Nella religione romana Africa era la personificazione dell'Africa romanizzata, oltre che una divinità di origine libica, nota in lingua berbera con il nome Ifru o Ifri, venerata anticamente dai berberi prima di essere adottata dai Romani.Christine Hamdoune, "La dea Africa et le culte impérial", in Études d'antiquités africaines, Volume 1, n. 1, 2008, pp. 151-161.
Spesso veniva raffigurata con un copricapo a forma di testa di elefante, una cornucopia e in compagnia di un leone. La figura venne ripresa nell'arte dal Rinascimento, seppur privata dell'aura di divinità,J. A. Maritz, "From Pompey to Plymouth: the personification of Africa in the art of Europe" in Scholia. 11 (1), gennaio 2002, pp. 65–79. diventando una personificazione dell'intero continente e venendo accostata alle allegorie degli altri tre continenti allora noti per creare l'iconografia dei quattro continenti.
Etimologia "Afri" era il nome dato dai romani agli abitanti dell'odierna Africa settentrionale, situata a ovest del fiume Nilo, e nel suo significato più ampio poteva riferirsi a tutte le regioni a sud del Mediterraneo, anche note con il nome di Libia. Sembra che inizialmente il termine "Africa" si riferisse alla terra di una tribù originaria della Libia, antenata degli odierni berberi: secondo un'ipotesi potrebbe derivare dal termine berbero ifri (al plurale ifran) che significa "caverna", ma è pur vero che sono state fatte altre ipotesi sull'origine del nome. La stessa parola è presente nel nome del gruppo berbero dei Banu Ifran, che viveva in Algeria.
Culto
Presso i berberi, Africa era una divinità associata alle caverne, che erano i suoi luoghi di culto principali. Delle monete che ritraggono questa divinità furono scoperte per lo più in Algeria, ad Albule (odierna Aïn Temouchent); inoltre, era ritratta su una roccia scoperta a Guechguech, 16 chilometri a est di Costantina, tra El Massine e Oullaza.
Per i Romani la distinzione tra dee venerate e personificazioni a scopo iconografico era più flessibile, e sembra che Africa aver ricoperto entrambi i ruoli. Plinio il Vecchio affermò nella sua Storia naturale che "in Africa niuno si mette a fare cosa alcuna, se prima non dice 'Africa'" (in Africa nemo destinat aliquid nisi praefatus Africam): alcuni studiosi hanno interpretato questo passaggio in riferimento alla figura della dea Africa.J. A. Maritz, "Dea Africa: Examining the Evidence", in Scholia: Studies in Classical Antiquity, Volume 15, 2006, p. 102.
Oltre ad Africa esistevano altre "personificazioni delle province" dell'Impero romano, come Britannia, Hispania, Macedonia e le allegorie di alcune province ellenofone. Africa fu una delle prime a comparire, e potrebbe risalire almeno all'80 a.C., dato che è ritratta su una moneta che celebra le allora recenti vittorie africane di Pompeo Magno. Iconografia
Nelle raffigurazioni più comuni, Africa indossa un copricapo a forma di testa d'elefante e regge una cornucopia. È ritratta sul rovescio di molte monete, sia numide che romane, nonché in alcuni mosaici dell'Africa romana, come quello conservato al museo archeologico di El Jem, in Tunisia. A Timgad è stato scoperto un santuario dellAqua Septimiana Felix dove sembra che Africa fosse adorata come dea della Patria.
Il copricapo elefantino comparve per la prima volta sulle monete che ritraevano Alessandro Magno e che ricordavano l'invasione dell'India.Catherine Lorber, Coins of the Ptolemaic Empire, New York, American Numismatic Society, 2018, pp. 46–59. In seguito questo motivo iconografico venne ripresa nelle monete coniate nel 304 a.C. circa in seguito alla spedizione in Africa di Agatocle, tiranno di Siracusa.Christopher de Lisle, Agathokles of Syracuse: Sicilian Tyrant and Hellenistic King (First ed.), Oxford, Oxford University Press, 2021, pp. 128–130. Successivamente comparve nelle monete di Iarba, un re della Numidia, un regno sconfitto da Pompeo nel I secolo a.C., perciò è probabile che i romani abbiano ripreso quest'iconografia dai numidi.
In epoca rinascimentale, la personificazione dell'Africa conobbe una nuova fortuna in campo artistico, anche grazie allIconologia di Cesare Ripa.Joaneath Spicer, "The Personification of Africa with an Elephant-head Crest in Cesare Ripa's Iconologia", in Personification, Brill Academic, 2016, pp. 675–715. Nel diciassettesimo secolo, oltre ai suoi attributi di epoca romana, veniva ritratta con la pelle scura, i capelli ricci e un naso largo. Divenne pertanto parte del tema iconografico del quattro continenti.
Note
Voci correlate Personificazione nazionale
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