Il palazzo Scotti di Sarmato è un palazzo situato nel comune italiano di Piacenza, capoluogo dell'omonima provincia.

Storia L'edificio fu costruito nel XVIII secolo per iniziativa del ramo della famiglia Scotti che deteneva il feudo di Sarmato e che già disponeva di un altro palazzo nell città di Piacenza, situato in via Castello, il quale, risalente al XVI secolo, non era ormai più in linea con i canoni dell'epoca.

Furono quindi acquistati alcuni lotti di terreno che si aggiunsero ad altri già nelle disponibilità familiari dal 1671, anno in cui, a seguito della scomparsa di Francesco Scipioni Cigala, era stato ereditato un edificio posto nelle vicinanze della chiesa di Sant'Agostino.

La costruzione del palazzo, iniziata intorno al 1750, fu poi completata tra gli anni 70 e 80 del secolo, con le decorazioni che furono completate nel 1751 da parte del capomastro Giuseppe Marioni, con il supporto di Gaetano Buzini. Pur non essendo pervenute testimonianze dei progetti della costruzione, alcuni studiosi hanno ipotizzato che il disegno fosse opera di Cosimo Morelli, attivo a Piacenza nel periodo e che aveva già lavorato ad una bozza per un altro edificio della famiglia Scotti, in via Taverna, a causa di alcune scelte simili a quelle del palazzo Anguissola da lui stesso progettato.

Nel maggio 1796 il palazzo ospitò al suo interno Napoleone Bonaparte Negli stessi anni il palazzo ospitò anche papa Pio VII nei suoi viaggi da e per Parigi in occasione dell'incoronazione di Napoleone, nel percorso successivo all'abbandono di Roma verso l'esilio savonese e, infine, nel viaggio opposto.

Descrizione

Il palazzo presenta una struttura a U con due ali dotate di portici in mezzo alle quali si trova il giardino all'italiana, che affaccia sullo stradone Farnese. La pianta del palazzo può essere messa in relazione con quella di altri palazzi cittadini. Diversi particolari, sia costruttivi che ornamentali si rifanno allo stile Luigi XVI, decisamente in voga nel periodo.

Le due facciate esterne sono caratterizzate da un totale di 25 finestre le quali presentano cornici di diversa fattura con rilievi rappresentanti busti di combattenti, figure femminili e maschere situate nei timpani e nelle lunette.

All'interno si trova una grande scala marmorea che permette l'accesso al primo piano, dove si trova lo sfarzoso salone d'onore. Sia lo scalone sia il salone sono decorati con affreschi, stucchi e tempere.

Il giardino

Sopra al cancello d'ingresso è presente uno stemma raffigurante un pellicano che, allo scopo di fornire cibo ai suoi piccoli, lacera le sue stesse membra, mentre sopra alle porte sono presenti delle testine realizzate in terracotta la cui realizzazione è attribuita al fiammingo Jan Geernaert. Il giardino, originariamente allineato allo stile dell'epoca della costruzione fu successivamente riveduto negli anni precedenti al secondo conflitto mondiale dall'architetto Giulio Ulisse Arata, il quale risiedeva nelle immediate vicinanze del palazzo. Gli alberi di maggiori dimensioni, un bagolaro, un platano e una magnolia furono piantati negli ultimi anni del XIX secolo; tra questi il bagolaro, a causa degli attacchi fungini è stato oggetto di diversi studi riguardo la sua stabilità il cui esito, pur evidenziando la necessità di un sistema di ganci per tutelarne la stabilità, sistema poi realizzato nel 2020, ha escluso la necessità di un abbattimento della pianta.

Nei pressi della cinta esterna è presente il tronco morto di un noce americano i cui rami sono stati oggetto di un copioso intervento di potatura. Tra le varie essenze presenti nel giardino alcune tra le meno comuni sono la quercia sempreverde posta nei pressi dell'albero di Giuda, la parrotia persica e l'hydrangea sargentiana.

Una vasca in pietra, successivamente riadattata a fioriera, proviene probabilmente dal convento di Sant'Agostino e, secondo la tradizione, fu utilizzata per il bagno da Napoleone.

Note

Voci correlate Cosimo Morelli Famiglia Scotti Giulio Ulisse Arata

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