Ricercato dall'inizio degli anni ottanta, al momento della morte era latitante da circa un decennio. Il quotidiano l'Unità lo descrisse come uno dei latitanti sardi più pericolosi e riferì che era stato condannato per diversi delitti; le cronache collegarono il suo nome a numerosi sequestri di persona e omicidi avvenuti in Sardegna e nella penisola.
Latitanza e sequestri attribuiti Cadinu, soprannominato «il Gatto», era ricercato dal 1982, quando si era dato alla macchia mentre si trovava in libertà vigilata. Secondo il resoconto de l'Unità, Cadinu recapitava, o faceva spedire, ai giornalisti locali cartoline da varie parti d'Italia con il disegno di un gatto, richiamo al suo soprannome.
Durante la latitanza Cadinu fu indicato dalle cronache come una figura di rilievo della stagione dei sequestri in Sardegna. Secondo la ricostruzione del giornalista Giorgio Pisano, ebbe il ruolo di carceriere nel sequestro di Isabella Guglielmi, avvenuto nel 1985; anche il resoconto pubblicato da l'Unità all'indomani della sua morte legava il suo nome a quella vicenda.
Il suo nome comparve inoltre nelle indagini sul sequestro di Cristina Berardi, rapita il 20 giugno 1987 e liberata dopo 120 giorni. Nel 2008 L'Unione Sarda, riferendo il contenuto degli atti di un'inchiesta riaperta, scrisse che Cadinu avrebbe confidato a un conoscente di essere stato uno dei carcerieri della donna. La ricostruzione giudiziaria rimase però priva di un accertamento a suo carico: secondo la Repubblica, Cadinu entrò e uscì dall'indagine e l'unico imputato e condannato per il rapimento fu Gianfranco Ara.
Faida di Mamoiada Il nome di Cadinu fu spesso associato a quello di Annino Mele. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, i due divennero avversari in seguito a contrasti riguardanti la spartizione di denaro proveniente da attività illecite; la rivalità degenerò nella faida tra le famiglie Cadinu e Mele. Una ricostruzione della Nuova Sardegna descrive il conflitto come una guerra durata circa vent'anni, dalla metà degli anni settanta alla metà degli anni novanta, che coinvolse anche altre famiglie e provocò alcune decine di morti.
Tra gli episodi più gravi vi fu l'agguato del marzo 1990 nell'abitazione dei Cadinu a Mamoiada: due uomini travestiti da carabinieri uccisero Enzo Cadinu e ferirono Marcello Cadinu e Maria Antonietta Cadinu.
Morte Il 10 settembre 1991 Cadinu fu intercettato dalla polizia in località Cabaddargiu, nelle campagne tra Mamoiada e Orani. Gli agenti, appostati lungo una strada sterrata, gli intimarono di fermarsi; Cadinu aprì il fuoco con un'arma automatica e venne ucciso dalla risposta della pattuglia. Aveva quarant'anni. Il cronista de l'Unità ipotizzò che qualcuno a conoscenza dei suoi spostamenti avesse fornito informazioni alla polizia; l'articolo non indica però una fonte né presenta il tradimento come accertato.
Note
Voci correlate Annino Mele Anonima sequestri Banditismo sardo Disamistade