo di villa appartenuto ad Anfreone, oggi noto come Villa Gentile Pevere, sorgeva in riva al mare, nell'area successivamente occupata da Villa Durazzo Bombrini, ed era circondato da un vasto giardino.

Attività pubblica e rapporti politici La raccolta documentaria pubblicata nel 1860 da Agostino Olivieri registra Anfreone con la forma «Anfrano Spinola di Battista». Secondo questa fonte, nel 1441 sedeva tra gli anziani della Repubblica di Genova; fece successivamente parte dell'Ufficio di Moneta nel 1445, dell'Ufficio di Catalogna nel 1466 e dell'Ufficio di Misericordia nel 1472.

Il 4 agosto 1491 Anfreone scrisse da Genova a Lorenzo de' Medici. Nell'inventario dell'Archivio mediceo avanti il Principato il mittente è registrato come «Anfreone Spinola fu di messer Batista».

Il 15 dicembre 1493 Anfreone fu eletto, insieme con Paolo Fieschi, Tomaso Giustiniani e Augusto de Zerbi, nella commissione incaricata di predisporre l'accoglienza della legazione inviata a Genova da Carlo VIII di Francia. La missione francese aveva lo scopo di verificare la disponibilità politica, navale e finanziaria della Repubblica di Genova in vista della progettata discesa di Carlo VIII in Italia. Alla commissione spettava in particolare la scelta delle dimore nelle quali alloggiare i delegati francesi.

Nel 1496 la dimora di Anfreone a Cornigliano ospitò Massimiliano I d'Asburgo, allora re dei Romani e futuro imperatore.

Tra il 17 e il 26 marzo 1498 il palazzo accolse anche Ludovico Sforza detto il Moro, duca di Milano, durante la sua visita a Genova. Il soggiorno è ricordato nelle narrazioni del cancelliere Bartolomeo Senarega e del vescovo Bernardo De Franchi Bulgaro. Nella descrizione tramandata da Marin Sanudo il Giovane, la residenza è definita un «palazzo bellissimo» affacciato sul mare.

Morte ed eredità La data di morte di Anfreone non è nota. Era ancora in vita nel marzo 1498, in occasione della visita di Ludovico il Moro, mentre nel 1508 la proprietà di Cornigliano risulta intestata ai suoi figli. Le genealogie familiari lo indicano come già morto nel 1511; la morte è pertanto collocabile tra il 1498 e il 1511, probabilmente entro il 1508.

La vedova Isolta Vivaldi visse almeno fino al 1529. Entro il 1535 la villa di Cornigliano era passata a Benedetto Gentile Pevere, futuro doge della Repubblica di Genova. L'edificio divenne in seguito noto come villa Gentile Pevere. Danneggiato durante la guerra di successione austriaca, fu demolito nel XVIII secolo per consentire la costruzione dell'attuale Villa Durazzo Bombrini.

Note

Bibliografia

Voci correlate Spinola Castellaro (Italia) Pompeiana Cornigliano Villa Gentile Pevere Villa Durazzo Bombrini