Fu moglie del filosofo Claude-Adrien Helvétius.
Biografia Anne-Catherine de Ligneville era una dei ventun figli di Jean-Jacques de Ligniville e di sua moglie, Charlotte de Saureau, Era nipote di Madame de Graffigny e sposò il filosofo Helvétius nel 1751. La coppia, alla morte del marito vent'anni dopo il loro matrimonio, aveva raccolto una discreta fortuna con la quale madame Helvetius (nome con la quale divenne sempre più popolare) mantenne un salotto letterario per i cinquant'anni successivi, raccogliendo le visite e i pareri dei principali esponenti dell'Illuminismo francese.
Tra gli habitués del suo salotto letterario vi furono Julie de Lespinasse e Suzanne Necker, scrittori come Fontenelle, Diderot, Chamfort, Duclos, Saint-Lambert, Marmontel, Roucher, Saurin, André Chénier e Volney. Tra i pensatori spiccavano i nomi di Condorcet, d'Holbach, Turgot, l'abate Sieyès, Galiani, Destutt de Tracy, Beccaria, Morellet, Buffon, Condillac e Raynal oltre a scienziati eminenti come d'Alembert, Lavoisier, Cuvier e Cabanis. Lo scultore Houdon, il barone Gérard e altre importanti figure del suo tempo come Charles-Joseph Panckoucke e François-Ambroise Didot frequentarono occasionalmente la sua casa. Politici come Malesherbes, Talleyrand, Madame Roland e suo marito Jean-Marie Roland de la Platière, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin (che si dice le abbia chiesto la mano), Mirabeau, Pierre Daunou, Garat, Nicolas Bergasse e persino Napoleone Bonaparte furono della sua cerchia.
La presa della Bastiglia portò ad opinioni divergenti anche tra gli illuministi e il salone di Madame Helvétius ne fu ugualmente colpito. I membri più conservatori, come Morellet, Marmontel e Suard se ne ritirarono. Morellet tentò persino di persuadere la nobildonna a rimanere neutrale ma ella preferì schierarsi coi più radicali Volney e Sieyès.Jonathan Israel, Revolutionary Ideas: An Intellectual History of the French Revolution from the Rights of Man to Robespierre, pp. 62-63
Il salotto era inoltre sede di una grande colonia di gatti d'Angora. Essi erano diciotto in tutto, che qui facevano compagnia alla padrona con i suoi cani, i canarini e altri animali da compagnia di cui la nobildonna amava circondarsi.
Madame Helvétius morì nel quartiere di Auteuil, a Parigi, nel 1800, ad ottantotto anni di età.
Note
Bibliografia Peter Allan, , Toronto, University of Toronto, 1975 Jules Bertaut, Égéries du XVIIIe siècle : madame Suard, madame Delille, madame Helvétius, madame Diderot, mademoiselle Quinault, Paris, Plon 1928 J. A. Dainard, et al., Correspondance de Mme de Graffigny, Oxford: Voltaire Foundation, 1985--, in progress; vol. 13 due in 2010, edition complete in 15 vols. Benjamin Franklin, M. F--n [Franklin] à Madame H--s [Helvétius], Passy, imp. par Benjamin Franklin, 1779 Antoine Guillois, Le salon de madame Helvétius; Cabanis et les idéologues, New York, B. Franklin, 1971 Claude-Adrien Helvétius, , Éd. David Smith (director), Peter Allan, Alan Dainard and Jean Orsoni, Toronto, University of Toronto Press, 1981-2004 Arsène Houssaye, Histoire du 41e fauteuil de l'Académie Française, Paris, L. Hachette et cie, 1856 Lucien Picqué, Louis Dubousquet, « L'incident du salon de Madame Helvétius (Cabanis et l'abbé Morellet) », Bulletin de la société française d'histoire de la médecine, T. 13 (1914) Jean-Paul de Lagrave, Marie-Thérèse Inguenaud, Madame Helvétius et la société d'Auteuil, Oxford Voltaire Foundation, 1999 Jules Auguste Troubat, Essais critiques, Madame Helvétius, Paris, Calmann-Lévy, 1902 Walter Isaacson, Benjamin Franklin. An American Life. NY, Simon & Schuster, 2003 pp. 363 –367
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