La città di Catanzaro, capoluogo della regione Calabria, ha origini incerte. Sicuramente, però, è una città di fondazione bizantina. Il primo nucleo abitato fu fondato intorno all'inizio del IX secolo, allorquando la popolazione costiera, che abitava gli insediamenti magno-greci, risalì fin sul monte Triavonà, stabilendosi nella zona che oggi viene definita Grecìa,. per sfuggire alle invasioni e alle razzie dei Saraceni. Poco dopo, la nuova città si doto di un sistema sistema difensivo che prevedeva, fra gli altri, un muro difensivo e delle porte.. Secondo altre fonti, invece, la città fu fondata dal generale bizantino Flagitus (Flagizio) durante il regno dell'imperatore Costantino IX Monomaco (1042-1055).. Nel 1055, l'allora Catanzarium fu conquistata dai Normanni, guidati da Roberto il Guiscardo, il quale dette un nuovo impulso alla conformazione urbanistica del centro, costruendo un castello, localizzato nella zona più alta del Triavonà, che caratterizza tutt'ora lo skyline del cuore antico della città.

Il centro storico della città sorge tradizionalmente su tre colli (da qui, il soprannome "città dei tre colli") la cui orografia ha caratterizzato lo sviluppo urbanistico del nucleo antico, che oggi si presenta come un borgo tipicamente medievale, caratterizzato da strette viuzze e piazze anguste, che negli anni ha subito varie trasformazioni, soprattutto in seguito a eventi naturale catastrofici (come i terremoti del 1638 e del 1783) e al riassetto dei piani regolatori intervallatisi nel XIX secolo, che hanno impreziosito l'assetto urbanistico con palazzi gentilizi e nuovi importanti assi viari. Nel 1943 il patrimonio artistico della città, e di conseguenza la sua struttura urbanistica, subirono ingenti danni in seguito ai bombardamenti degli Alleati...

A partire dagli anni ottanta del XX secolo, Catanzaro iniziò ad estendersi nella sua zona pianeggiante, a sud del centro storico, lungo la valle della Fiumarella, fino a raggiungere la marina, che fino a quel momento aveva avuto uno sviluppo urbanistico e antropologico quasi a sé stante, con connotati legati a quelli del borgo marinaro e soprattutto di carattere industriale, viste le fabbriche che vi si stabilirono. Ben presto, a partire dagli anni novanta, Catanzaro Lido conobbe un veloce sviluppo urbanistico e demografico, incentivato da grandi opere quali il porto (la cui costruzione iniziò negli anni settanta) e il lungomare, inaugurato nei primi anni duemila.

In seguito all'urbanizzazione della zona ovest della città, con la delocalizzazione del nuovo campus universitario, della stazione centrale e degli uffici della Giunta regionale, Catanzaro viene definita oggi una città "tripolare": il centro storico, infatti, mantiene i connotati di centro politico, il quartiere marinaro di centro turistico-balneare, e il quartiere di Germaneto centro direzionale e universitario.

La città medievale

Il nucleo più antico della città è arroccato su uno sprono a fianchi assai ripidi quasi per tutta la loro lunghezza pressoché impraticabili, tra le due profonde vallate dei torrenti Musofalo e Fiumarella. Nel corso dei secoli, vari fattori di diversa natura ne hanno determinato la perdita dei tipici caratteri medievali in seguito a continue demolizioni di case e costruzione di edifici dalla caratteristica architettura cementizia. Case a non più di due piani, ornate da balconi e portali pretensiosi, dedali di viuzze strette e anguste hanno visto trasformata la loro struttura originaria, che tuttavia persiste ancora nel centro storico, caratterizzato da antichi rioni formati da antichissimi nuclei alcuni risalenti all'epoca saracena o bizantina.

L'antica città bizantina era circondata da alte mura nelle quali si aprivano sei porte che garantivano l'accesso al centro abitato. Il primo nucleo abitato, in particolare, risulta essere il quartiere Grecìa, così chiamato perché fu rifugio della popolazione greca allorquando si diffuso il culto in lingua latina in città. A nord dell'abitato si ergeva il castello normanno, fondato nel 1044, della cui struttura facevano parte torri e bastioni.

L'ottocento La prima vera trasformazione dell'apparato urbanistico della città fu graduale e avvenne a cavallo fra i due catastrofici terremoti che colpirono il capoluogo nel 1638 e nel 1783. Tuttavia, il XIX secolo fu caratterizzato da una prima espansione oltre le mura del centro storico, fino ad allora caratterizzato da un'eccessiva densità urbanistica che comportava una precarietà delle condizioni igienico-sanitarie dell'abitato e naturalmente un abbassamento della qualità della vita. In seguito al terremoto che colpì la Calabria nel 1832, che causò ingenti danni al nucleo storico, in direzione nord, verso la zona di "Madonna dei Coeli", destinati ad ospitare contadini e agricoltori. sorse un nucleo di abitazioni provvisorie inquadrato con l'appellativo di Baracche, oggi corrispondente a via Mario Greco (A scinduta dei Barracchi in dialetto locale)..

Nel 1870 fu redatto il nuovo piano regolatore, stilato da Michele Manfredi, Vincenzo Parisi e Pasquale Gigliotti, la cui attuazione segnò l'inizio di un'epoca di rivoluzione che portò alla costruzione di apparati moderni per l'epoca. La principale opera prevista fu l'apertura di un imponente asse viario che tagliasse il centro storico, corso Vittorio Emanuele, attuale corso Mazzini. Notevoli e pregiate costruzioni, con epicentro la nuova principale arteria cittadina, cambiarono il volto alla città. Furono intraprese anche opere di taglio e ristrutturazione delle facciate di molti edifici che affacciavano sul corso e fu abbassata in più punti la sede stradale.

A partire dal 1885 venne edificato il rione Fondachello, la cui nascita segnò un'importante dilatazione urbanistica che ebbe come luogo d'espansione le pendici meridionali dello sprone. L'abitato sorse su una zona orograficamente complessa, dunque furono costruiti edifici con un solo piano rialzato, destinati ad ospitare contadini e agricoltori.

Il novecento La prima metà del secolo La violenta recessione che colpì la Calabria a cavallo fra il 1885 e il 1910 causò il rallentamento dell'attività espansiva urbanistica del capoluogo, che negli anni precedenti era stata veloce e progressiva. Infatti, nonostante la veloce crescita demografica (furono oltre tremila i nuovi residenti nel solo centro storico), furono edificati appena cinquanta nuovi fabbricati. Una delle principali cause dell'immobilismo edilizio di quegli anni fu l'assenza quasi totale di investimenti privati nel campo dell'edilizia, il cui unico indotto proveniva dal settore pubblico..

La prima parte del novecento fu caratterizzato da un acceso dibattito circa la possibilità di direzionare l'espansione urbanistica della città verso nord, nella zona attigua al centro storico, verso i monti della Sila e in direzione dei quartieri Baracche e Baraccone, oppure verso sud, dunque verso il mare e in direzione delle frazioni Sala, Santa Maria e Marina divenute, a inizio secolo, importanti zone industriali e manifatturiere.. I principali sforzi, furono infine perpetrati verso nord, anche in virtù della maggiore salubrità e stabilità del territorio rispetto alla zona sud, e alla presenza radicata di numerose sedi istituzionali e importanti edifici signorili. La decisioni fu causa di malumori da parte delle popolazioni delle frazioni a sud, in particolar modo di quella del quartiere Marina. L'espansione verso sud avrebbe consentito all'abitato principale di congiungersi alla principali linee di comunicazione, come ferrovie e assi viari, che si svilupparono lungo la valle della Fiumarella a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Altra conseguenza, fu lo sviluppo pressoché autonomo e incontrollato delle frazioni. Catanzaro Sala si espanse intorno all'omonima stazione ferroviaria, la principale della città, operativa a partire dal 1899. Ciò comportava un progressivo potenziamenti dei trasporti e delle infrastrutture presenti nella zona e la stazione, posta sulla linea ferroviaria diretta al quartiere marinaro, fu proseguita fino al borgo di origine normanna di Sant'Eufemia, oggi parte integrante del comune di Lamezia Terme. Nella frazione Marina, divenuta successivamente Catanzaro Lido, l'espansione fu direzionata verso nord, con l'edificazione, negli anni sessanta, di un complesso di case popolari che dette vita all'odierno quartiere Fortuna.

Fra le due guerre mondiali un ampio processo di urbanizzazione dell'immediata zona al di là di "fuori porte" (l'attuale Piazza Matteotti), dette vita al rione Milano, caratterizzato da abitazioni di pregevole fattura stilistica e di piccole dimensioni e da villette con giardino.. Successivamente, a partire dagli anni venti venne edificato il quartiere San Leonardo, caratterizzato da numerose abitazioni popolari che ben presto tuttavia furono destinate ad ospitare il ceto impiegatizio della città, configurando la zona come medio-borghese..

Durante il periodo fascista, fu stravolto in maniera consistente il tessuto urbano del centro storico, attraverso l'approvazione del piano regolatore stilato da Marcello Piacentini che tuttavia fu attuato solo in parte. A fronte delle numerose opere previste, furono portate a termine solo le demolizioni del quartiere Paesello, zona malfamata e tipicamente operaia,. e di due importanti manufatti storici come il teatro comunale, ormai inagibile, e l'antica porta di mare a sud dell'abitato. Nel dopoguerra, l'abitato, ormai segnato dai bombardamenti subiti dalle forze alleate, fu soggetto ad un'opera di ricostruzione e rimodulazione del tessuto urbanistico. Negli anni cinquanta, furono edificati numerosi importanti edifici, come ad esempio il teatro comunale, il palazzo delle porte e il palazzo della provincia. Nello stesso periodo, fu redatto il nuovo piano regolatore, la cui approvazione effettiva fu certificata solamente al termine degli anni sessanta. Fra le opere previste, rilevante fu la demolizione di palazzo Serravalle su corso Mazzini, oggetto di numerose polemiche fra i soggetti coinvolti e la collettività.

Dagli anni cinquanta agli anni settanta A partire dagli anni cinquanta, l'esigenza di abitazioni data dalla crescita della popolazione e dal retaggio della seconda guerra mondiale che aveva comportato l'inagibilità di numerosi edifici del centro storico ormai danneggiati, comportò l'adozione di un piano urbanistico volto a dotare di abitazioni civili gli abitanti che occupavano alloggi di fortuna oramai inappropriati. Sul lato sud del monte Triavonà, lo sperone roccioso ove sorge il centro storico cittadino, fu dunque edificato un nuovo quartiere popolare, chiamato "Piano Casa", nel quale si insediò il ceto di estrazione popolare cittadino. La città si espandeva, dunque, per la prima volta al di fuori dei confini del centro storico in direzione sud. La zona, caratterizzata da un'architettura e da un tessuto urbanistico essenziale, fu dotata solamente negli anni successivi di spazi verdi e altri servizi, come ad esempio la fermata intermedia della Funicolare che collega il centro storico al quartiere a valle di Catanzaro Sala.