Biografia Kanzan nacque nel 1873 in una famiglia di attori di teatro Noh da generazioni. Il mondo e le storie delle opere teatrali da lui conosciute fin da bambino entrano in molte delle sue opere pittoriche.

Trasferitosi a Tokyo con la famiglia all’età di otto anni, già a Kanzan si dedicò agli studi di pittura inizialmente con il maestro Kanō Hōgai, e dopo la morte di questi, con Hashimoto Gahō.

Si diplomò all'Istituto d'arte di Tokyo (Tōkyō Bijutsu Gakkō) (che poi divenne Università delle Arti di Tokyo), e rapidamente fu accolto come insegnante nella medesima istituzione nel 1894. All’Istituto d'arte studiò la pittura Yamato-e e la pittura classica giapponese grazie anche alla realizzazione di copie di dipinti antichi commissionate all’Istituto dal Museo Imperiale per completare le proprie collezioni.

Quando nel 1898 Okakura Tenshin in polemica con la direzione dell’Istituto d’arte lasciò la docenza per fondare l'Accademia d'arte giapponese (Nihon Bijutsuin), Kanzan si unì all'iniziativa unitamente ad altri artisti e insegnanti dell'Istituto tra cui Yokoyama Taikan e Hishida Shunsō.

Ritornò comunque successivamente alla sua posizione di insegnante al Tokyo Bijutsu Gakkō dal 1901 al 1908, senza tuttavia abbandonare l'Accademia. Dal 1903, grazie ad una borsa di studio assegnatagli dal Ministero poté trascorrere due anni in Inghilterra dedicandosi allo studio dell'acquarello e alla copia di dipinti celebri dell'arte occidentale.

Nel 1914 collaborò al riavvio dell'Accademia giapponese d’arte e nel 1917 fu nominato pittore ufficiale dell'Agenzia della Casa Imperiale. Fu inoltre designato membro nella commissione giudicatrice delle esposizioni del Bunten organizzate dal Ministero dell’Istruzione, ma rinunciò alla carica quando Yokoyama Taikan ne fu espulso. Morì nel 1930 a Tokyo e fu sepolto al Cimitero Tama.

Stile e soggetti Lo stile pittorico di Kanzan fu influenzato dalla Scuola Rinpa e dalla Scuola Kanō, nonché dalla pittura di soggetto Buddhista della Scuola Tosa. A questi elementi della tradizione pittorica giapponese egli combinò elementi di stile realistico appreso nei suoi viaggi all’estero per lo studio della pittura occidentale.

Opere di rilievo Uno dei suoi lavori maggiormente rappresentativi e noti è costituito dalla coppia di paraventi a 6 ante dal titolo Yoroboshi ovvero Il Monaco mendicante, realizzati nel 1915 con inchiostri colorati su carta ricoperta da lamina d’oro. In quest'opera riuscì a fondere aspetti del realismo occidentale con gli elementi fondamentali della pittura nihonga. Quest’opera è conservata al Museo Nazionale di Tokyo ed è stata inserita nel registro dei Beni culturali importanti del Giappone dall'Agenzia per gli affari culturali. La coppia di paraventi riproduce una scena tratta da un famosa opera teatrale Noh dal titolo omonimo, in cui si racconta di un monaco cieco ingiustamente accusato di un crimine. Allontanato dalla famiglia, vive da vagabondo mendicante. Sebbene completamente cieco, vive in profonda unione con l’universo e percepisce tutto quanto lo circonda. Kanzan deriva molti temi e soggetti dalla cultura del periodo Momoyama e del periodo Edo.

Elenco parziale delle opera più note:

Imperatrice Kōmyō (光明皇后), 1897, Agenzia della Casa imperiale Rotolo illustrato del regno di Asura (修羅道), 1900, Museo Nazionale di Tokyo Diogene (ダイオゼニス), 1903, British Museum Londra Visita dell’Imperatore a Kenreimon-in, illustrazione tratta dal libro Heike Monogatari (大原御幸), 1908, Museo Nazionale d’arte moderna di Tokyo Cormorani (鵜図屏風) 1912, Museo Nazionale di Tokyo Pioggia primaverile (春雨), 1916, Museo nazionale di Tokyo Il samurai Kusunoki Masashige (楠公), 1921, Museo Nazionale di Tokyo Album di nuvole propizie e altri bozzetti di vita (景雲餘彩), 1922, Agenzia della Casa Imperiale

Note

Bibliografia

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