La galleria di Cutro è una galleria ferroviaria a binario unico della ferrovia Jonica, situata nel territorio comunale di Cutro, in provincia di Crotone; realizzata nella prima metà degli anni 1870 e aperta all’esercizio il 15 novembre 1875, presenta una lunghezza indicata dalle fonti ferroviarie del XIX secolo in 2.723 metri, mentre la documentazione tecnica del 2023 ne quantifica l’estensione complessiva in circa 2.728 metri e individua nella parte centrale, al di sotto dell’abitato, una copertura massima di circa 130 metri.

Storia Progettazione e costruzione La realizzazione della ferrovia nella zona di Cutro fu preceduta da un dibattito sulla scelta del tracciato: il 4 aprile 1865 il deputato Giovanni Cadolini presentò alla Camera dei deputati la petizione n. 10701, sottoscritta da 85 abitanti del comune, con la quale veniva richiesto per la costruenda linea ferroviaria un percorso interno più vicino al centro abitato rispetto al tracciato costiero allora prospettato.

Gli scavi della galleria risultano avviati nel 1873, anno per il quale erano già registrati 824,16 metri di avanzamento in piccola sezione e 783,97 metri in grande sezione; il tronco Cotrone-Roccabernarda, nel quale ricadeva l’opera, era stato affidato all’ingegnere Giovanni Marsaglia, titolare dell’impresa incaricata della sua costruzione.

La direzione governativa del tronco della linea Taranto-Reggio, compreso fra Cariati e il fiume Assi, era affidata all’ingegnere capo del Genio civile Adolfo Billia; la documentazione tecnica relativa alla tratta, presentata dal Ministero dei lavori pubblici all’Esposizione nazionale italiana di Milano del 1881, comprendeva una relazione generale, quadri statistici, planimetria, profilo longitudinale, un piano geologico del litorale ionico fra Cariati e Monasterace e i disegni delle principali opere d’arte, fra i quali il catalogo menzionava quelli delle «gallerie di Cutro-Muratore, di Stalleti e Grillone», corredati dai relativi particolari e diagrammi.

Durante gli scavi si verificarono anche incidenti: un episodio avvenuto qualche tempo prima del 25 gennaio 1875 fu causato da un’esplosione attribuita a una corrente di «idrogeno carbonato», con la morte di un operaio e il ferimento di molti altri; risultavano inoltre essersi già verificati episodi analoghi nel corso dei lavori.

La galleria entrò in esercizio il 15 novembre 1875 contestualmente all’apertura dei tronchi Cotrone-Roccabernarda e Roccabernarda-Catanzaro della ferrovia Jonica; nella relazione statistica ministeriale relativa al 1876 la lunghezza dell’opera è riportata in 2.723 metri, dei quali 155 costituiti da gallerie artificiali realizzate in corrispondenza degli imbocchi, mentre nel 1881 uno studio dedicato alla trazione ferroviaria incluse Cutro fra le gallerie di considerevole lunghezza della rete meridionale, riportando anch’esso uno sviluppo di 2.723 metri.

Interventi successivi Nell’esercizio finanziario 1959-1960 risultava in corso la realizzazione, da parte dell’Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, di un impianto di ventilazione nella galleria fra le stazioni di Isola Capo Rizzuto e Cutro; nel progetto del 2023 è attestata presso l’imbocco meridionale una struttura di ventilazione destinata alla demolizione nell’ambito dei lavori di elettrificazione.

Nel 2017 la galleria fu sottoposta a interventi di consolidamento nell’ambito dei lavori di manutenzione straordinaria e potenziamento della tratta Sibari-Crotone-Catanzaro Lido; durante le lavorazioni un cedimento parziale della volta comportò il prolungamento della chiusura della linea rispetto alla data inizialmente prevista, con ripresa della circolazione il 1º ottobre dello stesso anno, mentre il progetto del 2023 identifica come oggetto dell’intervento un tratto centrale di circa 100 metri, compreso fra le progressive 250+100 e 250+200, nel quale il rivestimento risulta costituito da calcestruzzo armato gettato in opera e calcestruzzo proiettato.

Negli anni 2020 la galleria è stata interessata da ulteriori interventi nell’ambito dell’elettrificazione della tratta Sibari-Crotone-Catanzaro Lido, comprendenti consolidamenti localizzati del rivestimento, modifiche plano-altimetriche della geometria del binario, l’installazione di una catenaria rigida per 2.723 metri, la demolizione della struttura di ventilazione presso l’imbocco meridionale, un nuovo concio di galleria artificiale lungo tre metri e due piazzali di emergenza presso gli imbocchi; nell’ottobre 2025 RFI comunicò il completamento degli interventi di adeguamento di alcune porzioni interne e delle variazioni plano-altimetriche del binario, mentre proseguivano i lavori di elettrificazione; al 23 aprile 2026 la catenaria rigida all’interno della galleria risultava ancora in fase di completamento e le sottostazioni elettriche di Cutro, Steccato di Cutro e Sellia Marina erano in costruzione, con la progressiva ultimazione e attivazione delle opere prevista a partire dal 2027.

Caratteristiche Nel progetto del 2023 gli imbocchi della galleria sono collocati alle progressive storiche 248+786, sul lato Sibari, e 251+514, sul lato Catanzaro, per un’estensione complessiva di circa 2.728 metri; nell’avviso RFI del 6 febbraio 2026 relativo allo stesso intervento compaiono invece le progressive 248+783 e 251+511; il tracciato si sviluppa prevalentemente in rettifilo per circa 2.483 metri, con un tratto in curva in prossimità dell’imbocco settentrionale, mentre la livelletta è monopendente da nord verso sud con una pendenza media del 14‰ e la copertura varia da pochi metri presso gli imbocchi fino a circa 130 metri nella parte centrale, dove il tunnel sottopassa l’abitato di Cutro.

La sezione è policentrica, con un’area utile di circa 26 m² e un rivestimento costituito prevalentemente da mattoni pieni, salvo brevi tratti nei quali i piedritti sono realizzati in pietrame; numerose porzioni risultano inoltre ricoperte da calcestruzzo proiettato, mentre lungo il tunnel sono presenti nicchie di servizio con un interasse medio di circa 50 metri.

Rinvenimenti paleontologici I materiali fossili rinvenuti nelle argille della galleria furono oggetto di studi di paleontologia già negli anni immediatamente successivi alla costruzione: nel 1879 Sigismondo De Bosniaski dedicò ai pesci fossili delle marne di Cutro e Reggio una specifica pubblicazione; nel 1887 vennero documentati numerosi pesci fossili nelle argille della galleria, soprattutto presso la località Acqua della Quercia, vicino al casello ferroviario n. 198, mentre nel 1918 la provenienza dei pesci di Cutro fu ricondotta espressamente alle marne attraversate dalla galleria ferroviaria e non ai terreni superficiali, nell’ambito della discussione sul loro inquadramento stratigrafico.

Note

Voci correlate Ferrovia Jonica Stazione di Cutro

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